L’assedio di Asso e la giovane carabiniere ostaggio in caserma, il grazie del suo Comune: “Lucidità e forte senso civico”

All’interno della caserma di Asso tra i militari presi in ostaggio c’era anche un carabiniere di Francofonte. Si chiama Giulia Scalone la giovane militare che precisamente il 27 ottobre è è rimasta chiusa all’interno della struttura  insieme ad alcuni colleghi e ai loro familiari che vivono negli alloggi di servizio, in provincia di Como, ostaggi  del brigadiere Antonio Milia. L’uomo, arrestato dai militari del Gis, aveva sparato uccidendo il comandante della stazione, Doriano Furceri, con la propria pistola di ordinanza, per poi barricarsi tutta la notte.

Le congratulazioni arrivano da parte dell’amministrazione comunale attraverso un post sulla pagina istituzionale Facebook del comune.

“Sindaco e amministrazione comunale si congratulano con il giovane carabiniere Giulia Scalone, nostra concittadina, per il coraggio da lei dimostrato durante le drammatiche ore che l’hanno coinvolta giovedì nella stazione carabinieri di Asso. Dopo aver sparato al maresciallo con la propria pistola di ordinanza, un brigadiere si è barricato in caserma insieme ad altri colleghi, tra cui Giulia, e familiari. A lei in particolare si deve riconoscere la lucidità con cui ha saputo gestire le lunghe e drammatiche ore, mettendo al primo posto la salvaguardia delle vite umane di tutti i soggetti coinvolti. Un abbraccio a Giulia e complimenti per il forte senso civico ed istituzionale”.

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