LUOGOTENENTI GDF DA ROTTAMARE. PERCHÉ TRATTATI COSI?

Prendo in prestito la definizione di un collega illuminato, collocando l’aggettivo prima del sostantivo e attribuendo, finalmente, il giusto significato alla definizione. Ecco lo straordinario concorso per 70 sottotenenti riservato ai luogotenenti +6. Ebbene si, straordinario, nel senso primario del termine, ossia “che esce dalla norma o dalla legge”, ma anche “che ha carattere di favola, che appartiene alla fantasia, irreale…”.

Ho 54 anni e 33 di servizio, sono luogotenente dal 2005 e sono stato insignito della medaglia mauriziana per aver comandato reparti per vent’anni. Forse per questo ho sempre pensato che la Guardia di Finanza prendesse sul serio i propri servitori. Quando ho raggiunto il grado apicale di categoria (allora maresciallo aiutante) avevo 35 anni, quindi ho pensato che davanti a me c’erano ancora 25 anni prima del congedo. 25 anni…. troppi, per farli tutti nello stesso grado. C’era altro che da perdere lo stimolo! Nel ‘95 ci avevano abbreviato la carriera e avevano fatto un imperdonabile errore, l’unico sbocco a quel punto sarebbe stato concorrere per diventare ufficiale, peccato che non c’erano concorsi. Ad un certo punto ne sono usciti per tre posti, troppo difficile anche per me, ma partecipai comunque. Quando compii 40 anni, appena prima di diventare lgt, uscì un nuovo concorso che mi fece ben sperare: 38 posti per tenente riservato ai M.A., peccato che fissarono un limite minimo di età di 44 anni. “Va bè”, mi dissi un po’ contrariato, “fra quattro anni potrò partecipare”. Continuai quindi a fare quelli da tre posti e arrivai per due volte nei primi venti. Troppo poco. In quel periodo vidi passarmi davanti numerosi amici che, essendo più vecchi, parteciparono e vinsero il concorso; da notare che in un paio di casi ci furono più o meno le domande appena sufficienti a coprire i posti disponibili….

Pensai fosse curioso che i colleghi di grado inferiore (nel frattempo diventai luogotenente), solo perché più vecchi potessero aspirare ad un grado superiore al mio. Ma tant’è: il 2008 si avvicinava e i miei 44 anni pure. Alt! Ferma tutto! Mi dissero: ora il limite di età non è più minimo di 44 anni, ma massimo di 42. “E io che ne ho 43?”. Cavoli tuoi! Non è fantascienza, giuro!

Nel frattempo presi una laurea triennale (mi iscrissi ben prima delle convenzioni) pensando: non si sa mai… e continuai a fare il mio lavoro di comandante di reparto.

E siamo al tanto atteso riordino. Non lo commento, evitando turpiloqui e censure, mi limito a evidenziare che ci sono quasi più luogotenenti che soldati, credo sia più che sufficiente per delinearne i contorni. Faccio soltanto notare, perché servirà dopo, che la riforma ha stabilito che la carriera degli ispettori diventa “a sviluppo direttivo”, una collocazione prevista per i gradi che vanno da Maresciallo Aiutante a Capitano. Vabbè: ero finalmente direttivo. Come un capitano! Wow!

Non fraintendetemi, non sono uno di quelli che vuole diventare a tutti i costi ufficiale perché si sente frustrato, sono solo uno che vuole godersi la vita. Anche quella lavorativa, traendone qualche soddisfazione personale.
Pensai che, dopo gli errori del passato (carriere troppo brevi e imbuto da MC a LGT; incredibile giravolta spaziale nel concorso per ufficiali passando repentinamente da un limite di età minimo ad uno massimo – collocato tra i due – senza curarsi degli esodati che stavano triturando), avrebbero previsto un’uscita di scena dignitosa ed onorevole per “gli apicali di categoria, dei quali la legge delega prevede la valorizzazione delle pregresse esperienze operative e di comando, oltre che dei titoli di studio”.

