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Carabinieri, Luongo al Senato detta la linea: “Innovazione e valori tradizionali”. Organici carenti, cyber minacce, bodycam, Taser e nuove caserme: la mappa completa del mandato

Audizione a Roma nella Commissione Esteri e Difesa presieduta dal neo eletto Maurizio Gasparri

ROMA – Un’audizione fiume, densa di numeri, priorità, allarmi e richieste implicite al Parlamento. Davanti alla Commissione Affari esteri e Difesa del Senato, presieduta dal neo eletto Maurizio Gasparri, il Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, ha illustrato le linee programmatiche del suo mandato, tracciando un quadro vastissimo: dalla minaccia ibrida alla sicurezza urbana, dalla proiezione internazionale alla riorganizzazione territoriale, fino alla crisi degli organici, alla digitalizzazione, alla tutela ambientale e al welfare del personale.

Ad aprire i lavori è stato lo stesso Gasparri, che ha salutato Luongo, il generale di divisione Arturo Guarino, capo del secondo reparto del Comando generale, e il tenente colonnello Maurizio De Angelis, aiutante di campo. Il presidente della Commissione ha anche affidato ai presenti una nota personale, dichiarata “fuori verbale”, richiamando il proprio legame familiare con l’Arma e definendo quasi un “segno del destino” il fatto che il primo adempimento del suo incarico fosse proprio l’audizione del Comandante generale dei Carabinieri.

Il messaggio politico-istituzionale: una relazione “sintetica” che apre però un dossier enorme

Luongo ha esordito ringraziando la Commissione e rivendicando il ruolo dell’Arma: “L’Arma, come sapete, è sempre a fianco delle istituzioni”. Ha spiegato che la relazione sarebbe stata “sintetica” per non tediare i senatori, ma l’intervento ha di fatto costruito un vero dossier strategico sull’Arma dei Carabinieri, nel quale il Comandante ha intrecciato scenario geopolitico, capacità militari, funzioni di polizia, investimenti, tecnologia, personale e bilancio.

Il principio guida, nelle parole di Luongo, è netto: “Abbiamo scelto di seguire l’innovazione non soltanto come approvvigionamento tecnologico, ma prima di tutto come intimo rinnovamento culturale”. Una frase che sintetizza il baricentro del mandato: innovare senza smarrire l’identità.

Lo scenario: policrisi, minacce ibride, cyber spionaggio e tensione sociale

Il Comandante ha descritto il contesto attuale come segnato dall’“ibridazione della minaccia” e da una crescente domanda di sicurezza. Ha parlato di una vera “epoca di policrisi”, in cui si intrecciano conflitti armati, instabilità economica ed emergenze climatiche, con l’aggiunta delle sfide poste da intelligenza artificiale, calcolo quantistico e spionaggio cibernetico, oltre ai nuovi domini: spazio, ambiente subacqueo e dimensione cognitiva.

A questo quadro si sommano, secondo Luongo, delinquenza comune e organizzata, attivismo eversivo, terrorismo confessionale e tensioni sociali che sfociano in violenze di piazza. Il generale ha richiamato, tra gli esempi più recenti, il tragico episodio del Parco degli Acquedotti di Roma e l’arresto di un diciassettenne accusato di istigazione a delinquere via web e di istigazione a compiere atti violenti.

Il tributo pagato dall’Arma nel 2025: 2.353 feriti e 5 morti in servizio

Tra i passaggi più forti dell’audizione, il dato umano. Luongo ha ricordato che il 2025 è stato “un anno drammatico per l’Arma dei Carabinieri”, che ha pagato un prezzo altissimo: 2.353 feriti e 5 decessi in servizio. Un tributo che il Comandante ha collocato dentro la crescente complessità del contesto operativo.

La doppia natura dell’Arma: forza armata e forza di polizia

Luongo ha richiamato il quadro ordinativo dell’Arma, definendola forza militare di polizia a competenza generale e in servizio permanente di pubblica sicurezza, come previsto dall’articolo 155 del Codice dell’ordinamento militare. Una duplice natura che si riflette nelle dipendenze istituzionali: Ministero della Difesa per i compiti militari, Ministero dell’Interno per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Il vertice dell’istituzione, ha spiegato, è il Comando generale, che integra funzioni di stato maggiore, comando operativo e direzione del personale, operando anche come centro di responsabilità amministrativa. Eppure, ha sottolineato, questa struttura impiega appena l’1% del personale complessivo, a fronte di un organico previsto per legge di 121.098 militari, ancora oggi non interamente coperto.

Le specialità: sanità, lavoro, patrimonio culturale, ambiente, foreste, agroalimentare, criptovalute

Il Comandante ha ricordato come all’Arma spettino competenze esclusive o prevalenti in molti comparti di specialità: sanità, igiene, sofisticazioni alimentari, lavoro e legislazione sociale, tutela del patrimonio archeologico, storico, artistico e culturale, contrasto alla contraffazione monetaria e all’impiego illecito di criptovalute, protezione dell’ambiente, delle foreste, della biodiversità e del patrimonio agroalimentare.

Su quest’ultimo versante, Luongo ha ribadito che la confluenza del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma, prevista dal decreto legislativo 177 del 2016, è da considerarsi una riorganizzazione ormai compiuta: “L’integrazione è reale e concreta e anche sugli obiettivi e anche sulle capacità operative”.

Le linee programmatiche 2025-2027: tre pilastri e un obiettivo

L’Arma ha definito le linee programmatiche 2025-2027 come quadro strutturale di indirizzo e priorità. L’obiettivo principale è rafforzare i tre pilastri dell’azione istituzionale:

  • controllo del territorio;
  • attività investigativa;
  • compiti militari.

