PROTESTE CONTRO RENZI E LA LEOPOLDA. SCONTRI CON LA POLIZIA, FERITO UN AGENTE

Alle cinque del pomeriggio sul selciato restano uova e pomodori, fumogeni consumati, scritte sui muri «né Renzi né Salvini lanciamo sampietrini». E’ quanto riporta Francesca Schianchi, inviata da Firenze per la Stampa.

A qualche chilometro di distanza, il ministro Boschi è sul palco con alcuni costituzionalisti a difendere la riforma, nella affollata ex stazione Leopolda; in centro, invece, scontri tra i manifestanti contro Renzi e la polizia.

Non li hanno fatti arrivare fino alla Leopolda, anzi peggio, denunciano arrabbiati, «dovevamo poter fare un corteo e invece un giorno prima ci hanno detto no, volevano lasciarci chiusi in una piazza dove non ci vede nessuno», «ci hanno tolto il diritto di manifestare». La polizia in assetto da manifestazione blocca delle strade, loro cercando di fare un percorso non autorizzati, ci sono scontri con frange di antagonisti. 

Poi la manifestazione continua, sfilano pacificamente molti studenti, ragazzi, cittadini del comitato per il no, militanti del Partito comunista dei lavoratori. Furiosi con Renzi, «per la sua kermsse ha imposto tre km di free zone, mica è il re di Firenze», furiosi con il referendum, il Jobs Act, la Leopolda che «quelli che ci vanno mi fanno pena». Tutti rigorosamente anonimi, «Renzi Renzi vaffa» urlano, «non lo pagherò questo debito», scandiscono, ma il nome no, «non glielo dico, questa comincia a essere una schedatura», sbotta una signora che si lamenta della Tav e dell’aeroporto e del referendum. Mica solo giovani, anche persone più su d’età. La tensione resta a ogni curva in cui sia dislocata la polizia, mentre loro promettono di continuare a marciare sotto il cielo umido di Firenze.