Il mio pensiero ufficiale è sicuramente in linea con quello di alcuni COBAR che hanno già deliberato in proposito (Emilia Romagna e Piemonte). Qui mi limito a sintetizzare il mio pensiero personale, ma non prima di augurarmi che altri COBAR seguano la strada segnata e, soprattutto, che la rappresentanza possa avere un minimo di valore e sia presa in considerazione, oppure abolita del tutto!

Passiamo ai dati di fatto:

• Il D.Lgs. 95/17 ha previsto l’effettuazione di concorsi interni straordinari per il passaggio alla categoria superiore, riservati ai gradi apicali di ogni categoria. Inizialmente “per soli titoli”, al fine di – appunto – valorizzare le esperienze operative pregresse dei gradi vertice di ogni categoria. I concorsi dovevano essere fissati, nell’ambito della delega di legge, da ogni Amministrazione a seconda delle proprie esigenze. Le proposte di ogni Forza di Polizia sono state esaminate e le criticità evidenziate nel parere n. 00915/2017 in data 21/04/20178 del Consiglio di Stato, con il quale si rilevava la necessità di operare il principio generale della perequazione tra posizioni analoghe, facendo esplicito riferimento alla penalizzazione che avrebbe subito il personale della GdF;

• La Polizia di Stato ha bandito un unico concorso interno per 1500 vice commissari riservato ai sostituti, valutazione e nomina immediata. Lo sviluppo di carriera previsto è estremamente ridotto poiché in circa un anno si raggiunge il grado apicale di commissario capo. Come si sa, la P.S., doveva far recuperare ai propri ispettori anni di mancata indizione di concorsi interni, ma il risultato è evidente: 1500 ispettori superiori si sono addormentati “sottufficiali” e si sono risvegliati “ufficiali”. Ben venga! Sono state valutate le esperienze e i titoli acquisiti sul campo e, soprattutto, a costo zero! Le uniche spese sono inerenti un corso da frequentare (già col grado di vice commissario), che può a buon titolo rientrare nei corsi interni di formazione e informazione del personale. La Polizia di Stato ha indetto inoltre, ovviamente, altri concorsi interni per i gradi e le categorie inferiori, riservati agli apicali di categoria, con modalità agevolate. Tutti per soli titoli, quindi per valorizzare le esperienze pregresse e i risultati ottenuti sul campo e senza particolari costi per i contribuenti, se non quelli di corsi di formazione del personale, che sono ovviamente fisiologici in qualunque organizzazione.

• L’Arma ha indetto un concorso interno per 160 sottotenenti (all’anno per cinque anni) riservato ai luogotenenti con almeno 50 anni. Corso informativo di 6 settimane e nomina prima dell’inizio del corso. Lo sviluppo di carriera anche qui è ridotto poiché si permane un anno nel grado di sottotenente (che, ricordiamo, ha un parametro retributivo inferiore al lgt) e tre anni nel grado di tenente, raggiungendo il grado apicale di capitano in 4 anni. Anche l’Arma ha indetto altri concorsi interni per gli apicali di categoria con modalità agevolate. Tutti per soli titoli, in linea con il D.Lgs., per valorizzare le esperienze e i meriti di servizio. Anche in questo caso senza particolari costi per i contribuenti, se non quelli di corsi di formazione del personale, ovvi e auspicabili.

• Pochi giorni fa la Polizia Penitenziaria ha indetto un concorso interno per il ruolo ad esaurimento dei commissari, riservato agli ispettori da capo in su, con riserva per i sostituti commissari. Corso formativo di 6 mesi + 3 di applicazione, da frequentare con il grado di vice commissario (sottotenente), al termine del quale saranno nominati commissari (tenenti). Indovinate un po’…? Per soli titoli, sempre in linea con la legge delega e le altre Forze di Polizia. Obiettivo: motivare il personale, dare uno sbocco di carriera valorizzando esperienze sul campo a costo zero, tranne la formazione.

