Comandante di Stazione perseguitato, ex carabiniere a processo per stalking

Ex carabiniere rinviato a giudizio per stalking nei confronti del comandante della stazione di Orte. Il processo a Venerio Fochetti inizierà il prossimo 19 settembre davanti al giudice Roberto Colonnello. E’ quanto riporta il magazine online Tuscia Web.

“Tuo marito deve andare in galera, pagherà per tutto quello che ha fatto”. E’ solo uno dei tanti episodi avvenuti tra novembre del 2016 e il 22 settembre 2018 in cui la parte offesa è il maresciallo Sandro Lo Giudice della compagnia dei carabinieri di Civita Castellana.La frase sarebbe stata proferita alla moglie dopo un pedinamento cominciato a Orte e finito in un centro commerciale di Viterbo.

Ieri mattina il gip Francesco Rigato ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio della pm Chiara Capezzuto nei confronti di un ex carabiniere 59enne, in servizio fino al 2013 presso il Nas di Roma, che a sua volta ha sporto diverse denunce nei confronti dei militari della stazione di Orte, dove risiede, per le quali è stata chiesta l’archiviazione, contro la quale ha fatto opposizione.

L’episodio in cui l’imputato avrebbe minacciato la moglie della vittima dicendole “tuo marito deve andare in galera, pagherà per tutto quello che ha fatto” risalirebbe allo scorso 18 aprile. Ma secondo la procura l’attività persecutoria andrebbe avanti da oltre cinque anni, dal mese di dicembre del 2013. 

L’ex militare, colpito da divieto di avvicinamento, ritiene a sua volta di essere una vittima. Secondo l’accusa, negli ultimi tre anni, il 59enne, con condotte reiterate, avrebbe minacciato e molestato il militare “in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia, e ingenerando nello tesso il fondato timore per l’incolumità propria e dei prossimi congiunti”.

Il 59enne, tra le altre cose, avrebbe diffuso in più occasioni, a Orte, “scritti anonimi diffamatori inerenti presunti abusi edilizi commessi da Lo Giudice”. Avrebbe inoltre presentato numerose denunce e compiuto appostamenti presso la proprietà del maresciallo. Nel mirino non solo il comandante, ma anche suoi sottoposti, che avrebbe aggredito più volte verbalmente. “Come accaduto ad esempio nei giardini pubblici di Orte – scrive la pm Capezzuto – dove apostrofava due appuntanti, che si trovavano lì in compagnia dei propri familiari, con parole quali ‘vergogna, vergogna’”.

Da ultimo, lo scorso 18 aprile, avrebbe pedinato da Orte a Viterbo la moglie del maresciallo Lo Giudice, seguendola all’interno di un esercizio commerciale dove l’avrebbe avvicinata e, dopo averle mostrato delle immagini che lo ritraevano col volto tumefatto, le avrebbe gridato “tuo marito deve andare in galera, pagherà per tutto quello che ha fatto”, ingenerando nella vittima un forte stato di ansia e timore.