Campi Rom, soldati a presidio contro i roghi: “Basta con snaturamento dei militari, non sono poliziotti!”

Luca Marco Comellini, giornalista e segretario del Sindacato dei Militari, è intervenuto a Radio Cusano Campus nella trasmissione “Cosa succede in città”, condotta da Emanuela Valente, sulla decisione presa dal Campidoglio e dal Prefetto di schierare l’Esercito per sorvegliare i campi rom di Roma.

Per il momento, secondo quanto riportato da Il Messaggero, si tratta di 39 militari, quelli annunciati ieri dal ministro Matteo Salvini, che verranno impiegati nei due campi rom di via Salviati, particolarmente critico per quanto riguarda il fenomeno dei roghi tossici, e Castel Romano, tra gli insediamenti più grandi d’Italia.

“Non posso essere che critico – ha sottolineato Comellini – Ovviamente il Sindacato dei Vigili Urbani ha fatto la sua parte perché stare lì sempre significa respirare tutti questi miasmi, non è il massimo. Come sempre in Italia c’è la soluzione, e la soluzione qual è? I poveri militari, che sembrano la soluzione a tutto. Attualmente grazie anche alla Ministra della Difesa Trenta, che forse fa altro, forse gioca. Io suggerirei una cosa: 40 militari sono pochi. I parlamentari che avrebbero potuto riparare le buche sono oltre 300 parlamentari, e si potevano coprire dei turni, bastano e avanzano”.

 “Qui bisogna farla finita, i militari non possono essere la soluzione a tutti i mali di Roma: c’è l’immondizia a Napoli e si mandano i militari, e lo stesso discorso per i roghi della Terra dei Fuochi. E ci sono i campi rom e si mandano i militari. I militari rappresentano una parte importantissima dello Stato, sono impegnati nella difesa dello Stato. Non ci dimentichiamo la Costituzione! Basta con questo doppio uso dei militari. La situazione dei campi rom è una questione di ordine pubblico e di sicurezza, quindi il Ministro degli Interni deve gestire queste situazioni”.

“I soldati non hanno nessun potere, faranno le belle statuine, bersaglio degli insulti e delle azioni, di questi rom, perché rappresentano un presidio di legalità. Ora noi, come Sindacato dei Militari, cercheremo di fare la nostra azione. I militari non possono essere trattati come tappabuchi. La questione dei campi nomadi non riguarda solo Roma, ma tutta Italia, deve essere risolta come un problema di sicurezza e di ordine pubblico. Il Ministro Salvini anziché mangiarsi la nutella, gli spaghetti o i panini, e fare 2000 tweet al giorno, pensasse a come gestire la sicurezza, che non viene fatta con le chiacchiere. Possibile che questo paese debba vivere sugli spot? La sindaca Raggi e Salvini pensino a affrontare un problema così serio”.

 “Basta con questo snaturamento della funzione dei militari, che non sono poliziotti”. Non li devono mandare perché la gestione dei campi rom è un problema che va risolto con le Forze di Polizia, con la sicurezza, con la prevenzione, con l’applicazione della legge; finché la legge in quei campi latita non ci sarà mai un giorno senza falò, senza traffici, o senza commissione di reati. Mettere i militari fuori dalla porta a vedere chi entra e chi esce non è una soluzione: è uno spreco di risorse. Noi non ci stiamo, a questi giochetti, noi vogliamo che la sicurezza sia sicurezza”.