• La Guardia di Finanza ha indetto concorsi interni riservati agli App.s.qs e ai Brig.C.qs per il passaggio alla categoria superiore, con modalità agevolate. Tutti per soli titoli. In linea con le altre Amministrazioni e con i dettami del D.Lgs. 95/2017 i concorsi, valorizzando il personale apicale delle categorie inferiori, non costano nulla se non la formazione (ovviamente molto abbreviata rispetto all’ordinario).

• Poi, in sorprendente controtendenza, sempre la Guardia di Finanza ha indetto un concorso riservato ai luogotenenti con più di 6 anni di grado/qualifica. Per titoli ed esami, test di sbarramento, test attitudinali, corso formativo di 3 mesi + 1 e nomina al termine del corso. In questo caso, in evidente disallineamento sia con il D.Lgs. in menzione che con le modalità utilizzate dalle altre FF.PP. per tutti gli appartenenti, e dalla stessa GdF per tutte le altre categoria, per transitare da Luogotenente “anziano” a Sottotenente dalla Guardia di Finanza occorre recarsi tutti ad effettuare test preliminari di sbarramento (si parla di circa 500 concorrenti), elargire ai primi 200 classificati un mese di licenza straordinaria per esami, recarsi di nuovo ad effettuare l’esame orale. Ovviamente questo comporta nominare e pagare, in aggiunta a quello che prevedono le altre Forze di Polizia, una commissione esaminatrice per le prove preliminari, e un’altra per le prove di esame. Tutti i concorrenti godono del trattamento di missione, ovviamente, a spese dell’Amministrazione, così come le commissioni.

In soldoni: la Guardia di Finanza deve pagare, rispetto a tutte le altre Forze di Polizia, e solo per questo concorso (per le altre categorie no) missioni aggiuntive di 2 giorni a 500 luogotenenti e di almeno un altro giorno ad altri 200, due commissioni esaminatrici in più e 192 mesi di licenza straordinaria per esami (tanti saranno i “filtrati” attraverso i test preliminari). Vogliamo fare i conti della serva? Ipotizziamo le commissioni aggiuntive costino 5.000 € (è un’approssimazione per difetto, dato che occorre comprendere il personale di vigilanza ai test e agli esami, i mezzi di trasporto dei membri, i rimborsi ecc.); aggiungiamo 2 giorni di missione ridotta a 500 candidati e sono altri 10.000 € mal contati, altre 200 per un giorno, ossia altri 2.000 €, ovviamente questi vanno trasportati, nutriti e alloggiati – costo stimato altri 10.000 €. Poi ci sono i 192 mesi di licenza straordinaria per esami: 16 anni di licenza gratis… 16 anni di assenza dal lavoro per sostenere un esame che non esito a definire assurdo. 192 luogotenenti che per un mese intero non svolgeranno il proprio compito istituzionale per cui i contribuenti pagano loro lo stipendio ma se ne staranno a casa a studiare teoria. Un mese di un lgt è retribuito circa 2.000 € (chi più chi meno) per cui la cifra esorbitante è 384.000 €.

Ma davvero la Guardia di Finanza intende “buttare” 411.000 €. E attenzione! Questi sono i costi di un anno, il corso si terrà per 5 anni, per cui siamo a 2.055.000 €!

