SALVINI: “NO AL REATO DI TORTURA, SE UN DELINQUENTE SI FA MALE SONO CAZZI SUOI”

Il leader della Lega, Matteo Salvini, si schiera contro
il reato di tortura
, al centro di un aspro dibattito dopo la sentenza
della Corte di Strasburgo sul G8 di Genova e casi come quello di
Stefano Cucchi
.

In una manifestazione davanti a Palazzo Chigi
insieme al Sap, dichiara: “La Corte europea dei diritti umani potrebbe
occuparsi di altro. Per qualcuno che ha sbagliato non devono pagare tutti. Carabinieri
e polizia devono poter fare il loro lavoro. Se devo prendere per il collo un
delinquente, lo prendo
. Se cade e si sbuccia un ginocchio, sono cazzi
suoi”
. “Idiozie come questa legge – ha aggiunto – espongono le
forze dell’ordine al ricatto dei delinquenti”. Secondo Salvini, inoltre,
l’attuale capo della polizia, Pansa,  non è il migliore capo
della polizia
“.

Salvini ha aderito alla manifestazione indetta a Roma (ma anche a Milano e
Palermo) dalla Polizia per dire no al ddl in discussione in Parlamento che
introduce il reato di tortura, definito dal segretario generale del Sap Gianni
Tonelli “un vero e proprio colpo di mano contro le forze dell’ordine e
contro chi ogni giorno garantisce la sicurezza dei cittadini”. I
poliziotti, che manifestano essendo liberi dal servizio, a Roma hanno
distribuito volantini ai cittadini per spiegare loro quali sarebbero le conseguenze
del ddl del governo.

In un lungo editoriale sul sito del sindacato, Tonelli spiega: “Il reato
di tortura, in Italia, porta con sè un pesante fardello di disprezzo
ideologico, il desiderio mai sopito di ‘dare una lezione’ alle forze di polizia
e agli operatori, una sorta di vendetta da parte di chi le divise non le ama e
non le vuole: basti pensare che tra i promotori della legge ci sono soggetti
ben noti ai nostri archivi, gente che ha fatto ‘carriera’ fomentando le piazze
e che ora si ritrova in parlamento, (ben) pagata da tutti noi”.

Il Sap ricorda che la proposta di legge c. 2168, Già approvata al senato e
finalizzata all’introduzione del reato di tortura, prevede il concetto di
“acute sofferenze psichiche” che “ogni mascalzone potrà
utilizzare per accusarci, lamentando di averle patite queste ‘sofferenze’,
anche se non sono oggettivamente rilevabili. Ci rendiamo conto di che cosa
potrà accadere durante qualsiasi servizio di volante, durante un ordine
pubblico o un arresto?”.

Domani ricorre però la giornata internazionale contro la tortura: in Italia, ad
oltre 26 anni dalla ratifica della convenzione delle Nazioni Unite, il Codice
penale ancora non prevede questo reato. “La posizione del Sap è fuori
dalla Comunità Internazionale – dichiarano in una nota Patrizio Gonnella
(Antigone), Massimo Corti (Acat) e Franco Corleone (coordinatore dei garanti
dei detenuti) – la polizia deve essere un corpo che protegge i diritti umani e
non deve aver paura del reato di tortura”.

“Affermare che il reato di tortura sarebbe un
regalo agli estremisti e ai violenti è inaccettabile – si legge ancora nel
comunicato – praticamente tutti i paesi a democrazia avanzata dell’Europa hanno
il reato nel loro codice. Anche il Vaticano grazie a Papa Francesco ha
codificato il crimine di tortura così come chiesto dall’Onu di Ban
Ki-Moon”.

A Salvini ha risposto Walter Verini, capogruppo del
Pd in commissione Giustizia: “In queste ore assistiamo a proteste e
critiche scomposte da parte dei vari Salvini di turno alla legge che introduce
il reato di tortura. Io ritengo che il Parlamento abbia fatto fin qui un buon
lavoro, atteso da molti anni, seppur tardivo: lo scorso novembre la Cassazione
richiamava il Parlamento per non aver ancora introdotto il reato di tortura nel
nostro ordinamento, rendendo l’Italia inadempiente agli obblighi della
Convenzione Onu”.

“Quello che deve essere colpito è l’abuso o casi di violenza
ingiustificata come, per esempio, quelli alla Diaz su cui, non dimentichiamolo
mai, un grande poliziotto come Antonio Manganelli ebbe il coraggio di chiedere
scusa”, conclude Verini.