Finalità dichiarata: ottimizzare le risorse e snellire i processi per rispondere meglio alle esigenze della società contemporanea.

Project management e innovazione interna: nasce “ARMA Project”

Per sostenere questo rinnovamento è stata sviluppata in house la piattaforma ARMA Project, un sistema di project management che consente di monitorare in tempo reale l’avanzamento delle iniziative, di intercettare criticità e di facilitare la collaborazione tra le componenti coinvolte.

Un ruolo importante è stato assegnato anche al Dipartimento Audit e Innovazione, incaricato di rilevare criticità sistemiche e promuovere soluzioni migliorative attraverso un approccio basato su “lezioni identificate” e “lezioni apprese”.

Intelligenza artificiale, STEM e “Idea Arma”: oltre 1.800 proposte dal basso

Luongo ha spiegato che l’Arma ha avviato un percorso che integra intelligenza artificiale, tecnologie emergenti, formazione orientata alle STEM e metodologie agili, valorizzando anche il contributo delle generazioni più giovani.

In questo quadro è già pienamente operativa “Idea Arma”, una piattaforma online che raccoglie le proposte dei carabinieri di tutti i ruoli e gradi per migliorare efficienza operativa, sicurezza, organizzazione e benessere lavorativo. Il dato fornito in audizione è significativo: oltre 1.800 segnalazioni già pervenute, provenienti da tutti i ruoli dell’Arma. Ogni idea viene valutata sistematicamente e quelle ritenute più promettenti sono trasformate in progetti pilota.

Nel successivo confronto con i senatori, Luongo ha precisato che il sistema è anche premiale: alcuni militari sono stati chiamati al Comando generale e almeno quattro hanno ricevuto un riconoscimento, anche economico.

Mail personale e Google Workspace Enterprise per ogni carabiniere

Tra le misure per modernizzare l’attività quotidiana, il Comandante ha riferito che l’Arma ha assegnato una casella di posta elettronica personalizzata a ogni carabiniere e ha introdotto l’accesso alla piattaforma Google Workspace Enterprise, che mette a disposizione strumenti digitali e di intelligenza artificiale definiti tra i più avanzati presenti sul mercato, con l’obiettivo di ottimizzare l’operatività individuale nel dominio istituzionale.

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Proiezione estera: nasce il Reparto relazioni internazionali e operazioni militari

L’esigenza crescente di presenza internazionale ha portato alla costituzione, il 15 ottobre scorso, del Reparto relazioni internazionali e operazioni militari, incardinato nello Stato maggiore del Comando generale. La nuova struttura cura, con visione d’insieme, le politiche di difesa e la cooperazione internazionale.

Difesa integrata, peacekeeping e sicurezza delle sedi diplomatiche

Come forza armata, l’Arma assicura compiti che vanno dal concorso alla difesa integrata del territorio nazionale alle missioni internazionali di peacekeeping, fino alla sicurezza delle sedi diplomatiche all’estero.

Luongo ha rivendicato un approccio innovativo fondato su due tratti:

  • la capacità di coniugare difesa militare di obiettivi strategici, tutela dei diritti umani e contrasto ai traffici illeciti;
  • uno stile operativo caratterizzato dal contatto diretto con le popolazioni, anche in contesti geografici e culturali lontani dall’Italia.

Polizia militare: nasce il primo istituto europeo

L’Arma esercita inoltre la funzione esclusiva di polizia militare, definita dal generale un pilastro dell’architettura di sicurezza e un fattore abilitante in ambito NATO. Per elevare la professionalità del settore, il 12 gennaio scorso è nato l’Istituto di polizia militare, presentato come il primo in Europa, destinato ad avviare a breve il primo corso di alta formazione.

Brigata di formazione, light infantry e nuovi mezzi tattici

Per la difesa integrata del territorio è stata istituita una brigata di formazione strutturata su tre reggimenti, inquadrabile come light infantry, fanteria leggera. Secondo Luongo, questo assetto offrirà capacità modulari altamente specializzate e piena interoperabilità con le altre Forze armate.

Sul piano della mobilità, per il triennio 2025-2027 è stato pianificato l’acquisto di 170 veicoli tattici e blindati. L’Arma sta consolidando anche l’addestramento congiunto con l’Esercito e, sul fronte armamenti, ha annunciato l’intenzione di approvvigionare mortai di nuova generazione per assicurare capacità effettiva di combattimento.

Missioni all’estero: 400 carabinieri in 15 teatri e 22 missioni

Attualmente operano all’estero circa 400 carabinieri, impiegati in 15 teatri operativi e 22 missioni sotto egida ONU, UE, NATO e attraverso accordi bilaterali.

Luongo ha distinto tre ambiti fondamentali dell’azione internazionale:

  • capacity building;
  • military diplomacy;
  • stability policing.

Quest’ultima è stata definita particolarmente strategica perché consente di coniugare obiettivi militari e politici di lungo periodo, lavorando per ristabilire l’ordine pubblico, affermare lo Stato di diritto e garantire il rispetto dei diritti umani nei contesti di crisi.

COESPU, Eurogendfor, Rafah e polizia palestinese

Il Comandante ha rivendicato l’eccellenza italiana nello stability policing, sottolineando che ha reso l’Italia nazione guida e custode della dottrina NATO in materia, con il polo di Vicenza che funge da hub internazionale grazie al COESPU, nato nel 2005 dall’accordo tra Italia e Stati Uniti per addestrare forze di pace, soprattutto provenienti dall’Africa.