• Non conosco i dati della Polizia di Stato e della Penitenziaria (che ha comunque un organico di ufficiali molto ridotto), ma i Carabinieri arruolano – ogni anno – 55 ufficiali del corso normale di accademia, come la Guardia di Finanza. L’Arma dichiara di avere 3.823 ufficiali su un organico di circa 103.000 (prima dell’incorporamento della Forestale), il rapporto quindi ufficiali / forza effettiva dei Carabinieri è di 1/27 e l’arruolamento ordinario di ufficiali di 1/1.880, lo 0,5‰ . La Guardia di Finanza ha pià o meno (detto francamente, i dati non sono chiari ed espliciti come quelli dei Carabinieri) 3.200 ufficiali su un orgainco di circa 60.000 effettivi, quindi il rapporto ufficiali / forza effettiva della GdF è di 1/18 e l’arruolamento ordinario di ufficiali di 1/1090. Lo 0,92 ‰, quasi il doppio…

È di tutta evidenza, quindi, che la Guardia di Finanza, a causa delle sue peculiari funzioni di speciale polizia economico finanziaria, necessita di più ufficiali. A quanto pare per le proprie funzioni peculiari la GdF ha ancora più bisogno di generali. Ne ha più di 120 contro gli 87 dei Carabinieri, con un rapporto di un generale ogni 445 soldati, mentre i generali dei CC comandano molti più uomini e donne, ben 1.150. Forse noi siamo troppo indisciplinati? Boh!? Certo che la cosa è curiosa…. e costosa….

• La circolare sugli impieghi del personale I.S.A.F. prevede, per i gradi apicali di luogotenente, funzioni di elevata responsabilità e di comando di reparti ed articolazioni. Gli Ordini Permanenti di Servizio prevedono che, ad esempio, le Tenenza siano rette da Tenente / Sottotenente / Luogotenente. Ciononostante, evidentemente, la Guardia di Finanza necessita di molti più ufficiali rispetto ai Carabinieri: i numeri parlano chiaro.

• Il concorso de quo è previsto per 70 neo ufficiali all’anno. 70 su 60.000, l’1,16 ‰. Quello dell’Arma è previsto per 160 neo ufficiali all’anno. 160 su 110.000, l’1,45 ‰. È di tutta evidenza che, improvvisamente, la Guardia di Finanza non ha più necessità di tutti quegli ufficiali in più rispetto all’Arma. In alternativa potrebbe anche essere che i Carabinieri vogliano valorizzare e premiare in modo molto più massiccio “le peculiari e pregresse esperienze operative del personale dei gradi apicali di categoria”. Boh!? Ok, prendiamo atto, ma a questo punto non vengano a tirar fuori la questione delle peculiari funzioni di speciale polizia economico finanziaria che richiedono elevata competenza, perché sennò faremmo un reato collettivo di insubordinazione scoppiando in una fragorosa risata! I luogotenenti sono, in quanto tali, necessariamente “eccellenti” nelle valutazioni caratteristiche (altrimenti non sarebbero stati promossi) e i titoli di servizio sono dati di fatto, assolutamente non sindacabili poiché è la stessa Amministrazione che li conferisce.

• L’Arma dei Carabinieri è stata presa come punto di riferimento dal Consiglio di Stato, suggerendo di adeguarsi alla progressione di carriera prevista dalla sua proposta, per scongiurare un elevato contenzioso seriale. La Polizia di Stato ha indetto il concorso prima dell’Arma e doveva “risarcire” i suoi ispettori della mancata indizione di corsi interni per anni, quindi ha ulteriormente accorciato la carriera. Ciononostante i Carabinieri minacciano ricorso collettivo per disparità di trattamento, violazione del principio di equiordinazione e disallineamento dal parere del Consiglio di Stato. Ora che anche la Polizia Penitenziaria ha bandito un concorso con il quale si raggiunge il secondo grado in 9 mesi, immagino che i neo Sottotenenti dell’Arma rafforzeranno le loro ragioni giuridicamente.La Guardia di Finanza, evidentemente, non teme ricorsi oppure – voglio immaginare – non si opporrà a quelli che inevitabilmente ci saranno (numerosi e seriali – a detta del Consiglio di Stato) per non spendere soldi dei contribuenti.Non voglio nemmeno pensare che voglia davvero così male alla “scocca portante” da fregarsene delle sue più che legittime rimostranze…. E tutto questo per non allinearsi agli altri colleghi con altre giubbe e risparmiare centinaia di migliaia di euro! Ma che senso ha?

