CARABINIERE SNIFFAVA COCA IN SERVIZIO, IL TAR NEGA IL REINTEGRO

Un carabiniere che acquista e usa cocaina in
servizio, tiene una “condotta gravissima” che fa “venire meno il
rapporto di fiducia” istauratosi al momento del giuramento. Lo ha
stabilito il Tar di Bologna in una sentenza con la quale ha rigettato il
ricorso del militare.

Il 44enne appuntato scelto – originario di Atri (Teramo)
ma all’epoca dei fatti in servizio a Cervia, sul litorale ravennate, e
domiciliato a Roncofreddo (Forlì-Cesena) – aveva chiesto l’annullamento, previa
sospensione, della sanzione disciplinare con la quale il 13 marzo scorso era
stata disposta per lui la perdita del grado con rimozione per motivi
disciplinari e la conseguente cessazione dal servizio.

Il carabiniere era già stato sospeso, in via precauzionale, in ragione del suo
arresto scattato a metà giugno 2014 per fatti avvenuti tra luglio e novembre
2013. Secondo le indagini degli ex colleghi del nucleo Investigativo di
Ravenna, in quel periodo l’uomo, assieme a un collega, si recava da uno
spacciatore ai domiciliari: ma invece di controllarlo, prendeva cocaina da lui
e la sniffava nella stessa casa o nella Gazzella usando talvolta la paletta di
servizio per sistemare le righe.

Il procedimento penale è in fase di udienza preliminare. Proprio per questo,
l’avvocato del carabiniere aveva lamentato il fatto che la sanzione
disciplinare fosse arrivata prima della chiusura del processo penale: come dire
che non èstato definitivamente accertato se e in che modo il suo assistito
avesse acquistato e fatto uso di cocaina; e se eventualmente fosse in una
condizione di tossicodipendenza tale da consentire un trattamento
disintossicante. Ma i giudici del Tar hanno sottolineato che “l’uso in
servizio” della droga “è stato ammesso dal ricorrente durante
l’inchiesta disciplinare”, fatto che esula dalle contestazioni penali. E
per questo motivo hanno rigettato il ricorso.

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