A Vicenza è costituita anche la prima forza di gendarmeria europea, Eurogendfor, strumento di gestione delle crisi dell’UE. Luongo ha spiegato che il personale attualmente distaccato a Rafah proviene proprio da questo circuito.

Sul fronte del capacity building, ha citato l’attività nel Medio Oriente per la qualificazione della polizia palestinese e l’assistenza ai valichi, in particolare a Rafah, con disponibilità già confermata anche per futuri addestramenti post-conflitto.

Military diplomacy: oltre 20 nazioni coinvolte

La military diplomacy, ha aggiunto Luongo, vede l’Arma come attore strategico per il sistema Paese, con collaborazioni in oltre 20 nazioni, tra cui Emirati, Qatar, Messico e Cile, e un ruolo centrale nell’associazione FIEP, in sinergia con MAECI e Unione europea. Ha richiamato inoltre programmi come AU ACT contro il narcotraffico lungo la via dell’eroina e GARSI Sahel per la creazione di unità di intervento rapido in Africa.

Vigilanza alle sedi diplomatiche: 221 sedi, 38 a rischio, 600 carabinieri impiegati

A completamento del quadro internazionale, l’Arma assicura la vigilanza di 221 sedi diplomatiche italiane nel mondo, di cui 38 classificate a rischio. In questi contesti operano circa 600 carabinieri, impegnati nella protezione e nella scorta di capi missione e personale diplomatico.

Luongo ha definito questo compito di “altissima responsabilità e delicatezza”, evocando anche il sacrificio del 2021 nella Repubblica Democratica del Congo, dove morirono l’ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere scelto Vittorio Iacovacci.

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Come forza di polizia: il 74,3% dei reati denunciati trattati dall’Arma

Sul versante della sicurezza interna, Luongo ha ricordato che l’Arma è impegnata nel controllo del territorio, nelle indagini di polizia giudiziaria, nei servizi di ordine pubblico e nella protezione degli interessi diffusi della collettività.

Il dato operativo fornito in Commissione è pesante: nel 2025 l’Arma ha proceduto per il 74,3% dei reati denunciati in Italia, riuscendo a scoprirne il 61,2%.

Un carico imponente che grava per il 98% su stazioni e tenenze, definite dal Comandante “presidi fondamentali”, ormai chiamati a responsabilità crescenti non solo nei centri minori ma anche nelle aree metropolitane, dove nell’ultimo decennio l’incidenza dell’Arma nei comuni capoluogo è salita fino al 60,3% delle attività complessive.

Pattugliamento: 4 milioni di servizi, 13,5 milioni di persone controllate

Sotto il profilo del pattugliamento, Luongo ha riferito che sono stati svolti oltre 4 milioni di servizi preventivi, durante i quali sono state controllate circa 13 milioni e mezzo di persone e 8 milioni e mezzo di mezzi.

Banca dati e accesso alle altre piattaforme: terrorismo e criminalità organizzata nel mirino

A supporto dell’attività di sicurezza, il generale ha ricordato la centralità della banca dati delle forze di polizia, nella quale confluiscono fatti, provvedimenti ed eventi relativi a violazioni penali o amministrative e alla prevenzione generale.

Per rendere più incisiva l’azione investigativa, sono state avviate interlocuzioni per consentire all’Arma di accedere a banche dati già in uso ad altre forze di polizia ritenute cruciali nel contrasto a terrorismo e criminalità organizzata.

Nelle risposte ai senatori, Luongo ha chiarito che esiste un tavolo attivo presso il Dipartimento di pubblica sicurezza e che l’Arma ha chiesto l’accesso, tra l’altro, a Web Alloggiati, Calcos e alla banca dati WIF della Guardia di Finanza. Ha aggiunto anche che il capo della Polizia ha chiesto ai Carabinieri di entrare nella banca dati “web stranieri web” sull’immigrazione.

Ambiente: “Siamo la polizia ambientale più grande d’Europa”

La tutela ambientale è stata indicata come un’altra grande sfida, anche per la sua connessione con i diritti alla vita e alla salute. L’Arma opera su più fronti: monitoraggio dei reati, presidio di 150 riserve naturali e delle aree protette, con una proiezione internazionale definita crescente.

Luongo ha rivendicato un primato: “Siamo la polizia ambientale più grande d’Europa”.

Terra dei Fuochi: control room unica in Campania

Nel capitolo ambiente, il generale ha evidenziato il lavoro in corso nella Terra dei Fuochi, dove sono stati avviati controlli congiunti con l’impiego di strumenti avanzati, il cui flusso informativo è gestito da una control room unica costituita presso il Comando regionale Carabinieri forestali della Campania. Obiettivo dichiarato: restituire alle comunità un territorio vivibile e fruibile.

Logistica: consegna a domicilio, software per fabbisogni e moduli campali per le calamità

Sul piano logistico, l’Arma ha avviato una razionalizzazione dei processi per sostenere meglio le forze sul territorio. Tra le novità:

  • gestione dei magazzini orientata alla consegna al domicilio;
  • nuovi software per il monitoraggio in tempo reale dei fabbisogni di equipaggiamento e carburante.

Il modello è stato sperimentato con esito positivo per i reparti impegnati nei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026.

Le recenti calamità naturali hanno spinto inoltre l’istituzione ad aggiornare la capacità di risposta attraverso una logistica modulare e autonoma, capace di intervenire rapidamente senza gravare sulla Protezione civile.

