Forze Speciali dell’Esercito, “indennità supplementare, l’agognante attesa”

Il ruolo delle Forze Speciali è di fondamentale importanza per la sicurezza della nostra nazione. Le unità militari specializzate svolgono una vasta gamma di operazioni, tra cui missioni antiterrorismo, controllo del territorio e interventi in caso di emergenza. Queste attività sono caratterizzate da rischi elevati e spesso hanno conseguenze negative sulla salute degli appartenenti alle Forze Speciali. Pertanto, il loro servizio è accompagnato da notevoli sacrifici. Una nota del sindacato SIAMO Esercito evidenzia un ritardo nel pagamento dell’indennità supplementare per alcune Forze Speciali dell’Esercito.

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In questi ultimi mesi, seppur con notevole ritardo, sono stati via via corrisposti gli adeguamenti e gli arretrati delle varie voci economiche incrementate o istituite “ex novo” dal nuovo provvedimento di concertazione recepito con il D.P.R. n.56 del 20 aprile 2022 e pubblicato nella G.U. n.126 del 31.05.2022. Al riguardo, tuttavia, sembra che i vertici militari si siano dimenticati proprio di uno degli articoli maggiormente attesi dagli appartenenti alle Forze Speciali che attribuisce loro un giusto riconoscimento per i rischi e le attività quotidianamente svolte, prevedendo una specifica indennità supplementare mensile nella misura di 120,00 euro.

L’art. 13 comma 5 istituisce: “(…) a valere dall’anno 2022, al personale militare in possesso del brevetto militare di incursore o di «acquisitore obiettivi» o di «ranger» ed in servizio presso i Reparti, le strutture di comando e le posizioni organiche delle Forze Speciali, individuati con apposite determinazioni del Capo di Stato Maggiore della Difesa, (…), un’indennità supplementare mensile per operatore di Forze Speciali nella misura mensile di euro 120,00”.

Mentre alcuni reparti erano già inseriti in una precedente determinazione e quindi la relativa indennità supplementare regolarmente attribuita al personale in possesso dei previsti requisiti, altri, tra cui il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti “RANGER” e il 185º Reggimento Paracadutisti R.A.O. “FOLGORE”, non essendo stati ancora individuati in apposita determinazione del Capo di SMD non hanno potuto beneficiare dello stesso trattamento.

Il Sindacato SIAMO Esercito ha sottolineato inoltre come spesso siano ” Elogiati in alcune occasioni dall’intera classe politica e dalle alte sfere militari, in altre completamente dimenticati… È spiacevole constatare quindi che le solite lungaggini burocratiche, le difficoltà organizzative e l’incertezza delle procedure amministrative si ripercuotano poi sempre sulle categorie che più di altre uno Stato dovrebbe maggiormente tutelare, i suoi servitori in divisa. Concetto ancor più rilevante tenuto conto che gli uomini interessati sono quelli facenti parte delle Forze Speciali, il fiore all’occhiello dell’Esercito Italiano, a volte, in alcune occasioni, elogiati dall’intera classe politica e dalle alte sfere militari, in altre completamente dimenticati…

Il SIAMO Esercito ha chiesto, quindi, a gran voce il tempestivo e immediato interessamento del Capo di Stato Maggiore della Difesa affinché possa firmare l’apposita, agognata, “determinazione” e consentire finalmente a tutto il personale interessato di vedersi riconosciuto un sacrosanto diritto ormai istituito da più di sei mesi.

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