Sindacati Militari

Contratto Forze Armate, i sindacati militari al Governo: “Subito chiarezza su risorse, stipendi e tutele”

Comunicato congiunto delle sigle sindacali sul rinnovo contrattuale

Le organizzazioni sindacali del personale delle Forze Armate, in un comunicato congiunto, esprimono forte preoccupazione per l’assenza di risposte chiare e definitive da parte del Governo sul rinnovo contrattuale e sulle risorse effettivamente disponibili. Al centro della richiesta delle APCSM c’è la necessità di sapere se esista una reale volontà politica di consentire il recupero del potere d’acquisto perso dal personale militare negli ultimi anni.

Le indicazioni arrivate a dicembre e le aspettative del comparto

Secondo quanto riferito dalle sigle firmatarie, nel mese di dicembre, durante un confronto istituzionale a Palazzo Chigi, erano state fornite indicazioni politiche considerate precise: l’uscita dalla procedura di infrazione europea avrebbe dovuto consentire il recupero di margini finanziari da destinare anche al comparto difesa e sicurezza, con possibili effetti sul rinnovo del contratto.

Un passaggio che aveva generato aspettative tra il personale militare e le rispettive rappresentanze, nella convinzione di poter arrivare, nei due cicli contrattuali 2022-2024 e 2025-2027, a un aumento economico pari all’inflazione accertata negli stessi anni.

Nessun riscontro sulle risorse annunciate

A distanza di mesi, però, a quelle indicazioni non sarebbe seguito alcun riscontro concreto. Le interlocuzioni con i livelli amministrativi coinvolti — Funzione Pubblica, Stato Maggiore della Difesa e Ministero dell’Economia e delle Finanze — restituirebbero infatti, secondo le APCSM, un quadro incerto, frammentato e privo di conferme rispetto agli impegni prospettati in sede politica.

Per i sindacati militari, è inaccettabile che su una questione così rilevante continui a permanere una sostanziale ambiguità. Il rinnovo contrattuale del personale delle Forze Armate, sottolineano, non può essere trattato come un tema secondario né può restare sospeso tra promesse non verificate e mancanza di assunzione di responsabilità.

Stipendi e inflazione, il nodo del potere d’acquisto

Uno dei punti centrali del comunicato riguarda l’adeguamento delle retribuzioni. Le APCSM chiedono che venga chiarito se il Governo intenda davvero consentire il recupero, il più possibile, del divario creato dall’inflazione, così da restituire al personale militare il potere d’acquisto eroso nel tempo.

Le donne e gli uomini in uniforme, evidenziano le sigle, attendono risposte chiare, non interlocuzioni indefinite. Un rinnovo contrattuale privo di adeguate risorse economiche rappresenterebbe, secondo i firmatari, un segnale grave nei confronti di chi ogni giorno garantisce la sicurezza del Paese, spesso in condizioni complesse e con responsabilità crescenti.

Previdenza dedicata, tema ancora senza risposte

Nel comunicato congiunto, i sindacati militari richiamano anche un altro nodo considerato centrale: quello della previdenza dedicata per il personale militare. Da anni, osservano le APCSM, si parla della necessità di strumenti specifici capaci di tenere conto della peculiarità del servizio, ma anche su questo fronte non si registrano sviluppi concreti.

Per le sigle è indispensabile aprire un confronto serio e strutturato su un sistema previdenziale coerente con le caratteristiche della carriera militare e in grado di garantire tutele adeguate nel lungo periodo.

Agibilità sindacali, chiesto un intervento politico

Resta aperta anche la questione delle agibilità sindacali. Le APCSM segnalano di operare ancora oggi in un quadro normativo che presenta limiti evidenti e che non consentirebbe un pieno esercizio delle prerogative di rappresentanza.

Anche su questo tema, i sindacati militari sollecitano un intervento politico chiaro, capace di definire regole certe e strumenti adeguati, in linea con il ruolo che le associazioni sindacali sono chiamate a svolgere all’interno del comparto.

La richiesta: confronto immediato con il Governo

Per tutte queste ragioni, le APCSM chiedono l’apertura immediata di un confronto diretto con il Governo, affinché venga fatta piena chiarezza sulla volontà di adeguare gli stipendi il più possibile all’inflazione, sull’effettiva disponibilità delle risorse annunciate e sulle reali intenzioni dell’Esecutivo rispetto alla loro destinazione.

Secondo le sigle firmatarie, è necessario un chiarimento politico che non può più essere rinviato. Il personale militare, si legge nella presa di posizione, ha diritto alla verità e al rispetto degli impegni che gli sono stati rappresentati.

Le sigle firmatarie del comunicato congiunto

A sottoscrivere il comunicato congiunto sono ASPMI, SIM Marina, AMUS Aeronautica, SAM Esercito Italiano, SIAM Aeronautica, SINAM e USIC.

La posizione delle APCSM: “Tutte le iniziative necessarie a tutela del personale”

Le sigle ribadiscono infine che il riconoscimento economico e professionale del personale delle Forze Armate è un dovere istituzionale. Per questo, in assenza di risposte, saranno valutate tutte le iniziative necessarie a tutela del personale rappresentato, affinché quanto promesso non resti lettera morta.

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Laura Bianchi – Esperta in relazioni sindacali militari e di polizia
Esperta in relazioni sindacali delle Forze Armate e di Polizia

Laura Bianchi

Laura Bianchi è una consulente e analista indipendente specializzata in relazioni sindacali, rappresentanza e tutela del personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia. Si occupa di contrattazione, diritti del personale, evoluzione normativa e dinamiche istituzionali. Su InfoDifesa.it cura approfondimenti basati su fonti ufficiali, documenti sindacali e analisi del contesto giuridico e operativo.