Arrestato nel Foggiano l’assassino del maresciallo dei carabinieri Di Resta, è accusato di ricettazione e riciclaggio

è anche l’assassino del maresciallo dei carabinieri, Marino Di Resta, tra i sette arrestati (4 in carcere e 3 ai domiciliari) dai carabinieri nel Foggiano.
I militari hanno smantellato un’organizzazione criminale specializzata nella ricettazione e riciclaggio, nel territorio nazionale e internazionale, di parti meccaniche di mezzi pesanti provento di furto come riferisce FoggiaToday.

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Con l’operazione San Cristoforo, dal nome del santo protettore degli autotrasportatori, i carabinieri hanno eseguito gli arresti a Cerignola, Zapponeta e Andria.

In azione, i carabinieri della Compagnia di Cerignola, con l’ausilio dei “Cacciatori Puglia”, del personale del nucleo elicotteri di Bari, nonché personale del Comando provinciale di Foggia. L’attività di indagine è durata circa 6 mesi, a partire da giugno 2020. Il tutto è iniziato da un controllo eseguito dai militari di Cerignola presso la sede di un’autodemolizione presente sul territorio ofantino.

All’interno della stessa, infatti, erano stati trovati soggetti intenti a movimentare veicoli commerciali e parti di essi che dopo specifici accertamenti sono risultati provento di furti. Da quel momento sono subentrati gli investigatori della sezione operativa che, in accordo con la Procura di Foggia, hanno avviato specifiche attività tecniche di monitoraggio consistenti in videoriprese dei siti in uso agli indagati e intercettazioni, cui seguiva sempre attività di perquisizione. Quest’ultime si sono concluse quasi sempre con il rinvenimento di pezzi meccanici di furgoni o trattori o altre tipologie di mezzi pesanti. L’indagine così strutturata e diretta dalla Procura di Foggia, avrebbe fatto emergere l’esistenza di un’associazione finalizzata alla ricettazione e riciclaggio di autoveicoli pesanti, strutturata verticisticamente. All’interno dell’associazione criminale due soggetti avevano poteri di gestione, organizzativi e decisionali, mentre gli altri si occupavano dello smontaggio e sezionamento dei veicoli provento di attività illecita. Nel corso delle attività sono state recuperate ben 168 parti meccaniche di veicoli riconducibili a circa 70 veicoli pesanti proventi di furto, recuperandone 9 integri. Tra i vari soggetti coinvolti nell’associazione c’era anche chi aveva il compito di fornire supporto logistico mettendo a disposizione la propria autorimessa come deposito dei mezzi provento di furto.

Tra i destinatari delle misure cautelari, c’è anche una vecchia conoscenza dell’Arma: si tratta di un soggetto che il 16 settembre 1996, a seguito di una rapina, durante un conflitto a fuoco con i carabinieri di Pescara, ferì mortalmente il maresciallo capo Marino Di Resta, in servizio nel nucleo investigativo del Comando provinciale di Pescara.

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