Il cuore di questa strategia è la creazione di tre poli nazionali per conservare mezzi e materiali in grado di trasportare, installare e rendere operativo un modulo operativo campale, struttura derivata dalle esperienze nelle missioni all’estero. Il primo polo, presso il 14° Battaglione Calabria, è già attivo per il Sud; il secondo, a Bari, dovrebbe essere collaudato entro il primo semestre del 2026; il terzo è previsto a Torino per il Nord.

Caserme green e progetto CARDINE: 279 milioni già investiti

Per ridurre l’impatto ambientale delle attività istituzionali, l’Arma ha adottato linee di azione volte a contenere i consumi e promuovere soluzioni sostenibili. Sul piano infrastrutturale, Luongo ha illustrato il progetto CARDINE, acronimo di “Caserme Ammodernate, Sismicamente Resistenti, Aperte alla Cittadinanza”.

I numeri forniti:

  • oltre 279 milioni di euro già investiti;
  • 64 interventi;
  • acquisto di 17 complessi immobiliari.

La strategia punta a una rete presidiaria green, basata su edifici a energia quasi zero e sulla digitalizzazione delle costruzioni. Il piano prevede ulteriori 215 milioni di euro entro il 2036.

Nel quadro infrastrutturale rientrano anche il potenziamento delle scuole allievi di Torino, Campobasso e Taranto e la progettazione della nuova sede dello Squadrone Cacciatori di Sicilia a Sigonella.

Mobilità sostenibile: colonnine, auto ibride ed elettriche, e-bike e 174 full electric entro il 2027

Sul fronte della mobilità sostenibile, Luongo ha annunciato:

  • installazione di colonnine di ricarica per il personale;
  • acquisizione di veicoli elettrici o ibridi;
  • consegna, entro l’anno, di biciclette a pedalata assistita ai reparti territoriali;
  • arrivo di mountain bike elettriche all’organizzazione forestale, ambientale e agroalimentare.

Grazie a un accordo con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, è prevista l’immissione di 174 auto full electric entro il 2027.

Sicurezza del personale: blindature e protezione balistica potenziata

Parallelamente alla sostenibilità, l’Arma punta sulla sicurezza dei militari. I nuovi mezzi per il pronto intervento avranno protezione balistica potenziata. Sono inoltre in corso progettualità per prevedere la blindatura anche delle autovetture in dotazione a tenenze e stazioni, che oggi non dispongono di mezzi blindati.

Luongo ha collegato questa necessità ai recenti fatti, citando anche l’assalto sull’autostrada pugliese.

Ha annunciato inoltre che entro il 2026 sarà messo a regime l’uso di biocarburanti sui veicoli diesel, novità definita assoluta e tuttora in fase sperimentale.

Cyber defense e cyber investigation: 90mila eventi gestiti nel 2025

Altro capitolo centrale: cyber defense e cyber investigation. Il modello dell’Arma si articola su due fronti.

Per la protezione dell’infrastruttura tecnologica operano il Security Operation Center e il CERT, che garantiscono difesa delle reti 24 ore su 24. Nel 2025 hanno gestito circa 90.000 eventi di sicurezza informatica, con un incremento del 9% rispetto all’anno precedente.

Dal punto di vista investigativo, l’organizzazione è stata rinnovata:

  • a livello centrale con reparti d’eccellenza per la digital forensic;
  • a livello periferico con unità di esperti telematici presso i 26 comandi provinciali sede di Corte d’appello.

Tali assetti saranno completati con le sezioni di Cyber Investigation e con la sezione criptovalute del Comando Carabinieri antifalsificazione monetaria.

Guerra cognitiva: una startup interna al Comando generale

Luongo ha parlato anche della minaccia cognitiva, definendola un’aggressione insidiosa che usa disinformazione e propaganda per manipolare percezioni e minare la fiducia nelle istituzioni.

Per affrontarla, l’Arma ha istituito presso il Comando generale una sezione particolare, descritta come una sorta di startup, incaricata di fondere intelligence territoriale, cyber e forense per analizzare e contrastare le minacce cognitive in sinergia con gli altri attori istituzionali. In parallelo, verranno rafforzati programmi formativi per sviluppare pensiero critico e capacità di riconoscere la manipolazione digitale.

Intelligenza artificiale: quattro ambiti prioritari e sviluppo in house

Sul fronte dell’intelligenza artificiale, Luongo ha detto che l’Arma partecipa ai gruppi di lavoro del Ministero della Difesa e ha individuato quattro ambiti prioritari per l’impiego dell’IA:

  • gestione documentale;
  • analisi predittiva per l’intelligence;
  • gestione del personale;
  • ottimizzazione logistico-economica.

Ha anche chiarito, rispondendo ai senatori preoccupati per la sicurezza dei dati, che i sistemi sono sviluppati in house, pur con il supporto di tecnici esterni, e governati dal Dipartimento Innovazione. Anche il comparto della cognitive warfare viene sviluppato internamente.

Migrazione al cloud: 11 milioni dal PNRR, coinvolti 7mila comandi

È stata completata la migrazione al cloud del polo strategico dei sistemi interni. L’operazione, finanziata con 11 milioni di euro del PNRR, ha coinvolto circa 7.000 comandi senza interruzione del servizio, garantendo – secondo Luongo – una gestione dei dati più sicura, sostenibile e tecnologicamente avanzata.

Denuncia di smarrimento via app IO: 2,3 milioni di pratiche l’anno e un milione di ore recuperate

Nel quadro della semplificazione digitale al cittadino, l’Arma ha avviato una collaborazione con PagoPA per integrare la denuncia di smarrimento nell’app IO.

