Arretrati contratto Forze Armate e di Polizia, slittano ancora: non saranno pagati a maggio

Il rinnovo contrattuale 2019-2021 delle Forze armate e di Polizia non è ancora stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Possiamo confermare, in anteprima, che anche questo mese non entreranno in vigore gli aumenti e le tutele normative previste dal contratto, compresi i relativi arretrati.

Nei giorni scorsi vi avevamo parlato del via libera del Consiglio dei ministri, ora restano da espletare solo gli ultimi passaggi per sancire l’entrata in vigore a tutti gli effetti del provvedimento. Avevamo ipotizzato un pagamento nel cedolino stipendiale di maggio nella speranza di un’accelerazione dell’iter burocratico connesso all’entrata in vigore del nuovo contratto che, purtroppo, non c’è stata.

Possiamo, però, anticiparvi una buona notizia, ieri 4 maggio 2022, le Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei conti, hanno certificato positivamente l’ipotesi relativa al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del personale del Comparto Funzioni Centrali.

Il provvedimento che riguarda circa 430mila operatori delle Forze Armate e di Polizia quindi slitta a giugno, ovviamente con gli arretrati per le mensilità non godute a partire dal 1° gennaio 2022.  (clicca qui per sapere gli importi → QUI)

Ovviamente anche per il mese di giugno vi daremo la conferma in anteprima se dovesse concretizzarsi il pagamento.

Cosa prevede il contratto per il comparto difesa e sicurezza

Le ipotesi di accordo sindacale e gli schemi di provvedimento di concertazione, che riguardano il triennio negoziale 2019-2021, sono stati sottoscritti il 23 dicembre 2021 dai ministri competenti e da tutte le organizzazioni sindacali e le Sezioni Cocer del personale delle Forze armate partecipanti alle trattative. Sono coinvolti i lavoratori appartenenti a Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Guardia di Finanza, Arma dei Carabinieri e Forze Armate. Dal punto di vista economico, i nuovi accordi prevedono incrementi di circa 128 euro medi lordi mensili per l’intero comparto, di cui circa 100 sul solo trattamento stipendiale, e nuove indennità, tra cui una specifica per compensare impieghi e funzioni del personale del settore cyber, che fronteggia gli attacchi informatici alle infrastrutture strategiche del Paese.

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