INCURSORI E GIS IMPEGNATI NELLA LOTTA AL TERRORISMO

(di Mariano Alberto Vignali) – Gli 007 potranno chiamare in aiuto i corpi speciali. Il leggendario Comsubin,
per esempio, ma anche i Nocs o i Gis o le altre truppe specializzate. Il
decreto legge che proroga la partecipazione italiana alle missioni
internazionali
 è stato approvato dalla Camera. Al Senato non
dovrebbero esserci problemi.

L’impegno
militare del nostro Paese sarà dunque confermato in Iraq, Afghanistan,
Libano e Kosovo ma se sarà il caso anche in Libia o in Medio Oriente. Come,
quando e dove lo stabilirà il Comando operativo forze speciali (Cofs) al quale
saranno date istruzioni dallo Stato maggiore difesa. Naturalmente dovranno
essere governo, parlamento e capo dello stato, in qualità di comandante supremo
delle forze armate, a stabilire e coordinare gli interventi di
esercito, aeronautica e marina. Se la minaccia o l’attacco sarà prevalentemente
costiero (potrebbero essere prese di mira piattaforme petrolifere o navi)
toccherà al Comsubin, se terrestre o aereo si muoveranno le altre forze
speciali. Carabinieri compresi.
Naturalmente
Comsubin è il fiore all’occhiello, il top dell’eccellenza fra gli assaltatori
fin dagli anni Settanta, anche se le sue imprese sono state finora soprattutto
all’estero. A fronteggiare il terrorismo hanno provveduto soprattutto i carabinieri (e
il servizio segreto militare: «Delle Brigate Rosse», ama ricordare ancora oggi
il generale Antonio Pappalardo che lo combatté in prima linea, «alla fine
sapevamo tutto»).
Proprio
gli incursori hanno maturato la maggiore esperienza in fatto di terrorismo
islamico: siamo in Iraq, nel 2004, quando gli operatori del distaccamento
“Caimano”
 guidano il blitz che libererà l’imprenditore inglese Gary
Teeley, prigioniero delle milizie sciite a Nassiriya. Siamo in Afghanistan, nel
2011, quando gli uomini di “Caimano 69” intervengono a Herat per liberare 18
ostaggi (fra cui tre italiani) nella sede locale di un’azienda europea occupata
da un commando suicida di sette talebani.
Nella
base spezzina del Varignano è sempre all’erta un distaccamento pronto impiego,
che si può imbarcare con un preavviso di pochi minuti sugli elicotteri della
vicina base di Luni. E anche se l’intero Comsubin è sempre reperibile, non
servono grandi numeri per garantire la sua efficacia. A fare la differenza è la
tipologia del “soldato” addestrato ad intervenire ovunque, con più
specializzazioni e con uno standard di adattamento che al mondo solo tre altri
corpi speciali (in primis i Sas inglesi) possono vantare. E infatti oggi questo
reparto è impegnato ad allenarsi per intervenire ovunque (ovvero: città,
montagne, deserto mareaperto) garantendo una
capacità di proiezione ed intervento risolutiva. Il Secolo XIX ha
raccontato la marcia dei quaranta chilometri che l’allievo deve
obbligatoriamente superare se vuole diventare un G-man a tutti gli effetti.

Intanto
è probabile, anzi quasi certo, che gli 007 siano già in azione sia in Libia che
in Siria. In Libia sarebbe cominciata una metodica distruzione delle imbarcazioni
degli scafisti
, con manodopera locale. Costi. Rischi. Ma la guerra al
terrorismo si può vincere soprattutto così, non certo con gli scontri in campo
aperto.