Accesso abusivo al sistema informatico per avere dati su un carabiniere: condannato un finanziere

Finanziere condannato per accesso abusivo a sistema informatico: ha frugato sui dati personali di un militare dell’Arma dei Carabinieri senza alcuna autorizzazione. Sei mesi di reclusione è la pena stabilita dal tribunale di Arezzo, in composizione collegiale, per un cinquantenne appartenente alle Fiamme Gialle. Un anno di reclusione, invece, per il coimputato, un suo informatore che gli aveva ispirato quell’accertamento vietato. Fatti avvenuti in Valdarno.

Cedendo alla richiesta del confidente, nel 2020 il finanziere aveva consultato il Sid per acquisire informazioni, in particolare sul luogo di residenza del carabiniere, che non stava simpatico all’altro. Non appena si accorse che l’oggetto dell’accertamento abusivo era un appartenente alle forze dell’ordine, il finanziere informò i superiori e scattarono inevitabilmente le indagini sfociate nel rinvio a giudizio dei due.

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Nel processo è caduta l’accusa più grave, la corruzione, per la quale lo stesso pm Marco Dioni ha chiesto l’assoluzione. Non è emersa una utilità, un vantaggio, da parte del finanziere per quell’attività non consentita. La leggerezza è comunque costata all’appartenente alla Guardia di Finanza la condanna in primo grado. E’ sospeso dal servizio.

L’avvocato Iacopo Gori che lo difende annuncia appello. La linea sostenuta nel processo è che l’accesso al sistema sia avvenuto nel contesto di un rapporto tra inquirente e fonte confidenziale e l’intento del finanziere era unicamente quello di aprire scenari investigativi utili. Sarà fatta istanza anche per il reintegro nel posto di lavoro.

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