Carabiniere ubriaco uccise contromano un 30enne a Roma. Parenti in aula: «Bastardo, devi morire»

Uccise un uomo di 35 anni guidando ubriaco contromano sul Grande Raccordo anulare. Ora il responsabile dello scontro mortale Agostino Filippo Rifici, carabiniere di 59 anni, è stato condannato a 4 anni e 4 mesi di carcere con l’accusa di omicidio stradale per aver provocato la morte di Giuseppe Petraroli, deceduto la notte del 20 marzo del 2018. Questa la sentenza pronunciata dal gup Andrea Fanelli al termine del rito abbreviato.

Subito dopo la lettura del dispositivo, amici e parenti della vittima, 35enne originario di San Vito dei Normanni (Brindisi) ma residente da anni a Torre Angela, hanno protestato contro il verdetto. In aula c’era la famiglia, la fidanzata Giordana, ma anche gli amici laziali della Curva Nord e tanti altri hanno urlato contro l’omicida, che lo scorso anno era operativo al Comando generale, accusandolo di aver tradito i valori della divisa mettendosi alla guida ubriaco.

 

 

Altri hanno rivolto la propria rabbia contro il gup, ritenendo che non abbia accolto le richieste dalla procura per salvare il militare. Il pm Edoardo De Santis aveva chiesto la condanna del militare, non in servizio al momento dell’incidente, a sei anni e otto mesi di carcere, contestando le circostanze aggravanti.

Il gup ha invece ritenuto prevalenti le circostanze generiche, facendo diminuire di un terzo la pena chiesta dalla procura. Dopo la lettura della sentenza sono dovute intervenire le forze dell’ordine per allontanare amici e parenti della vittima. Sulle mura della casa della fidanzata di Giuseppe Petraroli, alla periferia di Frascati, campeggia da giorni una scritta “Peppe sempre con noi”.

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