Attualità

Crosetto avverte: “I fondi europei SAFE solo dal 2027”. Ma l’Italia conferma gli impegni NATO sulla Difesa

L’Italia conferma la rotta sugli impegni NATO

L’Italia rispetterà gli impegni assunti in ambito NATO, ma i fondi europei del nuovo strumento SAFE – Security Action for Europe non potranno essere utilizzati prima del 2027. È il punto centrale chiarito dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un’intervista a La Stampa, nella quale ha rivendicato il percorso avviato dal governo dopo il vertice NATO dell’Aja.

Crosetto ha spiegato che l’Italia si è presentata al summit con una spesa pari al 2,8% del PIL, suddivisa tra 2% destinato alla Difesa in senso stretto e 0,8% riferito alla spesa per la sicurezza. Una distinzione rilevante, perché si inserisce nel nuovo quadro di impegni discusso in ambito alleato, dove alla spesa militare tradizionale si affiancano investimenti collegati alla resilienza, alla sicurezza delle infrastrutture, alla mobilità militare, alla cyberdifesa e alla protezione delle catene di approvvigionamento.

Il nodo del bilancio: lo 0,15% slitta al prossimo anno

Il ministro ha riconosciuto che nel 2026 non è stato possibile allocare integralmente l’incremento dello 0,15%, anche a causa della procedura d’infrazione che pesa sui conti pubblici italiani. Una frenata tecnica, non politica, secondo la linea del governo.

Crosetto ha infatti assicurato che l’esecutivo punta a recuperare quelle risorse nella prossima legge di bilancio, confermando che gli impegni internazionali saranno onorati. Il messaggio è rivolto sia agli alleati NATO sia ai partner europei: Roma intende mantenere la traiettoria di crescita della spesa per Difesa e sicurezza, pur dentro i vincoli di finanza pubblica.

SAFE, i fondi UE per la Difesa non saranno immediati

Sul fronte europeo, Crosetto ha chiarito che i tempi del programma SAFE saranno più lunghi rispetto alle necessità immediate. Lo strumento, adottato dal Consiglio dell’Unione europea il 27 maggio 2025, mette a disposizione fino a 150 miliardi di euro per sostenere gli investimenti degli Stati membri nella prontezza difensiva e nel rafforzamento dell’industria europea della Difesa.

L’obiettivo di SAFE è favorire acquisti comuni, colmare lacune capacitive e accelerare il potenziamento della base industriale e tecnologica europea. Tuttavia, secondo Crosetto, queste risorse potranno essere utilizzate concretamente solo per finanziare gli impegni del 2027, non quelli dell’anno in corso.

La scelta finale, ha ricordato il ministro, spetterà comunque al governo. Ma la cornice politica resta chiara: gli impegni presi “saranno onorati”.

Difesa europea, Crosetto: “Non è più rinviabile”

Nell’intervista, il titolare della Difesa ha rilanciato anche il tema di una Difesa comune europea, definendola ormai “non più rinviabile”. Per Crosetto non si tratta di costruire un’alternativa alla NATO, ma di rafforzarla attraverso un pilastro europeo più solido, credibile e autonomo sul piano industriale, operativo e strategico.

Il ministro ha parlato di uno strumento di deterrenza e di un “salto politico” necessario per l’Europa. Una capacità comune che, nella visione italiana, dovrebbe restare aperta anche a Paesi non appartenenti all’Unione europea ma centrali per la sicurezza continentale, come Regno Unito, Svizzera e Stati dei Balcani occidentali.

È una linea coerente con il dibattito avviato negli ultimi anni a Bruxelles, dove la guerra in Ucraina, la pressione russa sul fianco orientale e l’instabilità nel Mediterraneo allargato hanno riportato la Difesa al centro dell’agenda politica europea.

Il vertice dell’Aja e il nuovo quadro NATO

Il riferimento politico resta il vertice NATO dell’Aja del giugno 2025, dove gli alleati hanno discusso un aumento significativo degli investimenti in Difesa e sicurezza entro il 2035. La nuova impostazione prevede una distinzione tra spesa per la Difesa in senso stretto e spese legate alla sicurezza più ampia, comprese infrastrutture critiche, cyber, logistica, innovazione e resilienza.

Per l’Italia, questa impostazione consente di valorizzare non solo gli investimenti militari diretti, ma anche quelli che incidono sulla capacità complessiva del Paese di sostenere gli obblighi di sicurezza collettiva.

