AUMENTI A MILITARI E POLIZIOTTI: “MA IL GOVERNO CON CHI HA CONCERTATO?”

Questa mattina la notizia pubblicata dal Messaggero e riportata in questo link ha sollevato non poche polemiche sul web e sui social. Secondo quanto riportato dal ‘Messaggero’, ministero della Pa e Ragioneria generale dello Stato avrebbero già definito gli importi medi pro capite per le varie forze “sulla base degli stanziamenti resi disponibili da questa legge di bilancio e dalle precedenti”. Le somme che potrebbero finire in busta paga a gennaio (e solo a gennaio) 2018 sono pari a circa 660 euro lordi per le forze di polizia e 610 euro lordi per i militari: valore ottenuto “applicando a tutte le mensilità 2016 e 2017 i rispettivi importi”. Ad esempio, si legge sempre sul quotidiano, per la polizia si potrebbe arrivare a “circa 138 euro per il primo anno e a 416 per il secondo di arretrati, che si sommano una tantum all’aumento mensile” per il 2018 (pari a 102 euro lordi in media), per un totale in busta paga a gennaio di 656 euro e, ribadiamo, solo nel mese di gennaio.

Immediata la risposta del Co.Ce.R. Marina, che riportiamo di seguito:

“Le notizie apparse su organi di stampa e televisioni sono prive di fondamento, a meno di essere di fronte ad un regime vecchio stampo che decide unilateralmente. Il Governo continua ad essere inadempiente nel non convocare, come prevede la Legge, il Co.Ce.R. unico organo deputato alla trattazione del nuovo contratto per le Forze Armate. Se è vero quanto riportato dalla stampa, vengono evidenziate cifre di un fantomatico contratto e ci chiediamo: con chi ha preso accordi il Governo?
Mentre all’estero i nostri militari, senza risparmio di energie, lavorano per 3 Euro per ogni ora oltre l’orario di lavoro a bordo delle Unità Navali, garantendo la sicurezza della navigazione ed il soccorso in mare, il Governo latita ancora con chi rappresenta questi uomini e donne, in prima linea per gli interessi Nazionali. Per quale ragione il Governo ancora non incontra i rappresentanti del personale, perché?  Ricordiamo ancora una volta al Ministro Madia, e al Governo tutto, che stiamo aspettando per porre sul tavolo oltre le questioni economiche, sacrosanti diritti a favore del nostro personale nonché la specificità del Comparto sancita per Legge nel 2010 e mai attuata.”

Il Co.Ce.R. Difesa chiede da tempo un incontro per iniziare la concertazione con il governo, e pare avere le idee chiare sull’indennità di specificità che abbiamo pubblicato in anteprima. 

“Non abbiamo avuto alcun dato che ci permetta di confermare o smentire” tali cifre, afferma all’AdnKronos il segretario Silp Cgil, Daniele Tissone, che aggiunge: “Siamo in attesa di essere chiamati perché, dopo 9 anni di stop, speriamo che si possa chiudere al più presto” la vicenda del rinnovo contrattuale. Dopo la convocazione del 25 luglio scorso, quando è partita la trattativa per il rinnovo dei contratti del comparto sicurezza e difesa fermo dal 2007, il sindacato spera di “ricevere in questa settimana la data del prossimo incontro” con il governo. Incontro nel quale l’obiettivo, evidenzia Tissone, è “trovare ulteriori risorse rispetto agli 85 euro medi lordi” previsti dalla legge di bilancio per migliorare anche indennità accessorie come festivi e notturni, ferme da 10 anni: “Ad oggi l’ora di straordinario è pagata 7 euro e un notturno o un festivo circa 5-6 euro. Cifre che andrebbero aumentate”.

L’indennità notturna, invece, per la Guardia Costiera è 2.63 Lorde per tutta la notte. I militari nello specifico quelle che lavorano nelle sale operative della guardia costiera per la gestioni dei soccorsi , in servizio dalle 23 alle 7 o dalle 20.00 alle 08.00 percepiscono 2.63 Lorde.