• La valutazione dei titoli nel concorso de quo prevede che il punteggio degli stessi sia sommato al voto di esame. Evidentemente 20 minuti di colloquio valgono come 30 anni di servizio. Attenzione, si parla di persone con almeno 48/50 anni di età, magari non più tanto avvezzi a memorizzare dati, circolari e testi di studio. Forse molto più efficienti a risolvere casi pratici, a snellire le procedure, a prendere decisioni immediate. Questo dovrebbe essere il nostro apporto, questo quello che possiamo dare e che sappiamo fare meglio. Ma c’è dell’altro: oltre ad essere semplicemente una componente del risultato finale, il valore dei titoli ha un limite! Giuro! 20 anni di comando valgono come 8; 3 lauree valgono come 1; 10 encomi solenni valgono molto meno di un corso centralizzato…. C’è quasi il dubbio che questa cosa sia sfuggita….

Credo di esprimere il parere di buona parte, se non di tutti, i luogotenenti della Guardia di Finanza quando manifesto tutta la perplessità e lo scoramento di una categoria, già “spianata” dal riordino e ora incomprensibilmente trattata in maniera assurdamente impari rispetto ai colleghi delle altre Forze di Polizia. Voglio pensare che lo spirito di questo concorso sia stato positivo, forse l’intenzione era quella di premiare chi avesse voluto veramente “mettersi in gioco”. Ma forse qualcuno non ha pensato che il pubblico a cui si rivolge è di cinquantenni, non di ventenni. L’esercizio mnemonico o tipicamente teorico richiesto dai test di sbarramento (già in quanto tali assurdi) non ha senso: ma li avete visti?

Ne volete uno di cultura generale?

DOMANDA – Nel periodo: “Elisa mi disse che, pure con molto dispiacere, non sarebbe tornata a casa e andata a trovare i suoi genitori questa settimana; mi chiese però il favore di andarci io al suo posto”, che tipo di proposizione è “e andata”?
RISPOSTA A – Coordinata alla principale.
RISPOSTA B – Subordinata di terzo grado.
RISPOSTA C – Coordinata alla subordinata di secondo grado.
RISPOSTA D – Coordinata alla subordinata di terzo grado.

Un altro di cultura professionale?

AFFERMAZIONE – Le pene previste per le fattispecie ipotizzate al primo e al secondo comma dell’art. 517 ter c.p. sono …
RISPOSTA A – diverse, e nello specifico quelle per le condotte di cui al primo comma sono di entità doppia.
RISPOSTA B – coincidono.
RISPOSTA C – diverse, e nello specifico quelle per le condotte di cui al primo comma sono un quarto di quelle previste per le condotte di cui al secondo comma.
RISPOSTA D – diverse, e nello specifico quelle per le condotte di cui al secondo comma sono di entità doppia.

Capito di cosa stiamo parlando? 

Ma che valorizzazione di pregresse esperienze operative potrebbe mai sintetizzare?? Gli unici che ne uscirebbero indenni sono i professori di lettere, giurisprudenza, economia, scienze politiche, e specializzati in Pubblica Amministrazione, oppure quelli che hanno memoria fotografica eccezionale e studiano bovinamente le risposte, oppure ancora…. (non ci voglio pensare alla terza alternativa), non certo quelli che sono maggiormente inclini al comando o a risolvere problemi operativi sul campo.

