Assolto carabiniere accusato di stupro di una donna ai domiciliari. Era stato congedato dall’Arma

Durante un controllo nei confronti di una donna agli arresti domiciliari le avrebbe estorto una prestazione sessuale. Michele Brunetti, 33 anni all’epoca dei fatti, è stato per questo congedato dall’Arma dei carabinieri e rinviato a giudizio. 

L’episodio, secondo la denuncia presentata dalla vittima, 37 anni, sarebbe avvenuto il 29 settembre 2017. Brunetti faceva parte dell’equipaggio destinato a controllare che la donna, che aveva il permesso di uscire per recarsi al lavoro, rispettasse i termini della custodia domiciliare. Mentre il suo collega restava in auto, come spesso accade nel caso di controlli di routine, il carabiniere sarebbe entrato nella casa, minacciando la signora di farla finire in carcere se non avesse accettato di avere subito un rapporto sessuale con lui. «Mi basta dire che non eri in casa», avrebbe detto Brunetti secondo le testimonianze della donna, che a quel punto avrebbe acconsentito a un rapporto orale, finito il quale sarebbe stata ammonita di non parlarne con nessuno pena il ritorno dietro le sbarre. Il tutto nell’arco di un tempo piuttosto breve, tanto che l’altro militare di pattuglia, un carabiniere più anziano ed esperto, non si sarebbe accorto di nulla.

Assolto il Carabiniere Brunetti

E’ stato assolto l’ex carabiniere Michele Brunetti, oggi 36enne. Lo ha deciso ieri un collegio giudicante tutto al femminile, giudici Ferretti, Tortora e Garambone, alla fine di un processo difficile perché giocato sulle testimonianze di soli due protagonisti, lo stesso Brunetti e la presunta vittima.

Il pubblico ministero Federico Carrai aveva chiesto una pena molto alta, 9 anni.

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