“Siamo diplomatici”. Fermati per controlli si mettono nei guai

Un’auto con quattro persone a bordo, due uomini e due donne, è stata fermata dai carabinieri di Monzambano per un controllo. Nessuna di loro aveva la mascherina e i dialoghi tra i militari e gli occupanti della vettura sono stati registrati in un video postato dal quotidiano online. Il conducente è già stato fermato altre volte in aperta violazione delle norme che regolano il contenimento del Covid-19. Ma quello che è accaduto, il comportamento delle quattro persone fermate, lascia senza parole.

 

Il 5 aprile i quattro vengono fermati dai carabinieri di Monzambano sulla strada che porta al lago. «Mi favorisce un documento per favore?»  E’ la richiesta. «No, perché io sono ambasciatore, facciamo tutti parte del corpo diplomatico». Si capisce dal video che qualche taglio c’è stato. Ma andiamo avanti. «Dove sta andando?». è la nuova domanda dei mili-tari. «A Peschiera a fare la spesa». «Ma c’è tutto chiuso». «Allora a fare una passeggiata». «Mi può mostrare la giustificazione? E spenga il motore per favore». Intima il carabiniere. «Non posso, se lo faccio, non si riaccende più per mezz’ora. Colpa di un sensore». «Serve una giustificazione per viaggiare prevista per legge». Pronta la risposta: «Ma non per me che sono un diplomatico, come tutti quelli che sono con me». Da qui l’inevitabile epilogo: «Deve seguirci in caserma.. «Ma voi siete fuori».

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Questa frase viene detta quando i carabinieri vanno verso la loro auto. Gli domandano ancora: «Perché andate a Peschiera?». «Per una passeggiata estesa». «Sapete che sono vietati gli spostamenti se non per comprovati motivi di necessità. Quindi vi rifiutate di firmare l’autocertificazione?». Risposta: «Si». »Vi invito a tornare indietro, non avete nemmeno la mascherina». «Grazie, buon lavoro!».

 

E il lavoro dei carabinieri c’è stato eccome. Per i quattro non c’è soltanto la sanzione amministrativa ma anche una denuncia per resistenza (hanno ostacolato i controlli, non hanno fornito i documenti e non sono scesi dall’auto) e violazione della privacy dei militari ripresi senza il loro consenso.

 

A finire nei guai M.C. 43 anni, R.M. di 38 , L.D. 47 anni e A.R., di 55. In questi giorni sono arrivate in caserma decine di une stazioni di stima ai militari, non solo da gente comune ma anche dai vertici dell’Arma.

 

 

Redazione articolo a cura di Giancarlo Oliani per la Gazzetta di Mantova

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Posted by Infodifesa on Thursday, 9 April 2020
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