IL MINISTRO CROSETTO HA CHIESTO SCUSA E I TARANTINI A CHI DEVONO CHIEDERE SCUSA?

Il ministro Crosetto qualche giorno fa alla trasmissione Porta a Porta ha definito il porto industriale di Taranto il posto più brutto al mondo. Dichiarazioni che, oltre a far scaturire delle polemiche, ritengo abbiano il merito di stimolare delle riflessioni a cui non posso sottrarmi. La Rappresentanza Militare a tutti i livelli, da oltre dieci anni, denuncia con delibere le condizioni limite in cui si trovano i militari che lavorano e vivono nelle strutture site nel porto industriale. La stessa Guardia Costiera ha avuto un ruolo rilevante nell’attività giudiziaria denominata “ambiente svenduto”. Io sono testimone delle condizioni infernali in cui si trovava all’epoca il porto industriale. Ancora oggi nonostante i cosiddetti parchi minerali abbiano le coperture (che a loro volta sono coperti di quel minerale che dovrebbe coprire) la movimentazione degli stessi minerali dalle navi avviene a cielo aperto. Il ministro alla fine si è scusato con i tarantini. Ma questi ultimi, a cominciare da quei politici che hanno promesso di fare o hanno fatto finta di fare, con chi si dovrebbero scusare? I tarantini hanno ricevuto in dono un paradiso sulla terra e non fanno abbastanza per preservarlo a cominciare dallo spegnimento delle fonti inquinanti che tante tragedie accertate hanno portato a numerosissime famiglie. Ma sembra che la mentalità non cambi. Ad esempio è in fase di restituzione ai cittadini l’area adiacente alla torre Dayala che ha un paesaggio mozzafiato. Invece di fare emergere reperti archeologici e darla in godimento ai cittadini si pensa di cementificare l’area con uno stadio del nuoto ingombrante che troverebbe una migliore collocazione altrove. Se il destino è la cementificazione, nonostante i vincoli che ci dovrebbero essere, sarebbe meglio che lo stesso ministro salvasse quell’area lasciandola alla Marina che ha dimostrato amministrazioni virtuose.
Quindi non posso che ringraziare il ministro Crosetto, perché sia pure con i modi bruschi mi ha spinto ad una riflessione che da anni non solo i militari fanno ma anche decine di migliaia di tarantini fanno, in quanto soffrono di problemi sanitari a causa dell’impatto ambientale di una industria ormai anacronistica.
Antonello Ciavarelli delegato Cocer.

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