I numeri citati dal Comandante:

  • l’Arma gestisce l’85% delle denunce nazionali;
  • circa 2,3 milioni l’anno;
  • oggi tramite procedure fisiche e manuali che richiedono la presenza in caserma.

La possibilità di denunciare via smartphone permetterà di recuperare oltre 1 milione di ore di lavoro, da reinvestire in attività a maggior valore aggiunto, con un’economia a regime di circa 61 milioni di euro. Il generale ha parlato anche di benefici ambientali legati alla riduzione degli spostamenti e al risparmio di 12 milioni di fogli di carta, che eviterebbero l’emissione di 111.000 tonnellate di CO2.

La promessa di Luongo: digitale sì, ma senza lasciare indietro nessuno

Luongo ha chiarito che l’innovazione non significherà abbandono del rapporto umano: “La tecnologia è oggi il motore principale del progresso, ma questo non significa che la persona anziana che si dovrà recare alla stazione Carabinieri troverà sempre qualcuno pronto ad ascoltarlo”.

La rete territoriale: 75% del personale, 106 comandi provinciali, 4.555 stazioni

Il Comandante ha definito l’organizzazione territoriale la vera spina dorsale dell’istituzione. Assorbe il 75% del personale complessivo ed è strutturata in:

  • 106 comandi provinciali;
  • 14 gruppi;
  • 540 tra reparti territoriali e compagnie;
  • 66 tenenze;
  • 4.555 stazioni.

A questa rete si affiancano 783 nuclei Carabinieri forestale e 148 nuclei parco.

La funzione principale di questo modello è, nelle parole di Luongo, la “rassicurazione sociale”, cioè la prossimità alle esigenze dei cittadini.

La riflessione più sensibile: non chiudere i presìdi, ma ripensarli

Uno dei passaggi più attesi e più potenzialmente divisivi riguarda il modello territoriale. Luongo ha spiegato che, a fronte del calo demografico in alcuni comuni, sarebbe teoricamente possibile ragionare in termini di costi-benefici sulla soppressione di alcuni presìdi. Ma ha aggiunto che proprio dalle comunità sono arrivate reazioni fortissime, una vera crisi.

Da qui la decisione di non procedere con una semplice logica di chiusura, ma di “rigenerare” e “ripensare” il modello. L’idea illustrata in Commissione è quella di:

  • potenziare la dinamicità delle componenti radiomobili per garantire almeno due autoradio per ciascun turno;
  • riconfigurare le stazioni in “operative” e “residenziali”.

Le stazioni operative, collocate nei centri medio-grandi, manterrebbero assetti e compiti. Le stazioni residenziali, invece, previste nei comuni minori, verrebbero alleggerite da alcune incombenze per accrescere la vocazione di apertura, prossimità e vicinanza ai cittadini. Sarebbero dotate di organici calibrati e alimentate con personale interamente alloggiato in caserma, così da vivere la quotidianità del territorio e assicurare una prima risposta tempestiva. Luongo ha anche detto che si pensa al tendenziale impiego di personale giovane, capace di creare famiglia e cultura all’interno delle piccole comunità.

La sperimentazione è già partita nella regione Marche e, secondo il Comandante, sta dando esiti molto positivi.

Equipaggiamenti: 8mila Taser, bodycam fino al livello compagnia e giubbotti femminili

L’Arma continua a investire sugli equipaggiamenti. Luongo ha annunciato:

  • l’acquisto di 8.000 nuove armi a impulsi elettrici di ultima generazione;
  • la diffusione delle bodycam fino ai livelli più bassi dell’organizzazione.

Entro il 2027, ogni reparto fino al livello compagnia ne sarà dotato, con l’obiettivo di rafforzare la tutela degli operatori e la documentazione oggettiva degli interventi.

Sul fronte della protezione balistica, nel 2026 proseguirà la campagna di rinnovamento dei giubbotti antiproiettile con standard superiori. La novità strutturale riguarda però l’ergonomia: oltre a 10.000 unità per gli uomini, verranno distribuiti per la prima volta più di 8.000 giubbotti specificamente progettati per il personale femminile, così da assicurare una protezione ottimale e una vestibilità adeguata.

Riassetto del comparto aereo e navale: nasce il Dipartimento Aero

Il 15 ottobre scorso è nato il Dipartimento Aero, struttura centrale che unifica la direzione del raggruppamento aeromobili e dei servizi di supporto. L’obiettivo è eliminare ridondanze, coordinare meglio gli approvvigionamenti e razionalizzare le risorse.

La flotta aerea si sta orientando verso una configurazione dual use, con l’impiego di piattaforme versatili come i modelli AW119, AW169, AW139 e, in prospettiva, i nuovi AW149, in grado di operare sia in ambito difesa e sicurezza sia nella protezione civile e nel monitoraggio ambientale.

Luongo ha chiesto anche un adeguamento normativo che faciliti l’uso su larga scala dei droni.

Parallelamente, la componente navale segue la stessa logica di innovazione, con focus sull’ammodernamento del servizio subacqueo. Il primo nuovo battello, ha annunciato, sarebbe entrato in linea ai primi di aprile.

Formazione, training on the job e codice etico

Il Comandante ha insistito molto sul tema della formazione. Tra le novità introdotte nell’anno accademico ha citato un modello di training on the job per il corso di perfezionamento, orientato ai reparti dell’organizzazione territoriale. Il percorso integra la formazione a distanza delle scuole ufficiali e marescialli con attività sul campo in compagnie e stazioni, così da ridurre il peso della teoria e accelerare l’inserimento operativo.

