Geopolitica

PATTO VARSAVIA: MORI (EX SISDE), ‘ASSEMBLAGGIO FORZATO, DISFACIMENTO INEVITABILE’

“Il Patto di Varsavia si sciolse perché era una forzatura”. A dirlo all’AdnKronos è l’ex direttore del Sisde Mario Mori, in occasione del 40esimo anniversario dello scioglimento del Patto di Varsavia, l’alleanza politico-militare guidata dall’Urss, avvenuto l’1 luglio del 1991.

“Se osserviamo il Patto di Varsavia da una parte e l’alleanza occidentale dall’altra – spiega Mori -, notiamo che le linee culturali fondamentali dell’alleanza occidentale, pur con tutte le diversità fra i diversi Paesi, Stati Uniti, Inghilterra, Francia e così via, tutto sommato sono quelle, e vi aderiscono quasi tutti i Paesi di questa alleanza. Questo non era altrettanto vero per il Patto di Varsavia, in cui confluivano mondi completamente dissimili fra loro, storicamente e culturalmente.

Si trattava, insomma, di un assemblaggio ‘a freddo’, forzato, che alla prima occasione utile, al primo momento di crisi, avrebbe portato al disfacimento, e questo si è verificato quando il Paese principale, la ‘mosca cocchiera’ è entrata in crisi”. Questo, per Mori, è anche uno motivo per cui “la fine del Patto di Varsavia non ha portato con sé, specularmente, la fine della Nato. Ma l’altro è rappresentato sicuramente dalle pressioni degli Stati Uniti, che vogliono continuare a mantenere il becco nella realtà europea. Potenzialmente, infatti, l’Europa, se tutte le nazioni che ne fanno parte si mettono insieme, è un concorrente molto potente degli Stati Uniti, i quali, per tenere in piedi la Nato hanno dovuto cambiarne gli obiettivi, trasformandola da alleanza tipicamente militare in alleanza politica”.

Quanto all’ipotesi che, di tensione in tensione, possa nascere un nuovo “Patto” politico-militare contrapposto all’Occidente, stavolta capeggiato dal nuovo rivale, vale a dire la Cina, Mori è scettico: “Non credo possa accadere, perché l’approccio della Cina è storicamente diverso. La Cina ritiene di poter sostenere da sola il confronto con gli Stati Uniti. Il suo intento, probabilmente, è quello di fare terra bruciata intorno agli Usa, cooptando perlomeno come neutri tutti gli altri e poi confrontarsi con gli Stati Uniti da sola”.

Infine, sul possibile rimpianto per la fine del Patto di Varsavia, quindi dell’equilibrio mondiale garantito dalla Guerra Fredda, Mori chiosa: “Forse a preferire quell’equilibrio era qualche partito politico italiano che con la sua collocazione aveva acquisito delle posizioni di potere ben definite. Penso, però, che il momento storico abbia definito la fine di quel Patto ed era giusto così. La storia è molto più corretta e onesta di noi che la facciamo”.

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