“Mi rifiuto di combattere in Ucraina”: convocato per andare in guerra spara al comandante

Un giovane di 25 anni è stato arrestato a Irkutsk, nella Russia siberiana centrale, dopo aver aperto il fuoco contro un ufficiale militare di Mosca. Ruslan Zinin, così si chiama l’uomo arrestato, è stato ripreso in un video che in poche ore ha fatto il giro del mondo. Il 25enne ha sparato dopo essersi rifiutato di rispondere alla convocazione sul campo di battaglia in Ucraina da parte della commissione militare locale.

Nel filmato si vede il giovane con indosso una tuta mimetica e un fucile tra le mani. Zinin ha puntato l’arma da fuoco contro il comandante per poi sparare a bruciapelo. A quel punto, gli altri militari convocati sono fuggiti. Non sono state rese note informazioni sullo stato di salute del comandante: non è infatti chiaro se sia deceduto dopo la sparatoria. Il governatore regionale di Irkutsk, Igor Kobzev, ha fatto sapere su Telegram che la vittima è stata portata in ospedale e che il 25enne “sarà punito per quanto fatto”.

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Secondo quanto raccontato da alcuni testimoni alla stampa estera, il comandante aveva chiesto a Zinin di incoraggiare i suoi coetanei in fila per la convocazione al fronte con un discorso. “Nessuno andrà da nessuna parte” avrebbe detto il 25enne prima di aprire il fuoco. Dall’annuncio della mobilitazione parziale sono stati diversi i centri per la leva militare dati alle fiamme da riservisti convocati sul fronte. La polizia ha inoltre effettuato centinaia di arresti in tutta la Russia per scoraggiare le proteste dei residenti.

La repressione violenta del malcontento popolare però non è bastata e Vladimir Putin ha quindi deciso di inasprire le pene previste per i disertori: chi non si presenta in caserma dopo la lettera di convocazione sul fronte rischia almeno 5 anni di carcere, mentre coloro che si arrendono volontariamente alle truppe di Kiev possono essere condannati a 10 anni di prigione. Altri 15 anni sono previsti per tutti coloro che evitano l’esercito con la fuga all’estero.

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