Sul piano valoriale, Luongo ha annunciato che l’Arma è prossima a ultimare il proprio codice etico, concepito non come un semplice regolamento ma come un compendio di valori fondamentali quali trasparenza, integrità e responsabilità.

Benessere psicofisico e supporto agli allievi

L’Arma punta anche sul benessere psicofisico e sulla consapevolezza degli allievi, rafforzando i nuclei di psicologia per la formazione. L’obiettivo è accompagnare il personale sin dalle prime fasi della carriera, sostenendo crescita umana e supporto costante.

La vera emergenza: 10.500 uomini in meno

Il passaggio forse più atteso in chiave politica e parlamentare riguarda gli organici. Luongo ha spiegato che l’Arma registra oggi una fisiologica carenza organica rispetto alla dotazione prevista, da ricondurre principalmente a spending review e tagli al turnover che hanno progressivamente ridotto i livelli di forza.

Nelle risposte ai senatori ha quantificato il deficit attuale in circa 10.500 uomini in meno.

Le cause della carenza: pandemia, cessazioni, concorrenza esterna e calo demografico

A rallentare il recupero hanno concorso:

  • i ritardi generati dalla pandemia nell’avvio dei corsi di formazione dal 2020;
  • il sensibile aumento delle cessazioni dal servizio;
  • gli esodi verso altre amministrazioni più appetibili;
  • le uscite di professionalità pregiate, in particolare nel cyber;
  • il decremento demografico, con il crollo delle nascite da circa 1 milione annuo a 355.000.

Luongo ha sottolineato la difficoltà di trattenere figure altamente specializzate: gli esperti cyber, ha detto, fuori dall’amministrazione possono arrivare a guadagnare cifre molto più alte.

Il piano assunzioni: quasi 8mila unità entro l’anno e ruolo iniziale pieno nel 2027

Il generale ha però rivendicato il lavoro svolto con il Governo, il Ministero della Difesa, il Ministero dell’Interno e il MEF. Grazie al ritorno del turnover al 100% e alle 7.600 assunzioni straordinarie, oltre al recupero di capacità assunzionali non utilizzate negli anni precedenti, l’Arma punta a saturare il ruolo iniziale di appuntati e carabinieri entro la fine del 2027.

Entro quest’anno, ha spiegato, saranno assunte quasi 8.000 unità. Per accelerare il processo, l’Arma ha:

  • rimodulato i corsi;
  • aumentato la capacità delle scuole;
  • ottenuto risorse strutturali per ampliare i posti letto;
  • previsto un ulteriore incremento delle capacità assunzionali.

Il nodo marescialli: mancano quasi 4.800-5.000 unità

Più critica la situazione nel ruolo degli ispettori/marescialli, per i quali Luongo ha parlato di una penuria di quasi 4.800-5.000 unità. Per colmare il gap, il decreto sicurezza consente per la prima volta di bandire concorsi straordinari per l’assunzione annuale di 400 marescialli a nomina diretta, selezionati tra giovani under 28 già in possesso di laurea triennale.

Il nuovo percorso prevede un corso di formazione ridotto a un anno anziché tre e un bacino di lauree molto ampio, includendo esperti in cyber, psicologia, ingegneria, biologia e materie tecnico-giuridiche. Secondo Luongo, questo consentirebbe di abbassare la carenza a circa 3.800 unità entro il 2028; un’eventuale estensione della misura per un ulteriore biennio permetterebbe un recupero ancora più incisivo.

Età media a 43 anni e radiomobili con personale anziano

Luongo ha richiamato anche un dato anagrafico: l’età media del personale è oggi attorno ai 43 anni. Ha osservato che vi sono ancora molti militari di età avanzata impiegati nei nuclei radiomobili, cioè proprio sul pronto intervento. Immettere nuove forze, ha detto, significa assicurare energia e continuità all’istituzione.

La proposta degli ausiliari: riserva volontaria tra 17 e 26 anni

Tra i temi più politicamente sensibili emersi in audizione c’è la proposta di istituire la figura del carabiniere ausiliario della riserva volontaria. Luongo l’ha definita una soluzione alternativa, valida e allo studio ai tavoli tecnici di Difesa e Interno.

L’idea:

  • un servizio volontario di un anno, prorogabile fino a tre anni;
  • senza possibilità di stabilizzazione;
  • riservato a giovani tra 17 e 26 anni;
  • con possibilità di ottenere certificazioni professionali specialistiche e titoli di merito utili per i concorsi pubblici.

Secondo il Comandante, il nuovo istituto favorirebbe la partecipazione dei cittadini alla sicurezza nazionale, alla cultura della difesa, al rafforzamento del rapporto tra mondo civile e militare e contribuirebbe a ridurre anche l’età media del personale.

Nel question time finale Luongo ha ribadito che l’Arma tiene “moltissimo” a questo progetto e ha persino anticipato una possibile formula di reclutamento, formazione e impiego areale: ad esempio, un giovane ligure verrebbe formato a Genova e impiegato in Liguria.

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Ufficiali della riserva selezionata e professionalità civili

Il Comandante ha inserito nello stesso ragionamento anche la recente revisione della disciplina relativa alla ferma degli ufficiali di complemento della riserva selezionata, utile a mantenere e alimentare un bacino di professionalità elevate provenienti dalla società civile e prontamente attivabili su progetti strategici dell’Arma.

