IL 185° REGGIMENTO RAO E IL 4° REGGIMENTO ALPINI PARACADUTISTI RANGER DIVENTANO FORZE SPECIALI

Il 185° RAO, reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi, ed il 4° reggimento alpini paracadutisti Ranger saranno elevati al rango di forze speciali. Il passaggio a TIER 1 dovrebbe avvenire entro fine anno, come annunciato dal generale Nicola Zanelli che è alla guida del Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali, e come ripreso in questi giorni dalla rivista RID e dal Mattino.it.

Da quattro anni i due reggimenti si addestrano sotto il comando delle forze speciali dell’Esercito e hanno ormai raggiunto gli standard necessari per coprire le missioni richieste dalla Nato. La validazione come forze speciali dei due reggimenti è dettata anche dalla necessità di poter contare su queste unità dato che, nel 2018, spetterà proprio all’Italia fornire unità per operazioni speciali nell’ambito della Very High Readiness Joint Task Force della Nato. Inoltre le nostre forze speciali sono pronte ad intervenire anche in operazioni controterrorismo su eventuale richiesta del ministero dell’Interno e, poter attingere ad un bacino sempre più ampio di militari preparati ad affrontare queste criticità, in un contesto come quello attuale, non può che essere guardato con favore. Il comparto delle operazioni speciali della Difesa può essere chiamato a fornire supporto alle missioni dei nostri servizi segreti all’estero, in qualsiasi ambiente.

Un traguardo che i militari dell’185° e del 4° si sono guadagnati sul campo affrontando durissimi addestramenti e mettendosi alla prova nei diversi teatri operativi che ci vedono impegnati attualmente. In sostanza acquisitori e i ranger, che oggi sono forze con capacità di condurre operazioni speciali andranno ad affiancarsi alla nostre forze speciali attuali, vale a dire a 9° reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”; al GOI, il Gruppo Operativo Incursori del Comsubin; al 17° stormo dell’Aeronautica Militare ed al GIS, Gruppo Intervento Speciale, dei Carabinieri. Esistono poi forze di supporto operativo per le operazioni speciali che offrono appunto un contributo per quanto riguarda gli spostamenti aerei e le comunicazioni e si tratta di: 3° R.E.O.S, reggimento elicotteri per operazioni speciali; 9° stormo “Francesco Baracca” e 11° reggimento trasmissioni, il 28° reggimento comunicazioni operative dell’Esercito e il reparto elicotteri d’assalto della Marina Militare.

É bene sottolineare che il 185° reggimento RAO ha la capacità di assicurare la pianificazione e condotta di selezionati compiti tipici delle operazioni speciali: la ricognizione speciale (Special Reconnaissance), le operazioni di guida terminale del fuoco (Terminal Guidance Operations) e assistenza militare (Military Assistance). Il 4° reggimento alpini paracadutisti è in grado di pianificare e condurre azione diretta (Direct Action) e assistenza militare. Ai ranger è attualmente affidata la responsabilità della condotta delle operazioni speciali in Afghanistan con lo schieramento di uno special operations task group ranger.

Come di diventa acquisitore o ranger? In entrambi i casi l’iter si compone di tre fasi: una selettiva, una formativa ed una di specializzazione. Nella prima fase devono essere superate una serie di prove che comprendono corsa, trazioni alla sbarra, flessioni, addominali, salita alla fune, salto in alto, marcia zavorrata, prova di apnea in uniforme da combattimento e prova di galleggiamento e prova di nuoto. Poi segue un tirocinio di selezione di 2 settimane presso il reparto addestramento forze speciali del 9° reggimento “Col Moschin”. La seconda fase di 19 settimane prevede un corso di paracadutismo presso il centro addestramento di paracadutismo della Folgore, un corso operatore basico per operazioni speciali a Livorno o Montorio Veronese finalizzato al potenziamento della prestanza e della resistenza fisica e all’acquisizione delle nozioni di base per la pianificazione e la condotta delle operazioni speciali. Acquisitori e ranger concludono l’iter con un periodo di formazione presso i rispettivi reggimenti.

In futuro una compagnia del reggimento carabinieri Tuscania, una compagnia del 1° reggimento San Marco della Marina e una compagnia di supporto terrestre alle operazioni speciali del 16° stormo dell’Aeronautica saranno validati dal COFS e costituiranno nuove unità di forze per operazioni speciali per il supporto nei vari ambienti.