Ravenna, “fa sesso in caserma e segna un’ora di straordinario”: carabiniere condannato

Si segnò un’ora di straordinario in caserma, tra mezzanotte e l’una, dicendo di dover svolgere un servizio per motivi “improcrastinabili e urgenti”, ma in realtà, secondo l’accusa, si appartò con una donna per un rapporto sessuale. I fatti risalgono alla notte dell’11 gennaio 2017 e ora il giudice monocratico del tribunale di Ravenna ha condannato a 11 mesi il carabiniere, 50 anni. Era accusato di truffa, falso e “forzata consegna”.

Il militare, all’epoca appuntato in una stazione di Ravenna, ora lavora in un’altra regione. Il difensore, l’avvocato Enrico Ferri, una volta lette le motivazioni della sentenza, farà appello. “Il mio assistito – ha detto il legale – ritiene assolutamente di non essere responsabile dei reati, in ragione del fatto che ritiene provato di aver svolto e eseguito l’attività lavorativa per cui ha richiesto lo straordinario e di non aver fatto false attestazioni”.

La donna dopo quella scappatella aveva accusato il militare di averla violentata. Un’accusa rivelatasi falsa, in quanto il rapporto fu consensuale, circostanza che le è poi costata una contro indagine per calunnia, ancora pendente e che si risolverà a maggio.

Secondo quanto delineato nelle indagini coordinate dal Pm Cristina D’Aniello, l’appuntato verso la mezzanotte tra 10 e 11 gennaio 2018, con un’ora di anticipo rispetto al suo orario prestabilito di servizio, aveva fatto entrare le due donne negli uffici del comando riferendo al piantone, falsamente secondo l’accusa, la necessità di acquisire con una certa urgenza importanti informazioni nell’ambito di un’attività investigativa che stava seguendo. Il piantone segnò quell’ingresso sul registro con il prefisso ’Info’, da qui l’accusa di avere tratto in inganno la pubblica amministrazione e il collega con dichiarazioni mendaci. Un’ora sola di straordinario

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