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Welfare, casa, genitorialità e beni confiscati

Luongo ha dedicato ampio spazio al benessere del personale, definendolo la risorsa più importante. Gli interventi prioritari riguardano:

  • riduzione della pressione economica;
  • potenziamento delle soluzioni abitative;
  • utilizzo anche dei beni confiscati alla criminalità organizzata;
  • sostegno alla genitorialità;
  • valorizzazione della crescita culturale;
  • armonizzazione tra dimensione professionale e privata, il work-life balance.

È allo studio un ecosistema di servizi personalizzati, una sorta di CRAL digitale, progettato con approccio data driven per analizzare sistematicamente i bisogni del personale e orientare il welfare istituzionale.

Previdenza: tema ancora critico

Resta aperta la questione della previdenza complementare per i militari. Luongo ha ricordato che, pur essendo previsto dalla legge di bilancio 2026 un rifinanziamento di 30 milioni di euro annui dal 2030, le risorse attuali non sono ancora sufficienti a garantire un trattamento equo. L’obiettivo resta ottenere correttivi sui coefficienti di trasformazione per ridurre la penalizzazione del personale della Difesa, costretto ad andare in pensione più presto rispetto ad altre categorie.

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Il bilancio: oltre 8 miliardi, ma servono altre integrazioni strutturali

Il quadro delle ambizioni, ha avvertito Luongo, non può reggere senza adeguate risorse finanziarie. Il bilancio dell’Arma grava principalmente sul Ministero della Difesa, inclusa la funzione forestale. A carico del Ministero dell’Interno sono invece le spese energetiche, di missione, accasermamento e casermaggio legate alla sicurezza pubblica, per circa 475 milioni di euro. Altri dicasteri sostengono le spese di funzionamento dei comandi dedicati a lavoro, salute, ambiente, agroalimentare e patrimonio culturale, per circa 90 milioni di euro.

Sul bilancio della Difesa, nel corrente esercizio lo stanziamento per l’Arma ammonta a ben oltre 8 miliardi di euro, ripartiti principalmente tra personale, esercizio e investimento.

L’istituzione ha beneficiato di integrazioni pari a 24,6 milioni di euro per settori ritenuti strategici o deficitari, come:

  • canoni energetici;
  • polizze;
  • viveri;
  • manutenzioni infrastrutturali;
  • armamento;
  • vestiario;
  • potenziamento della sicurezza informatica;
  • copertura assicurativa per la tutela legale del personale verso terzi.

Nuove sedi: Cacciatori delle Alpi, Tuscania e GIS

Sono state finanziate anche alcune progettualità infrastrutturali di rilievo:

  • Cascina Malpensa, sede dell’istituendo Squadrone Eliportato Cacciatori delle Alpi;
  • la nuova sede per il 1° Reggimento Tuscania e il GIS a San Piero a Grado, con ulteriori 100 milioni di euro nel periodo 2027-2030.

Le richieste per il futuro: più flessibilità e unificazione delle missioni di bilancio

Luongo ha chiarito che l’Arma necessiterà di ulteriori mirate integrazioni strutturali, che saranno richieste nella prossima legge di bilancio. Ha inoltre definito strategico un progetto da portare avanti con il Ministero dell’Economia e delle Finanze per unificare nel bilancio della Difesa le missioni relative a difesa e sicurezza del territorio e a sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente, così da garantire maggiore flessibilità gestionale e semplificare processi e procedure.

La riorganizzazione dello Stato maggiore e il controllo della spesa

In questa prospettiva, l’Arma ha recentemente riorganizzato il proprio Stato maggiore, implementando processi di lavoro interni e un sistema di controllo centralizzato per monitorare costantemente l’evoluzione della spesa, con l’obiettivo di efficientare ulteriormente lo strumento operativo.

La chiusa del Comandante: appello alle istituzioni e promessa ai cittadini

Nelle battute finali, Luongo ha ricondotto tutto a una visione complessiva del sistema di difesa e sicurezza nazionale, alle prese con fattori di rischio multipli e interconnessi. Ha ribadito che le linee programmatiche mirano a ottimizzare comando, controllo e supporto, a sfruttare il potenziale della tecnologia e a migliorare la sinergia con le altre Forze armate e di polizia.

Il passaggio conclusivo è stato anche un messaggio al Parlamento: l’innovazione e la razionalizzazione potranno esprimere pienamente il loro potenziale solo se sostenute da adeguate risorse umane e finanziarie.

Quindi la chiusura formale, in stile istituzionale ma dal tono impegnativo: “Consentitemi di chiudere, rinnovando formalmente l’impegno dell’Arma a continuare a profondere ogni sforzo per essere quanto più possibile all’altezza delle aspettative che promano dalle istituzioni, dalle comunità e degli italiani”.

Le domande dei senatori: sanità militare, banche dati, IA, organici, minori, social e regole d’ingaggio

Dopo la relazione, Gasparri ha sottolineato come il documento delinei un quadro ampio che proietta già verso i futuri impegni finanziari del Parlamento. Sono poi intervenuti i senatori.

Il senatore Marton: sanità militare, vacanze organiche, Idea Arma, esodi, integrazione con polizia e Gdf, IA

Il senatore Marton ha ringraziato Luongo e il personale dell’Arma, definendo il proprio non un ringraziamento di rito ma sentito. Ha ricordato che i Carabinieri sono l’unica forza armata con competenza “su tutto” e ha posto una serie di quesiti:

  • richiesta di andare oltre il transitorio al 2033 sul Corpo unico di sanità militare, fino all’esaurimento del ruolo, per evitare l’abbandono del servizio da parte di alcuni militari;
  • domanda sul numero complessivo delle vacanze organiche;
  • quesito sul carattere premiale di Idea Arma;
  • richiesta di chiarire se le uscite dal servizio siano dovute solo a pensionamenti o anche ad altri motivi;
  • domanda sul rapporto con Guardia di Finanza e Polizia, specie in relazione alle banche dati;
  • chiarimento sull’uso di intelligenza artificiale e sul fatto che, trattando dati sensibili, non si debba dipendere dal mercato ma da sistemi autonomi.