Medio Oriente, possibile missione europea nello Stretto di Hormuz

Crosetto ha affrontato anche il dossier mediorientale, partendo dallo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico globale e area di forte tensione dopo le crisi che hanno coinvolto Iran, Israele e Stati Uniti.

Secondo il ministro, una missione europea per garantire la libertà di navigazione potrebbe essere ipotizzata solo dopo una tregua “stabile e duratura”. La condizione indicata da Crosetto è politica prima ancora che militare: la presenza di Paesi terzi dovrebbe essere accettata da tutte le parti coinvolte, compreso l’Iran.

Il punto è evitare che una forza europea venga percepita come un’estensione della NATO o come un’iniziativa ostile. Per questo, nella valutazione italiana, un’eventuale missione dovrebbe avere una cornice internazionale ampia e condivisa, possibilmente con un ruolo delle Nazioni Unite.

Libano, il limite dell’attuale missione UNIFIL

Altro fronte centrale è il Libano. Crosetto ha riferito di aver discusso con gli Stati Uniti l’ipotesi di una nuova missione delle Nazioni Unite con un mandato più robusto rispetto all’attuale UNIFIL.

La missione ONU in Libano, alla quale l’Italia contribuisce da anni con un contingente rilevante, può oggi osservare, riferire e mediare, ma non dispone degli strumenti necessari per impedire efficacemente il riarmo di Hezbollah. È questo, secondo il ministro, il limite operativo principale dell’attuale dispositivo.

Crosetto ha sottolineato che qualsiasi nuova missione dovrebbe nascere da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, con il consenso delle autorità libanesi. Un passaggio indispensabile per evitare che la presenza internazionale venga interpretata come una forza di occupazione.

Il ruolo dell’Italia tra Mediterraneo, NATO e UE

La posizione espressa da Crosetto conferma la linea italiana su tre direttrici: rispetto degli impegni NATO, rafforzamento della Difesa europea e centralità del Mediterraneo allargato. Dal Libano allo Stretto di Hormuz, passando per il Mar Rosso e il fianco Sud dell’Alleanza, Roma punta a mantenere un ruolo politico e militare di primo piano.

La partita, però, resta legata alle risorse. Gli impegni assunti in sede NATO richiedono una programmazione pluriennale stabile, mentre i fondi europei SAFE potranno incidere solo dal 2027. Nel frattempo, il governo dovrà trovare nella prossima manovra lo spazio finanziario per recuperare l’aumento non pienamente allocato nel 2026 e rendere credibile la traiettoria annunciata agli alleati.

Vuoi vedere più notizie di Infodifesa su Google?

G Aggiungi Infodifesa
come fonte preferita su Google

🎥 Segui InfoDifesa anche su YouTube!

Approfondimenti, notizie, interviste esclusive e analisi sul mondo della difesa, delle forze armate e della sicurezza: iscriviti al canale ufficiale di InfoDifesa per non perdere nessun aggiornamento.

🔔 ISCRIVITI ORA

Unisciti alla community di InfoDifesa: oltre 30.000 utenti già ci seguono!

📲 Unisciti al canale WhatsApp di Infodifesa!

Vuoi ricevere aggiornamenti, notizie esclusive e approfondimenti direttamente sul tuo smartphone? Iscriviti ora al nostro canale ufficiale WhatsApp!

✅ Iscriviti su WhatsApp

Senza spam. Solo ciò che ti interessa davvero.

Redazione web

Redazione Web Infodifesa Portale indipendente di informazione su Difesa, Sicurezza e Geopolitica La Redazione Web di Infodifesa è composta da professionisti, collaboratori e analisti con competenze nei settori della difesa, della sicurezza, della geopolitica e dell’attualità internazionale. Dal 2013, Infodifesa.it pubblica notizie, approfondimenti e analisi dedicate ai principali scenari strategici, militari e geopolitici, con l’obiettivo di offrire ai lettori contenuti informativi chiari, aggiornati e indipendenti. Il portale opera come spazio di informazione e analisi online. Come indicato nella sezione “Chi siamo”, Infodifesa non è una testata giornalistica registrata e non ha carattere periodico. I contenuti vengono pubblicati in base alla rilevanza dei temi trattati, alla disponibilità degli aggiornamenti e all’interesse informativo degli argomenti.