GENERALE DEL CORPO FORESTALE SCRIVE A RENZI: “LE COSE BUONE NON SI GETTANO, SI MIGLIORANO!”

Pubblichiamo questa lettera scritta dal Comandante
Guido Conti, pubblicata sulla sua bacheca Facebook.
Una lettera importante, perchè non solo mette a nudo
delle criticità importanti nella scelta del governo di sopprimere il Corpo
Forestale dello Stato, ma evidenzia anche il disaccordo tra i
“fratelli” d’Italia. Chi ha orecchie per intendere…

Evidentemente c’è una buona parte di questi
“fratelli”, che non si rispecchia nella cessione di sovranità e nella
svendita o soppressione delle cose che fanno, di un territorio, uno stato.
Forse, magari, c’è un po’ di resistenza anche nella fazione vincente. Chissà
che non sia così?
LETTERA
APERTA

Sig. Presidente del Consiglio,

NOI siamo il CORPO FORESTALE DELLO STATO,

Mio Padre era un Ispettore
Generale del Corpo Forestale dello Stato. Ed ha dedicato 40 anni della propria
vita al CFS. Trasmettendo a me nessuna ricchezza. Ma un testimone morale. Fatto
di passione, rettitudine, amore per la natura e il Corpo che la difende.
All’epoca ha rimboschito, piantato e fatto piantare milioni di alberi. Srotolava
tutto contento progetti su progetti di rimboschimenti di montagne brulle e arse
in ufficio e a casa sul tavolo in tinello. Resuscitandole a nuova vita. Ricordo
l’energia e l’attenzione che poneva nel percorrere, ispezionare, consigliare,
dettare, manco fosse roba Sua. Ma poi capii che lo era. Anche Sua. Nostra.
Compresi li osservando, il concetto di Bene Comune. E di sacralita’ del lavoro.
Migliaia gli operai impiegati nei cantieri a far buche in montagna. A
rinverdire sistemare proteggere. Ero ragazzino, e un giorno mentre eravamo
nella faggeta di Val Fondillo in Abruzzo mi permisi di chiedergli come mai
andava poco… a messa. Avevo 10 anni. Stette un istante, mi guardo’ sorridendo
che ancor mi pare di vederlo, poi serio aggiunse: “Io Nostro Signore lo
incontro qui. Queste sono colonne, e guardo’ gli alberi, di una cattedrale
talmente potente che mai nessun essere umano potra’ edificare.” Si giro’,
e proseguì il collaudo di quel bosco. Come se niente fosse. come se fosse
normale, parlare cosi’, ad un ragazzino di dieci anni. Io ho continuato,
umilmente, a percorrere le Sue orme. In quello stesso bosco ideale.
Districandomi pero’ non tra selve, ma tra leggi, indagini, intercettazioni,
fascicoli, che parlano di traffici di rifiuti pericolosissimi, di acque
avvelenate, di corruzioni e tanta tanta fatica, per il bene di tutti quei
bimbi, di quegli uomini e donne, che lottano ogni giorno contro malattie nuove,
Oncologiche le chiamano, senza sapere come l’abbian contratte. Noi , Sig,
Presidente, io e i miei soliti quattro gatti, crediamo di saperlo, come. Al
sentire Ella, giorni fa decretare con animo lieto e, mi consenta, assoluta
misconoscenza, lo scioglimento di una istituzione benemerita bisecolare e
carica solo di DIGNITA’ , abnegazione ed efficienza, mio Padre è morto due
volte. Ed insieme a lui decine 

di migliaia di uomini che nella nostra Missione, perche’ tale
e’ lo spirito che ci anima, hanno creduto e credono. E questo non posso
permetterlo. Senza battermi fino in fondo. Perche’ trionfino equilibrio e buon
senso. Me lo chiedono la Sua memoria e la dignita’ di uomini e donne che hanno
creduto e credono in quello che fanno. A volte fino al sacrificio della propria
vita. Che fosse tra le fiamme o in conflitto a fuoco, a soccorrer sepolti tra
le macerie o roteando spericolatamente sulle fiamme alte a bordo di mezzi
aerei. Rifletta, Sig. Presidente, unitamente magari a qualche Suo cattivo
consigliere. Perché tra l’altro Ella sta tagliando l’unica fdp con il
bilancio…in pari. Che non costa nulla. E non ha debiti. Al contrario di
infinite e voraci partecipate regionali e statali ad esempio, o dei tanti
carrozzoni sacche di sperpero e sottopolitica. Noi non si fa questo mestiere…
per un piatto di lenticchie. Ne viceversa per trenta denari. Non si fa per
speranza di chissa’ qual premio. Ne per timor di punizioni. Si fa per INTIMO
convincimento. Le cose buone non si gettano, soprattutto le poche rimaste. Si
migliorano, si accudiscono e fortificano. A maggior lustro della Nazione, ed in
amore e in difesa delle cose piu’ belle e sacre del Creato. E dei fratelli
Italiani.

Io e i miei collaboratori Le auguriamo tutti di cuore buon lavoro. E
migliori consigli.

Viva il Corpo Forestale. Viva l’Italia

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