NISTRI SUL CASO CUCCHI: “SE SEI CARABINIERE DEVI AVERE RISPETTO DELLE LEGGI, DELLE PERSONA E DELLA DIGNITA’ UMANA. ED HAI IL DOVERE DI DIRE LA VERITA’”

“Forse si è aperto uno spiraglio di luce: mi sembra che sia la prima volta che un militare di quelli presenti quella sera ha riferito la sua verità, che ora dovrà passare al vaglio dell’autorità giudiziaria, ma noi siamo al fianco dell’autorità giudiziaria, perché è ora che siano accertate tutte le cause e le dinamiche di quanto successe quella sera”. Lo ha detto Giovanni Nistri, comandante generale dei Carabinieri, intervistato su Radio Capital dal direttore Massimo Giannini sul caso Cucchi e su un’inchiesta che si sta allargando nel tentativo di accertare se ci siano state omissioni e insabbiamenti nella scala gerarchica dell’Arma. Nei prossimi mesi verrà ascoltato anche un generale, Vittorio Tomasone, all’epoca comandante provinciale dei carabinieri di Roma: “Sarà ascoltato in aula entro gennaio su nostra richiesta”, ha detto l’avvocato della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo.

“Con convinzione – ha detto il generale Nistri – ribadisco vicinanza umana e solidarietà alla famiglia Cucchi: chi ha subito un lutto così grave, in circostanze così particolari non può che ricevere piena solidarietà da parte nostra. Quei carabinieri sono stati sospesi e nel momento in cui saranno accertate le responsabilità, l’Arma prenderà le decisioni che le competono, che possono arrivare fino alla destituzione: non guarderemo in faccia nessuno. Ma non si può parlare di violenza di Stato: è stata violenza di alcuni appartenenti ad apparati dello Stato, e lo Stato non può essere chiamato responsabile dell’irresponsabilità di alcuni”Tutti i carabinieri hanno giurato fedeltà alla Costituzione, e l’articolo 13 punisce ogni violenza fisica e morale sulle persone sottoposte a restrizioni di libertà. Se sei carabiniere devi avere il massimo rispetto per le persone. E hai il dovere morale di dire la verità e di dirla subito, senza ritardo”, ha aggiunto il generale stigmatizzando quindi il ritardo con cui il carabiniere Francesco Tedesco ha confessato il pestaggio accusando i suoi colleghi e imprimendo una svolta decisiva per la ricostruzione giudiziaria della vicenda.

L’altro imputato: “Vedremo, parleranno le prove” – Attraverso il suo legale, il maresciallo Roberto Mandolini – accusato di calunnia e falso assieme a Vincenzo Nicolardi anche per aver fatto sparire l’atto con cui Tedesco aveva denunciato il depistaggio – ha attaccato: “Francesco Tedesco, fulminato sulla via di Damasco, ci ha messo dieci anni a dire certe cose, ed è un co-imputato, quindi le sue dichiarazioni saranno sottoposte a un controllo obiettivo ed estremo. Se troveranno il conforto delle prove, allora ci confronteremo con questa realtà”.

L’Arma: “Pronti alla destituzione, ma non è violenza di Stato” – “Quei carabinieri sono stati sospesi e nel momento in cui saranno accertate le responsabilità, l’Arma prenderà le decisioni che le competono”, fino alla “destituzione: non guarderemo in faccia a nessuno”. Lo ha detto Giovanni Nistri, comandante generale dell’Arma dei carabinieri, intervistato sul caso Cucchi. Nistri sottolinea però che parlare di “violenza di Stato è una sintesi giornalistica, ma non si tratta di una violenza dello Stato ma di alcuni appartenenti dello Stato: lo Stato non può essere chiamato come responsabile della irresponsabilità di qualcuno”.

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