Il senatore Delrio: diplomazia militare, ex Corpo Forestale, banche dati e intelligenza artificiale

Il senatore Delrio ha ringraziato Luongo e tramite lui uomini e donne dell’Arma, dicendosi particolarmente soddisfatto del richiamo alla diplomazia militare, strumento ritenuto nuovo ma da valorizzare. Ha poi insistito su:

  • integrazione con le altre forze di polizia e banche dati;
  • intelligenza artificiale;
  • stato dell’integrazione con l’ex Corpo Forestale dello Stato, chiedendo se esistano già elementi per misurarne l’efficienza e la risposta ai cittadini.

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Il senatore Menia: minori violenti, social, soglia di punibilità, missioni, tutele per gli operatori

Il senatore Menia ha preso spunto da recenti fatti di cronaca – il tredicenne che ha accoltellato un’insegnante, il diciassettenne radicalizzato online, i due anarchici morti mentre preparavano un ordigno – per chiedere a Luongo una valutazione sull’innalzamento del rischio connesso a soggetti sempre più giovani.

Ha poi posto questioni di forte impatto politico:

  • se non sia opportuno ragionare su un divieto dei social sotto una certa età;
  • se si debba discutere di un abbassamento della soglia della punibilità per fatti delittuosi gravi commessi da minori;
  • se le regole di ingaggio siano adeguate nelle missioni internazionali e sul fronte interno;
  • se non serva una maggiore protezione per gli operatori di polizia, troppo spesso esposti a conseguenze giudiziarie anche durante inseguimenti o interventi;
  • quante siano in concreto le unità mancanti e se la proposta degli ausiliari sia ormai ufficiale.

Le risposte di Luongo: sanità militare necessaria, tavolo banche dati, IA interna, 10.500 unità mancanti, integrazione forestale al 60-70%

Nella replica, Luongo ha difeso la riforma del servizio sanitario militare nazionale, spiegando che nasce da una delega della legge 119 e da uno studio analitico che aveva evidenziato la non piena corrispondenza del modello precedente alle esigenze del mondo militare e civile. Ha ammesso che, per i medici dell’Arma, il nodo identitario è forte perché legato alla perdita della divisa, ma ha ribadito che la riforma è a suo giudizio necessaria e valida, pur lasciando aperta la possibilità di accorgimenti regolamentari o modifiche per evitare penalizzazioni.

Sul rapporto con le altre forze di polizia, ha assicurato che il coordinamento previsto dalla legge 121 del 1981 è ormai compiuto e che i tavoli tecnici sono continui. Ha confermato la piena volontà di integrazione sulle banche dati.

Quanto agli organici, ha fornito la cifra più netta dell’audizione: circa 10.500 uomini in meno.

Sull’intelligenza artificiale, ha spiegato che lo sviluppo è governato in house, così come il segmento della cognitive warfare, pur con il supporto di tecnici esterni.

Sull’ex Corpo Forestale, ha quantificato l’integrazione a un livello del 60-70%, spiegando che sul piano operativo la contaminazione è già avanzata – con carabinieri che fanno i forestali e forestali che fanno i carabinieri – mentre resta da compiere il salto infrastrutturale e organizzativo verso un modello regionale più unificato.

Social, minori e prevenzione: il segnale che spesso arriva troppo tardi

Rispondendo a Menia, Luongo ha richiamato l’arresto del diciassettenne accusato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa e detenzione di materiale con finalità di terrorismo, tutto attraverso internet e social. Ha spiegato che l’Arma lavora anche con attività undercover virtuali e criptate per prevenire e anticipare la minaccia.

Sul caso del tredicenne che ha accoltellato l’insegnante, ha osservato che il ragazzo aveva dato alcuni segnali, ma quei segnali non erano arrivati prima alle forze dell’ordine: il punto, ha fatto capire, è arrivare prima, prevenire, capire, leggere i sintomi prima che il fatto esploda.

La chiusura di Gasparri: dossier aperto su sanità, stazioni nei piccoli centri e ausiliari

In chiusura, Maurizio Gasparri ha ringraziato Luongo, osservando che il documento consegnato alla Commissione offrirà ancora molti spunti di riflessione, a partire dalla riorganizzazione della sanità militare, dal tema delle stazioni nei piccoli centri e dalla proposta dei carabinieri ausiliari, da valutare nei futuri strumenti parlamentari. Un passaggio che conferma il peso politico dell’audizione: non una semplice relazione di mandato, ma una piattaforma di lavoro già proiettata sulle prossime scelte legislative e finanziarie.

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Marco De Santis – Analista di sicurezza e difesa
Analista senior di sicurezza e difesa

Marco De Santis

Marco De Santis è un analista senior specializzato in sicurezza e difesa, con particolare attenzione alle minacce ibride, alla sicurezza interna e alle strategie di protezione nazionale. Ha maturato una lunga esperienza nello studio dei contesti operativi e delle dinamiche di sicurezza, integrando fonti istituzionali, analisi strategiche e valutazioni di rischio. Su InfoDifesa.it cura approfondimenti dedicati ai temi della difesa, della sicurezza e degli scenari operativi.