Ma cosa sta facendo “mamma Finanza”?? Ma perché siamo penalizzati di un anno rispetto ai colleghi PS, CC? Perché la nostra “carriera” dura una volta e mezza quella dei cugini dell’Arma, e il triplo di quella delle Polizie civili, con ovvie penalizzazioni economiche? Come può anche soltanto un addetto all’ufficio del CO.GE. competente, pensare che questo non scatenerà ricorsi a raffica? Come si può non tenere conto che la posizione giuridica dei lgt e dei stn della GdF è identica (UPG e UPT, direttivi e incaricati di comando) e per diminuire di un livello parametrale noi saremmo chiamati a superare assurdi test di sbarramento, esami, corso di 4 mesi, test attitudinali per poi valutare la nostra carriera trentennale, mentre ai colleghi dell’Arma, della P.S. e della P.Pen, la cui posizione giuridica cambia eccome (da APS – sostituti – a UPS), viene solo valutata la carriera? E tutto questo con costi per i contribuenti nell’ordine di milioni di Euro?

A questo punto la domanda da 1 milione di euro che potrebbe fare il Comando Generale (se ne avanza ancora…..) è: “ma allora perché ci sono 500 domande per il concorso?”. Io una risposta ce l’avrei, ma sotto forma di controdomanda: “che altre alternative avevano i 500 concorrenti per non marcire nell’umiliazione dello stesso grado/qualifica, squalificato a livelli indecenti, fino alla pensione?”

La domanda da 1 miliardo di invece potrebbe essere: “ma soprattutto, se critichi tanto questo concorso, perché l’hai fatta tu la domanda?!”. E qui potrei sbizzarrirmi rispondendo senza polemica e con profonda sincerità:
1) perché mi sono stufato di farmi dare del TU da ragazzini che, oltre a pretendere il LEI, potrebbero essere miei figli, se ne avessi avuti in età avanzata;
2) perché mi sono stufato di vedere Sezioni comandate da giovani ufficiali che, piuttosto che essere affidate in assenza di questi al Lgt. più alto in grado appartenente alle stesse, sono piuttosto assunte da ufficiali superiori;
3) perché mi sono stufato di vedere capitani che, piuttosto che passare le consegne della Compagnia al lgt. più anziano, affidano il comando interinale ad un loro collega che arriva da 50 km di distanza e che non sa nulla di quella realtà;
4) perché mi sono stufato di essere “apicale di categoria” da 13 anni;
5) perché voglio anch’io il biglietto da visita con scritto “Lgt.cs Ugo lup.man. Fantozzi”;
6) perché voglio scrivere anch’io il nome prima del cognome, nel gruppo firma;
7) perché mi sono stufato di assistere impotente alla quotidiana violazione della circolare sugli impieghi del personale ISAF, laddove prevede che gli apicali rivestano funzioni di comando e coordinamento;
8) perché l’altra sera sono andato a cena con un vecchio amico dell’Arma che 5 anni fa era un mio inferiore, l’anno scorso un mio parigrado e quest’anno un mio superiore (e che ascoltava inorridito la mia descrizione del concorso);
9) perché se mi fossi arruolato nell’Arma e avessi partecipato al loro concorso sarei arrivato 90 posizioni prima di quel mio amico;
10) perché sono addolorato a forza di ascoltare decine di colleghi, che lamentano un’incomprensibile accanimento nei confronti della categoria ispettori in generale e luogotenenti in particolare;
11) perché sono stato preso in giro negli anni 2000 dai concorsi +44 e -42 e dal “disordino” che ci ha appianati tutti sfornando 5.000 cariche speciali (ma perché speciali poi….?);
12) perché mi mancano ancora troppi anni per andare in pensione e non ci riesco proprio a farli passare facendo il parac**o;
13) perché 33 anni di carriera di buon livello non dovrebbero finire nella rabbia impotente;
14) perché noi dovremmo essere quelli che insegnano agli altri cos’è la giustizia, la meritocrazia, come si premia la fedeltà e l’attaccamento alle istituzioni, e quindi non possiamo fermarci e dormire sugli allori”;
15) perchè mi fa piacere fare un giro e ritrovare vecchi e nuovi amici, magari andando a fare una mangiata insieme; anche a costo di prendere il “pullmino dei disperati” e fare un “viaggio della speranza”, riservato ad aspiranti pensionati e di essere sottoposto alle grasse risate dei nostri nipoti che aspirano allo stesso grado;
16) perché se dovessi mai diventare ufficiale, sarebbe perché me lo sono meritato in una vita intera dedicata al servizio, e non giocando al soldatino e, oltretutto, tutto questo non costerebbe un centesimo all’Amministrazione e quindi ai cittadini italiani, mentre addestrare un cadetto di accademia costa centinaia di migliaia di euro, moltiplicati per 55 all’anno.

