ALTRO CHE RIORDINO, “I NUMERACCI” DELLA LEGGE DI BILANCIO ED IL COMPROMESSO SUL BONUS

Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato, in anteprima, la reale interpretazione dell’art. 52 della Legge di Bilancio, in particolare nel comma in cui disciplina stanziamenti e tempistiche di riordino delle carriere e bonus. Lo abbiamo fatto tramite l’intervento di due delegati del Co.Ce.R. Carabinieri preoccupati dall’ambiguità delle parole utilizzate nel testo della legge di bilancio per il Comparto Sicurezza e Difesa. Si trattava sino a pochi giorni di una “timida” perplessità, compressa da una frettolosa euforia di tanti militari, delegati e sindacalisti che in buona parte “speravano” che riordino e rinnovo andassero nel senso prospettato dalle promesse del Premier e dalla Legge Madia.

In realtà quella modesta interpretazione del testo che abbiamo pubblicato ha aperto gli occhi a chi ancora non aveva letto, o aveva letto male, il testo del disegno di legge. Anche le forze politiche, di opposizione, hanno appoggiato tale tesi, in particolare l’on. Vito, già Presidente della Commissione Difesa della Camera.

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Insomma senza ulteriori interpretazioni o eventuali emendamenti le “le cose stanno proprio così”, un riordino impasticciato che fatica a prendere il volo per l’idoneo stanziamento di risorse ed un “indennizzo” di 80 euro per ricompensare militari e forze di polizia per ulteriore scivolo di un anno.

Se invece, il riordino per qualsiasi motivo si riesce a portare avanti in virtù di emendamenti al testo o ravvedimenti governativi sulle risorse stanziate, allora niente bonus per il prossimo anno.

Un bivio che ha frantumato le speranze di molti che vedevano il bonus strutturato ed i nuovi gradi luccicare sulle spalline.

Ora veniamo ai fatti – commentano i delegati Co.Ce.R. Carabinieri La Fortuna e Pitzianti – abbiamo scoperto l’arcano e siamo ancora in tempo per rimediare. Abbiamo bisogno di un preciso impegno e per questo chiediamo al Consiglio dei Ministri l’emanazione di un urgente DPCM che consenta l’unificazione delle tempistiche tra Comparto Sicurezza e Difesa (febbraio per il comparto sicurezza e luglio per il comparto difesa, ndr) e lo stanziamento di risorse idonee senza compromessi sul bonus che in realtà ritenevamo già cosa fatta.

Alle spalle abbiamo decenni di fallimenti, negoziati e piccoli passi sul riordino – concludono i delegati Co.Ce.R. carabinieri La Fortuna e Pitzianti – non lasciamo che tutto il lavoro costruito negli anni per migliorare la condizione di militari e forze di polizia nei vari ruoli degeneri nella scappatoia di 80 euro.