“E’ a rischio Covid”: ai domiciliari Sansone, il boss che riorganizzava Cosa nostra

“E’ a rischio Coronavirus, per le sue condizioni di salute”, hanno scritto gli avvocati nella loro istanza. E il boss dell’Uditore Pino Sansone, 69 anni, l’ex vicino di casa di Totò Riina nel complesso di via Bernini, è andato ai domiciliari. Così ha deciso il tribunale del riesame di Palermo, probabilmente tenendo conto del fatto che il costruttore dell’Uditore riarrestato a luglio era recluso nel carcere di Voghera (Pavia), dove nei giorni scorsi è morto un detenuto per il Covid 19.

Il sostituto procuratore della Dda Amelia Luise si era opposta alla concessione dei domiciliari, Sansone ha già scontato una condanna per mafia e resta uno dei protagonisti di maggiore rilievo dell’ultima stagione della riorganizzazione di Cosa nostra. Il pentito Sergio Macaluso ha raccontato che tre anni fa Sansone era stato uno dei grandi sponsor di Giuseppe Biondino per la nomina a reggente del mandamento di San Lorenzo: “Alla riunione, che organizzai in un appartamento della zona di via Lancia di Brolo, c’erano anche Filippo Bisconti, Paolo Calcagno e Pietro Salsiera”. Tutti personaggi con un ruolo di rilievo nei clan. E Biondino fu nominato.

Le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo e della squadra mobile hanno sorpreso Pino Biondino con un altro costruttore parecchio rampante: Baldassare Migliore, pure lui arrestato l’anno scorso con l’accusa di essere un esponente della famiglia mafiosa dell’Uditore legato a Giuseppe Biondino, il figlio di Salvatore, l’autista di Totò Riina.

Ma la Palermo mafiosa sta cambiando in fretta, Riina è ormai il passato. E l’Uditore è uno straordinario osservatorio: i “perdenti” di un tempo, i mafiosi che il capo dei capi sterminò oppure esiliò negli Stati Uniti, non sono più i nemici da tenere a distanza; Pino Sansone, fratello di quel Gaetano che è stato condannato per il favoreggiamento di Riina, si incontrava con Matteo Inzerillo e Alfonso Gambino. L’8 novembre 2010, al Sales bar di via Evangelista di Blasi c’era anche Baldassare Migliore.

Adesso, Pino Sansone è un dei primi autorevoli mafiosi che conquista gli arresti domiciliari nella stagione del Coronavirus. Ieri, era toccato al boss Francesco Bonura, su decisione del giudice di sorveglianza di Milano: al boss palermitano, anche lui dell’Uditore, restano 8 mesi per scontare una condanna a 23 anni, e ha una grave malattia.

“Nell’istanza presentata al tribunale del riesame abbiamo allegato una corposa documentazione medica”, dice l’avvocato Giovanni Rizzuti, che assiste il costruttore Sansone assieme al collega Marco Giunta. “Nel carcere di Voghera la situazione era diventata davvero a rischio”.

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