Contratto Carabinieri, il SIM firma e rilancia: “100 euro subito e 1.800 euro di arretrati. Ma non è una cambiale in bianco”
Accordo sottoscritto a Roma: risorse immediate per il personale dell’Arma
Il SIM Carabinieri ha sottoscritto oggi, 15 luglio 2026, a Roma, l’accordo contrattuale che riguarda il personale dell’Arma dal grado di carabiniere semplice fino a capitano. Una firma che, secondo quanto comunicato dal sindacato, porterà risorse economiche immediate nelle buste paga dei militari interessati.
L’intesa prevede 100 euro in più al mese e il pagamento di 1.800 euro di arretrati, che saranno liquidati a breve. Per il SIM Carabinieri si tratta di un risultato concreto, maturato attraverso la scelta di partecipare al tavolo negoziale fino alla conclusione del confronto.
“Abbiamo scelto di esserci dove si decide”
Nel comunicato diffuso dall’Ufficio Stampa, il sindacato rivendica la decisione di firmare l’accordo, distinguendo la propria posizione da quella di chi ha scelto di non presentarsi o di non sottoscrivere il contratto.
Per il SIM Carabinieri, l’assenza dal tavolo o il rifiuto della firma non rappresentano una vera opposizione sindacale, ma una rinuncia a incidere sulle decisioni. Il sindacato sottolinea di aver scelto una linea improntata alla responsabilità, con l’obiettivo di ottenere risultati immediati per i colleghi.
“Quando si sceglie l’assenza o il no a prescindere, sono inevitabilmente gli altri a decidere per te”, è il passaggio centrale della nota, con cui il SIM chiarisce il senso politico e sindacale della propria scelta.
La critica alla “propaganda sulla pelle dei lavoratori”
Il sindacato respinge l’idea di una contrapposizione sterile con il Governo, sostenendo che sarebbe stato facile chiedere somme non stanziate e quindi non concretamente ottenibili, per poi rivendicare una battaglia simbolica senza risultati reali.
Il SIM Carabinieri parla apertamente di demagogia e di propaganda sulla pelle dei lavoratori, rivendicando invece una linea fondata su efficacia, realismo e serietà.
Secondo il sindacato, promettere aumenti irrealizzabili avrebbe significato alimentare aspettative false tra i colleghi. Da qui la scelta di puntare su risorse certe, immediatamente disponibili e destinate a incidere subito sulle famiglie del personale dell’Arma.
Previdenza complementare, ottenuto l’impegno per un tavolo dedicato
Uno dei punti qualificanti rivendicati dal SIM Carabinieri riguarda la posizione pensionistica complementare. Il sindacato afferma di aver ottenuto che il tema venisse finalmente preso in seria considerazione, attraverso l’impegno formale all’avvio di una serie di riunioni dedicate.
Durante la firma del contratto, secondo quanto riportato dal SIM, il Ministro Paolo Zangrillo avrebbe annunciato e confermato l’imminente apertura del tavolo sulla previdenza dedicata.
Per il sindacato si tratta di un passaggio cruciale, perché riguarda il futuro previdenziale del personale e rappresenta un tema che dovrà essere affrontato con continuità nei prossimi incontri.
Il nodo delle risorse e il rischio di una nuova vacanza contrattuale
Nel comunicato, il SIM Carabinieri richiama anche il contesto economico e internazionale, definito fragile e segnato dalle tensioni geopolitiche, dalle guerre alle porte dell’Europa e dall’instabilità globale.
Secondo il sindacato, attendere l’autunno avrebbe comportato il rischio concreto di vedere le risorse pubbliche disponibili dirottate verso altre emergenze nazionali, come il costo dei carburanti o i rincari energetici.
Per questo la firma viene presentata come una scelta di responsabilità: evitare che il personale finisse in una nuova vacanza contrattuale, con importi limitati e tempi incerti, puntando invece su benefici economici immediati.
“La firma non è una cambiale in bianco”
Il SIM Carabinieri chiarisce tuttavia che la sottoscrizione dell’accordo non equivale a un’apertura di credito illimitata nei confronti del Governo.
Il sindacato avverte che, se gli impegni assunti non saranno rispettati “punto per punto”, a partire dall’apertura del tavolo sulla previdenza dedicata, sarà pronto a proclamare la mobilitazione generale e a scendere in piazza.
La firma, dunque, viene definita non come un punto di arrivo, ma come un punto di partenza. Il contratto, ricorda il SIM, si riaprirà tra due anni, occasione nella quale il sindacato intende tornare a chiedere ulteriori miglioramenti per il personale dell’Arma.
Il messaggio ai carabinieri: “Soldi in tasca oggi, non promesse”
La linea del SIM Carabinieri è sintetizzata in un messaggio diretto ai colleghi: tutelare il personale con i fatti, sedendo nei luoghi in cui si decide e assumendosi la responsabilità delle scelte.
Per il sindacato, l’obiettivo prioritario era garantire soldi in tasca subito ai carabinieri, dando respiro alle famiglie e portando a casa risorse certe.
Una posizione netta, con cui il SIM rivendica il valore della firma e rilancia la propria azione sindacale sui prossimi dossier, a partire dalla previdenza complementare.
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