IMBOSCATA A FORZE SPECIALI ITALIANE IN LIBIA MINISTERO DELLA DIFESA: «UNA BUFALA, NON ABBIAMO MILITARI IN LIBIA»

Morti, feriti e prigionieri tra le forze speciali italiane in Libia, a seguito di un presunto attacco ad un convoglio composto anche da truppe britanniche e libiche in viaggio da Misurata a Sirte, roccaforte dell’Isis. Proprio i miliziani del gruppo terroristico avrebbero teso un’imboscata ai militari, causando il ferimento e addirittura l’uccisione di alcuni soldati italiani. E’ quanto scrive Francesca Musacchio per il Tempo.

La notizia, non confermata sia da fonti intelligence che da fonti del ministero della Difesa, è stata pubblicata sul sito Debka, voce dei servizi segreti israeliani. L’attacco sarebbe avvenuto mercoledì, ma dalla Difesa in particolare questa storia è stata bollata come una «bufala», perché «non abbiamo militari in Libia». Una “notizia priva di fondamento” che non trova conferme anche in ambienti diplomatici. In Rete però la notizia circola, postata da altri siti di informazione straniera e da altri canali degli 007 israeliani.

Il portale, inoltre, fornisce una ricostruzione dettagliata dell’accaduto, aggiungendo che sulla vicenda ci sarebbe stata la volontà di non far circolare la notizia, bloccandone la divulgazione sulla stampa. Una decisione che sarebbe stata presa da Italia e Gran Bretagna.

Secondo quanto riferito da Debka «il convoglio di marines italiani, le forze speciali britanniche e le truppe libiche era in viaggio dalla città nord-occidentale di Misurata verso la roccaforte dell’Isis a Sirte, che si trova 273 chilometri a sud-est», quando sono rimasti vittime di una dura imboscata da parte dell’Isis. Tra le truppe italiane ci sarebbero morti e feriti, mentre non ci sono informazioni sulle vittime inglesi. In alcuni rapporti dell’intelligence israeliana, inoltre, fonti di Debka riferiscono che l’Isis avrebbe catturato dei prigionieri che al momento non sarebbero stati identificati. Nel sito è anche descritta la dinamica dell’attacco che sarebbe avvenuto con l’utilizzo di un’autobomba”. Poi il convoglio sarebbe stato assaltato da un commando che ha aperto il fuoco sulla colonna di mezzi. Le truppe italiane e inglesi avrebbero anche provato a rispondere all’attacco, supportati dall’intervento di aerei ed elicotteri francesi e italiani. Alla fine, però, si sarebbe registrato lo stesso un numero imprecisato di vittime, soprattutto tra i nostri uomini. Ma non solo. Debka aggiunge altri dettagli, spiegando che il tipo di imboscata è del tutto simile a quello usato dai gruppi jihadisti nella penisola egiziana del Sinai, che si avvale di autobombe, kamikaze, bombe e artiglieria pesante.

Una ricostruzione choc, che però non trova conferma in Italia. Anzi, fonti della Difesa smentiscono categoricamente la presenza militare italiana in Libia.

Per le fonti di Debka, invece, la vicenda è molto grave al punto da richiedere l’intervento di un team «congiunto composto da funzionari provenienti da Gran Bretagna, Francia, Italia, Germania e Stati Uniti» i paesi «responsabili della pianificazione dell’invasione della Libia”, con la presenza anche di funzionari del “ministero della Difesa italiano e britannico” che hanno “imposto il silenzio dei media».

 

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