Il militare denuncia: “Tradito dalla giustizia, ferito dalla Guardia di Finanza”

“Quando è arrivata quella PEC l’ho letta e riletta diverse volte, leggevo e non capivo. Mi sembrava impossibile”. Luca (nome di fantasia) è un militare italiano e il 4 marzo 2022 riceve quella mail che tutto cambia. Lui, insieme ad un centinaio di altri giovani militari, alla fine delle prove tutte superate per il concorso bandito dalla Guardia di Finanza, scopre di esser stato escluso. La ragione? Non rientra nei limiti di età secondo la norma che nella consuetudine dei concorsi banditi dalla Guardia di Finanza, dal 2017 al 2020, è stata interpretata in altro modo concedendo una deroga.

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Se è vero che, come ha scritto il Tar e il Consiglio di Stato, la legge è questa è ben strano che il requisito, anzi un pre requisito, emerga solo alla fine di un concorso dopo aver superato le prove e soprattutto che per gli altri concorsi del passato passi una sorta di pacifica moratoria.

LA STORIA DI LUCA E DI ALTRI MILITARI

“Una beffa, uno sperpero di denaro pubblico e una discriminazione”, dice Luca sconfortato che decide di “denunciare i fatti alla stampa perché”, come racconta alla Dire nel corso della sua testimonianza esclusiva, “mi sento tradito dalla giustizia e ferito dalla Guardia di Finanza”.

La questione dei limiti d’età ruota intorno all’articolo 6, comma 1, lettera B del decreto legislativo 199/1995 che stabilisce che il limite massimo di età (26 anni) per i concorsi viene elevato per i militari di un periodo pari all’effettivo servizio prestato (comunque non superiore a 3 anni). Fino al bando pubblicato nel 2020 la Guardia di Finanza ha accolto questo innalzamento dei limiti d’età per i militari anzi ha fatto di più: ha riconosciuto ai candidati gli anni di servizio svolti anche dopo il 7 luglio 2017, ovviando al limite fissato da un decreto legislativo successivo al 199 (il 95/2017 all’articolo 36) che aveva imposto questa come data massima per concedere questo innalzamento.

Luca partecipa, nessuno lo ferma e lo stesso è accaduto l’anno precedente, quando nessuno l’ha bloccato. Perché nel 2021 cambia la consuetudine e perché non viene comunicato all’inizio, ma alla fine? È stato scritto male il bando? Come mai nessuno ha bloccato in automatico queste candidature? Sono tante le domande di Luca e degli altri militari finiti in questa disavventura che per tutti è stata “una botta a sorpresa”.

LA CONTROVERSIA SUL BANDO

La Guardia di Finanza, stando a quanto stabilito per questo ultimo concorso, avrebbe sbagliato gli altri anni facendo entrare senza i requisiti previsti altri militari. Fatto sta che quest’anno a 10 giorni dalla pubblicazione delle graduatorie e alla fine delle prove concorsuali delle graduatorie la Finanza modifica la sua consuetudine e toglie la deroga alla normativa escludendo chi, a parità di condizioni concorsuali con l’anno precedente, era risultato idoneo e in graduatoria nel concorso del 2020. (Dire)

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