Torino, nei guai quattro carabinieri: “Controlli abusivi sul collega di Ultimo”

Che cosa ha spinto più di una decina di carabinieri, in un arco temporale di 10 anni, a interrogare il sistema informatico della Polizia (Sdi) alla ricerca di procedimenti o indagini a carico dell’ex maresciallo Riccardo Ravera? Un mistero che mantiene una sospensione di interesse. Sarebbe un reato, se fosse solo curiosità, poiché l’utilizzo della banca dati è normata da una serie di paletti, tra cui quello che richiede un motivo valido o una delega di indagine per accedervi.

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Ma perché l’interesse nei confronti dell’ex investigatore, noto come Arciere, che ha fatto parte della squadra che ha arrestato il capo dei Corleonesi, Salvatore Riina? Attualmente, si sa che è indagato un ex maggiore dei carabinieri, un brigadiere in servizio, un luogotenente, un comandante di stazione e un ispettore di polizia penitenziaria, per accesso abusivo allo Sdi.

E che il legale di Ravera ha annunciato di voler costituirsi parte civile nel procedimento. Ma non è finita qui: le indagini coordinate dal PM Colace rivelano inoltre che tra il 2011 e il 2016 un’altra decina di militari ha effettuato controlli casuali sul nome di Ravera all’interno del server riservato agli inquirenti. Sebbene i reati siano prescritti, la sistematicità dei controlli, eseguiti in anni diversi, suggerisce un mistero. Tra i nomi degli indagati compaiono anche persone che in passato hanno avuto problemi con la giustizia.

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