REVISIONE PROGRAMMA F35. IN REALTA’ RENZI NE TAGLIA SOLO UNO E FORSE LO COMPRA NEL 2015

(di Daniele Martini) – Se di
un taglio si tratta, è di entità assai modesta: 153 milioni di euro sono appena
l’1 per cento circa rispetto ai 13 miliardi di spesa complessiva preventivati
fino ad oggi per l’acquisto di 90 cacciabombardieri F 35, gli avveniristici e
ultracostosi jet americani prodotti dalla Lockheed Martin.

Per avere un ordine
di grandezza concreto, 153 milioni equivalgono a un solo aereo (costo attuale
stimato 135 milioni) più un pezzetto di motore. Ma non è affatto sicuro che di
una riduzione vera e propria si possa parlare. È più verosimile che il governo
di Matteo Renzi, nel Consiglio dei ministri di venerdì sera, abbia deciso un rinvio
di spesa.
Detto
in altro modo: è probabile che effettivamente nel 2014 quei 153 milioni per gli
F 35 non escano dalle casse statali, ma in un secondo momento sì,
presumibilmente l’anno prossimo. In questo caso cambierebbe poco o niente da un
punto di vista concreto nella spinosa faccenda dell’acquisto dei
cacciabombardieri.
   DI
CHE NATURA sia l’intervento, se un taglietto o un rinvio di spesa, lo si saprà
solo quando sarà reso pubblico il disegno di legge apposito. Nel frattempo,
però, lo scaltro Renzi porta comunque a casa un doppio risultato. Il primo,
politico e di immagine, rispetto a quella vasta parte di opinione pubblica
all’interno del suo partito, il Pd, ma anche esterna, come gli elettori
del Movimento 5 Stelle, contraria al programma di acquisto dei
cacciabombardieri. A tutti loro Renzi fa balenare l’impressione di aver
cominciato l’operazione di riduzione tenendo fede a un impegno preso a suo
tempo, quando ancora non era capo del governo e andava dicendo in giro che
spendere tutti quei quattrini per dei cacciabombardieri in un momento di crisi
e sacrifici come questo non aveva senso. 
   Il
secondo risultato è di natura contabile: il governo ha bisogno subito di un po’
di soldi per finanziare l’ormai famoso incremento di 80 euro nelle buste paga
dei dipendenti con stipendi inferiori a 1.500 euro al mese e la limaturina o il
rinvio di spesa sugli F 35 un po’ di acqua al mulino la porta.

Da Il
Fatto Quotidiano del 20/04/2014.
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