NUOVE ELEZIONI PER IL COCER: CONSIGLIO DI STATO ACCOGLIE IL RICORSO DEL MARESCIALLO MOSTI

Un
maresciallo dell’Esercito si rivolge al Consiglio di Stato per far valere un
suo diritto, i generali gli rispondono con un procedimento disciplinare.
 

Una assurda storia di negazione dei più elementari
diritti nei confronti dei militari si sta compiendo in queste ore nell’assoluta
indifferenza delle istituzioni parlamentari e delle forze politiche che sul
tema, da sempre, preferiscono la più appassionante discussione sul sesso degli
angeli. Facciamo un passo indietro e torniamo al 11 luglio del 2012 e
alle elezioni dei membri dell’organo di vertice della rappresentanza militare:
il Cocer. Quel giorno il maresciallo ordinarioAlessandro Mosti,
rappresentante della cat. “B” del Consiglio Intermedio di
Rappresentanza (Co.I.R.) del Comando logistico dell’Esercito, ebbe il coraggio
di contestare le procedure adottate durante le operazioni di voto per
l’elezione dei membri del Consiglio Centrale della Rappresentanza Militare,
Sezione Esercito, categoria “B”. Fece subito un ricorso gerarchico
che però venne immediatamente respinto. Da qui la decisione di rivolgersi al
Presidente della Repubblica con un articolato ricorso straordinario per
ottenere quella giustizia che l’amministrazione militare gli aveva negato.

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In
sintesi, il fatto contestato riguarda un episodio avvenuto durante lo
svolgimento della procedura di voto.
 In
quell’occasione un altro militare, dopo aver espresso la propria volontà
elettorale, usciva dalla cabina elettorale chiedendo la sostituzione della sua
scheda, poiché “per una mera svista materiale” aveva sbagliato a
scrivere il nome di un candidato e ne dichiarava a voce alta il nome corretto
(rivelando quindi la sua intenzione di voto). La scheda veniva immediatamente
sostituita e – come risulta dal verbale delle operazioni di voto – quella già
utilizzata veniva dichiarata “deteriorata”. Il
militare, rientrava nella cabina elettorale con la scheda elettorale nuova di
zecca per esprimere ancora una volta il suo voto. Successivamente lo stesso
militare rilasciava a Mosti dichiarazione autografa dove si legge chiaramente: “la
prima scheda, quella dove ho sbagliato a scrivere, non presentava segni di
deterioramento o difetti di alcun genere, conteneva esclusivamente
l’espressione errata del mio voto”.

Era
questo lo stralcio di un articolo di Luca
Marco Comellini sul sito Tiscali
pubblicato ad aprile 2015. Ieri il Consiglio
di Stato
con sentenza nr. 143/2016 del
28/01/2016
si è espresso con parere favorevole al ricorso presentato
dal maresciallo. In particolare:
“non
convincono le argomentazione del Ministero, il quale ritiene corretto il
comportamento del Presidente del seggio, che, constatato l’errore di
trascrizione del nominativo del candidato, ha ritenuto di sostituire la scheda
in ragione di un suo asserito deterioramento.
In
merito, non è in dubbio che, anche alla luce delle disposizioni dello Stato
Maggiore dell’Esercito sopra evocate, qualora il Presidente constati che la
scheda elettorale sia deteriorata, debba procedere alla sua sostituzione,
previo annullamento della medesima. Non appare, tuttavia, condivisibile
l’assunto dell’Amministrazione riferente, secondo cui l’errore di trascrizione
equivalga ad un deterioramento della scheda. Nei fatti, alla luce delle
dichiarazioni versate in atti dai diretti interessati e del verbale delle operazioni
di voto, la scheda è stata sostituita in quanto considerata deteriorata,
nonostante la medesima non presentasse segni di danneggiamento o difetti, ma
unicamente l’indicazione erronea del voto.
Nel
caso di specie, come sopra evidenziato, la sostituzione della scheda non è
stata giustificata per un errore materiale commesso dall’elettore nella
trascrizione del nominativo, ma per un asserito deterioramento della stessa,
che, invero, dalle menzionate risultanze non appare esservi stato.
L’accaduto, che non viene smentito
dall’Amministrazione, avrebbe dovuto indurre il Presidente a dichiarare nulla
la scheda, e non procedere, come è stato fatto, alla sua sostituzione,
peraltro, motivandone le ragioni sulla base di un danneggiamento non
riscontrabile
.”

Pare
dunque che in conseguenza di tale sentenza, ormai alla fine dell’XI mandato,
salvo eventuali proroghe, la categoria B del Co.Ce.R. Esercito dovrà procedere
a nuove elezioni.

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