RIORDINO DELLE CARRIERE: AFFONDA OGNI POSSIBILITA’ DI CORRETTIVI. MINISTRO SALVINI, NON TRADISCA I POLIZIOTTI!

Riportiamo il comunicato congiunto dei sindacati di Polizia FSP-ES-LS. “Abbiamo aspramente e fondatamente criticato l’impianto del riordino delle carriere varato lo scorso anno da un parlamento miope con la complicità di amministrazioni e sindacati “distratti o supini”, e i fatti ci hanno dato ragione. Manca solo una settimana alla scadenza del termine per apportare i correttivi al decreto legislativo di riordino delle carriere e la nostra Amministrazione continua a traccheggiare nel tentativo di nascondere l’ennesimo TRADIMENTO delle legittime aspettative di decine di migliaia di poliziotti.

La misura, per quanto riguarda FSP-ES-LS, è oramai colma. Non vogliamo più partecipare a incontri inutili e perennemente interlocutori. Non possiamo accettare che l’Amministrazione della P.S. continui a rinviare la definizione di un progetto organico e definitivo di riordino delle carriere.

Troviamo francamente gravissimo che, a fronte di continui annunci, non sia stato ancora descritto un moderno orizzonte della Sicurezza ed un conseguente modello organizzativo, che gratifichi in modo equo le aspettative degli uomini e delle donne chiamati quotidianamente a garantire  la sicurezza dei cittadini. Diciamo basta ai “muri di gomma” e alle “trame di Palazzo”, interessate a garantire solo “POCHI ELETTI” a scapito della stragrande maggioranza dei poliziotti TRADITI, ancora una volta, proprio da chi avrebbe dovuto difendere i loro legittimi interessi.

Abbiamo fornito il nostro contributo di idee e di proposte di modifica, ma tutto è stato finora vano. Il dado sembra ormai tratto ma FSP-ES-LS non sarà certo complice di questo tradimento dei poliziotti.  L’ultima parola, quella decisiva, spetta quindi al Ministro dell’interno Matteo Salvini  che non vorrà certo intestarsi questo TRADIMENTO in danno dei poliziotti!

Pur consapevoli delle enormi difficoltà attendiamo fiduciosi una sua urgente convocazione e confidiamo nel suo pragmatismo affinché dalle “parole si passi ai fatti”, concludenti e verificabili, in assenza dei quali la parola d’ordine non potrà che essere:

MOBILITAZIONE PERMANENTE PER DIFENDERE LA DIGNITÁ DEI POLIZIOTTI!

Signor Ministro, a questo punto non ci resta che dirle: “se non ora, quando?”