Carabinieri, la polo entra nell’uniforme estiva: i dettagli della circolare
La novità adesso è nero su bianco: la polo entra nell’uniforme estiva dei Carabinieri e comincia a prendere il posto della tradizionale camicia azzurra nei servizi di tutti i giorni.
Dopo l’anteprima pubblicata ieri da InfoDifesa, che aveva raccolto la posizione del delegato nazionale USMIA Carabinieri Giuseppe La Fortuna, arriva ora la circolare che chiarisce tempi, reparti interessati e modalità d’impiego del nuovo capo di vestiario. Una svolta attesa, concreta, destinata a cambiare l’immagine quotidiana dei militari dell’Arma impegnati soprattutto sul territorio.
Chiariamo l’ovvio: non tutti i Carabinieri indosseranno la polo da domani mattina. La distribuzione sarà graduale e la priorità andrà a chi sta davvero sul territorio e in alcune ragione, le più calde, nel servizio operativo di tutti i giorni.
La Fortuna chiarisce: camicie già assegnate e nuova polo seguono due fasi diverse
Il punto lo chiarisce Giuseppe La Fortuna, delegato nazionale USMIA Carabinieri, rispondendo alle numerose segnalazioni arrivate in queste ore:
«Se in questi giorni stanno ancora distribuendo camicie azzurre, non significa che la polo sia stata smentita o rinviata. Quelle camicie rientrano in forniture già programmate e in assegnazioni precedenti, destinate a completare il ciclo previsto. È una fase logistica distinta, che procede secondo le tempistiche già avviate.
La novità, però, è chiara: con la linea tracciata dal Comandante Generale Luongo, da ora in avanti il preminente riferimento per il servizio estivo sarà la polo. Le camicie già previste continueranno naturalmente il loro percorso di assegnazione, mentre il nuovo capo entrerà progressivamente nella dotazione del personale operativo. Leggere le due cose come una contraddizione significa confondere una transizione ordinata con una retromarcia che non c’è».
La circolare conferma l’arrivo della polo
La circolare, datata 11 maggio 2026, riguarda l’introduzione della maglietta tipo “polo” nell’uniforme di servizio estiva per Tenenze, Stazioni e Compagnie Speciali.
Il riferimento è alla pubblicazione R-11 “Regolamento sulle uniformi per l’Arma dei Carabinieri” edizione 2024.
Il passaggio centrale è semplice: è stata avviata la distribuzione della polo, che andrà a sostituire la camicia azzurra nell’uniforme estiva di servizio.
Non una voce di corridoio, non una semplice ipotesi, ma una disposizione ufficiale che apre la fase operativa della novità.
Dove arriverà subito il nuovo capo
La distribuzione partirà subito in alcune aree del Paese. La circolare indica espressamente il personale delle Legioni:
Campania, Sardegna, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.
Per il resto del territorio nazionale, invece, il completamento della distribuzione è previsto nel prossimo biennio.
Tradotto: la polo non arriverà ovunque nello stesso momento, ma il percorso è avviato. Prima alcune Legioni, poi progressivamente il resto d’Italia.
Chi la indosserà
Il nuovo capo non riguarda genericamente tutta l’Arma in ogni contesto, ma viene inserito nell’uniforme di servizio estiva per una serie di articolazioni operative e territoriali.
La polo è destinata a:
Tenenze;
Stazioni;
Compagnie Speciali;
Nuclei;
Sezioni;
Aliquote Radiomobile;
PMZ.
È quindi una novità pensata soprattutto per il personale che vive il servizio quotidiano sulla strada, nei presidi territoriali, nelle attività operative ordinarie e nei reparti direttamente esposti alle esigenze del territorio.
Come sarà composta l’uniforme
La circolare spiega anche con quali capi ed equipaggiamenti dovrà essere indossata la polo.
Nell’uniforme di servizio estiva, il nuovo capo sarà abbinato a pantalone tecnico estivo, berretto, cinturone in cuoio, fondina a estrazione rapida, stivaletti con zip e guanti antitaglio.
La direzione è evidente: un assetto più pratico e più adatto al servizio operativo estivo, senza stravolgere l’identità dell’uniforme.
Alamari e grado, ma niente medaglie o nastrini
La polo avrà le proprie mostreggiature, cioè alamari e grado, fornite insieme al capo.
Non potranno invece essere applicati distintivi, medaglie o nastrini. L’unica eccezione indicata dalla circolare riguarda l’omerale “Comandante di Stazione”.
Anche questo dettaglio dice molto sulla natura del capo: non una divisa da cerimonia, non un’uniforme da rappresentanza, ma un indumento pensato per il servizio.
Bandoliera e spallaccio restano fuori
Altro punto interessante: con la polo non saranno utilizzati bandoliera e spallaccio.
Il loro impiego potrà essere disposto con l’uniforme ordinaria estiva in servizi specifici, individuati dal Comandante provinciale o, in via residuale, dal Comandante di reparto che dispone il servizio.
In sostanza, la polo alleggerisce anche l’immagine complessiva dell’uniforme, lasciando determinati accessori ad altri contesti.
Quando resterà la camicia azzurra
La camicia azzurra non sparisce da un giorno all’altro e non viene cancellata in ogni situazione.
La circolare precisa che nelle cerimonie interforze o quando i reparti delle altre Forze Armate indossano l’uniforme S.E.3, dovrà continuare a essere utilizzata la camicia azzurra, secondo quanto previsto dalla pubblicazione R-11.
Quindi sì alla polo nel servizio estivo indicato dalla circolare, ma con limiti chiari nei contesti formali o interforze.
Il passaggio sarà graduale
La sostituzione definitiva della camicia azzurra con la polo sarà disposta da ciascun Comandante di Legione per i reparti dipendenti, quando sarà completata la prima assegnazione del nuovo capo.
Nel frattempo sarà possibile un uso alternato di camicia e polo, ma con una condizione precisa: dovrà essere garantita l’uniformità tra il personale impiegato nello stesso servizio.
In altre parole, niente pattuglie o servizi con militari vestiti in modo disomogeneo. La transizione ci sarà, ma dovrà essere ordinata.
Una scelta di buon senso
La novità ha un peso pratico evidente. La camicia azzurra resta un simbolo riconoscibile, ma nel servizio estivo quotidiano può risultare meno funzionale rispetto a un capo più semplice e operativo.
La polo va esattamente in questa direzione: più comodità, più praticità, meno rigidità formale. Senza toccare l’identità dell’Arma, ma adeguando l’uniforme alle esigenze reali di chi lavora ogni giorno sul territorio.
Ed è qui che la circolare segna il vero cambio di passo: non solo una modifica estetica, ma un aggiornamento concreto del modo in cui il personale dei Carabinieri affronterà il servizio estivo nei prossimi anni.
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