Potremmo prenderla sul ridere, e pensare che tanto la vita è tutta un teatrino e che è così che vanno le cose. Ma dovremmo prendere sul ridere anche quello che facciamo tutti i giorni, e spesso purtroppo sono cose molto serie. Noi siamo quelli che devono controllare, punire, tenere alto il livello di attenzione. Non possiamo essere incazzati, disillusi, sentirci umiliati e trattati in modo iniquo. Noi dobbiamo dare il buon esempio, e a noi il buon esempio devono darlo i nostri capi.

Il personale di una forza di polizia demotivato non solo non serve, è un danno, e se quelli demotivati sono coloro i quali devono coordinare gli altri non è più un danno, è un disastro. L’evasione fiscale, i reati tributari e la spesa pubblica fuori controllo in Italia sono devastanti; noi dovremmo essere quelli che arginano il disastro. Se non funzioniamo noi operatori della sicurezza non funziona niente, e nel caso specifico la Guardia di Finanza ha sfide epocali da fronteggiare. Certo che se contribuiamo anche noi a buttare soldi pubblici non è un bell’esempio….Certo che se gli operatori sul campo devono combattere contro la propria amministrazione, invece che contro i delinquenti, la lotta è davvero dura! La demotivazione e la disillusione costano di più dell’evasione fiscale e dello spreco. Pensiamo anche al fatto, nient’affatto secondario, che la demotivazione e l’assenza di un vero e onesto sbocco di carriera porterà inevitabilmente ad un fuggi fuggi generale di tutti quelli che se ne possono andare in pensione. Luogotenenti esperti che potrebbero ancora rendere (e parecchio) si trascineranno fino alla prima finestra utile, non è un semplice rischio, sta già accadendo. Quanto costerà tutto questo? Potrebbero lavorare con profitto ancora qualche anno, se ne vanno e basta. Ma cosa sta facendo la Guardia di Finanza?

Concorsi indetti un anno dopo, dimezzate inspiegabilmente le necessità di ufficiali in rapporto ai Carabinieri, richiesta di test di sbarramento prettamente mnemonici e di test attitudinali, esami, valutazione di titoli con limitazioni inspiegabili, disparità macroscopica di trattamento rispetto alle altre forze dell’ordine, penalizzazione di carriera rispetto ad altri, incuranza totale di un parere del massimo organo amministrativo dello Stato, certezza matematica di ricorsi seriali di cui nessuno si cura. Trattamento di quella che la Superiore Gerarchia stessa definisce “la scocca portante” del Corpo alla stregua di presunti incapaci da umiliare, benché cinquantenni, con quiz, esami, corsi di formazione ecc ecc., in controtendenza con quanto prevedono Carabinieri, Polizia di Stato e Penitenziaria, che vogliono valorizzare le esperienze e, quantomeno garantire un’ “uscita di scena dignitosa” a chi ha servito lo Stato per 30 o 35 anni mettendocela tutta. Spesa aggiuntiva di oltre due milioni di euro rispetto alle altre forze di polizia.

Noi comunque ce la mettiamo tutta lo stesso, ma stavolta anche per tutelare la nostra dignità prima ancora che i nostri diritti. Poi non potremo fare altro che comportarci di conseguenza.

Resta soltanto una domanda. Perché?

dal forum di Ficiesse – sottoforum discussioni generali – topic “luogotenenti gdf da rottamare. perche’ trattati cosi?” – messaggio dell’utente “feldmaresciallo” del 26 giugno 2018