SQUADRONE CACCIATORI SICILIA, PINOTTI: “QUANDO ME NE HA PARLATO IL GENERALE DEL SETTE HO PENSATO CHE FOSSE NECESSARIO DARE IMMEDIATAMENTE IL MIO ASSENSO”O”

Una sessantina di carabinieri tra ufficiali e sottufficiali costituiscono da oggi lo squadrone “Cacciatori Sicilia”. Saranno i militari che grazie a sofisticate attrezzature assicureranno la caccia ai latitanti più pericolosi, sfideranno la criminalità organizzata, batteranno le zone più impervie dell’isola, dai Nebrodi ai Peloritani e affiancheranno la ‘territoriale’ dell’Arma. A tenere a battesimo la nuova struttura operativa sono stati ministri della Difesa e dell’Interno Roberta Pinotti e Marco Minniti:la cerimonia nella base di Sigonella dell’Aronautica Militare sede operativa dello Squadrone Sicilia. Minniti e Pinotti erano accompagnati dal capo di stato maggiore della difesa Claudio Graziano e dal comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette.

«Considero molto importante la costituzione dello squadrone “Cacciatori Sicilia”, che insieme con gli altri due squadroni, Calabria e Sardegna, costituiscono oggi una spina dorsale molto importante del principio di “proiettabilità”: l’idea di usare le truppe d’élite per quanto riguarda l’elemento fondamentale della sicurezza nazionale. Già questo c’è, c’è stato in passato. Questo è l’orizzonte vero del futuro». E’ quanto ha dichiarato il ministro dell’ Interno Marco Minniti.

«Sigonella sarà una base della sicurezza nei prossimi giorni – ha continuato Minniti – . Noi abbiamo qui in Sicilia un appuntamento molto importante. Per due giorni la Sicilia e l’Italia saranno la vetrina ed il palcoscenico del mondo. Noi abbiamo anche in questa circostanza messo in campo un modello di sicurezza che tiene insieme le forze di polizia e le forze armate italiane». «E’ un modello che funziona – ha concluso – che consente di ottimizzare le forze e di non influire sulla libertà e sulla felicita dei cittadini».

«Ci sono stati risultati incredibili – ha affermato invece il ministro della Difesa Roberta Pinotti – . In Sicilia più di 300 persone sono state arrestate per associazione mafiosa dal gennaio del 2016. Sono stati confiscati patrimoni per un miliardo e trecento milioni». «E’ un’attività – ha proseguito – che continua, che é fondamentale e che dà il segno che lo Stato vuole esserci. E ogni volta che porta a segno un successo toglie terreno a quella oscurità del crimine che cerca di portare morte, distruzione e paura e che é contraria ad ogni possibilità di sviluppo e di democrazia».

«Quando me ne ha parlato il generale Del Sette – ha detto ancora Pinotti – ho pensato che fosse necessario dare immediatamente il mio assenso a questa iniziativa perché l’idea di consolidare e concretamente mettere delle capacità operative particolarmente selezionate e preparate era un segno fondamentale della volontà dello Stato, del Governo, di continuare la lotta al crimine organizzato».

«L’essere presenti insieme al ministro della Difesa e dell’Interno – ha continuato Pinotti – é una sottolineatura più forte di quanto riteniamo importante questo investimento che l’arma dei carabinieri ci ha proposto, cioè consolidare le capacità dell’arma laddove il territorio è più sensibile, dove c’é più bisogno di tenere insieme l’attenzione al territorio e le capacità di elite».  «Le forze armate sono presenti nelle operazioni di sostegno ed aiuto all’antiterrorismo con più di settemila militari e anche per il G7 di Taormina avremo un dispositivo che ovviamente é messo a punto dal ministero dell’Interno ma al quale la Difesa dà un contributo importante: saranno duemilanovecento militari».

«Grazie al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale Tullio Del Sette, al Comandante della Legione dei Carabinieri della Sicilia Riccardo Galletta, al Comandante Provinciale dei Carabinieri di Messina Mannucci – ha detto Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi, presente alla cerimonia presso la base di Sigonella. Ringrazio inoltre i Ministri della Difesa Roberta Pinotti e dell’Interno Marco Minniti per l’impegno profuso e per quanto si farà, anche con il supporto del nuovo reparto «Cacciatori di Sicilia». «Già successivamente al mio attentato erano state utilizzate le competenze dello speciale Corpo dei Cacciatori di Calabria e l’istituzione di uno specifico reparto, a pochi passi dal territorio dei Nebrodi, – aggiunge – fornisce un nuovo impulso alla repressione dei reati delle aree rurali. Il nostro impegno e il nostro operare sta dando i giusti risultati per una Sicilia da liberare dalle connivenze e dalle infiltrazioni mafiose».

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