Esercito

Esercito Italiano, Masiello: “La pace ha un costo e richiede un Esercito in grado di garantire una deterrenza concreta”. All’Aquila la cerimonia per i 165 anni

Piazza Duomo all’Aquila ospita la cerimonia per il 165° anniversario dell’Esercito Italiano

Questa mattina, nella centrale piazza Duomo, luogo simbolo della rinascita dell’Aquila, città Capitale italiana della Cultura 2026, si è svolta la cerimonia militare per il 165° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano. Alla presenza del ministro della Difesa Guido Crosetto, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, e di altre autorità civili, militari e religiose, la città ha ospitato una ricorrenza che unisce valore istituzionale, memoria storica e rapporto con il territorio.

Il 4 maggio 1861 e l’inizio della storia dell’Esercito Italiano

Il 4 maggio 1861 ha segnato l’inizio di una storia definita gloriosa, contraddistinta da amore per la Patria, onore, senso del dovere, professionalità e altruismo, valori con cui il Tricolore italiano continua a sventolare alto nel mondo.

L’anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano rappresenta, per gli uomini e le donne in uniforme, non soltanto una ricorrenza di grande rilievo, ma anche un momento per rafforzare il legame tra l’Istituzione e la società civile. La commemorazione, intrisa di valori storici e culturali, ribadisce il ruolo dell’Esercito Italiano come istituzione non solo al servizio della sicurezza nazionale, ma anche come realtà innovativa e promotrice di valori universali.

La deposizione della corona d’alloro al Monumento ai Caduti

Prima dell’inizio della cerimonia è stata deposta una corona d’alloro al Monumento ai Caduti, presso la Villa Comunale dell’Aquila, per commemorare quanti non hanno mai fatto ritorno dalla guerra.

Un momento dal forte significato simbolico, che ha preceduto la fase solenne della celebrazione in piazza Duomo e che ha richiamato il sacrificio di chi ha perso la vita nei conflitti.

La Brigata di formazione, le uniformi storiche e i reparti specialistici

In rappresentanza di tutte le armi e specialità dell’Esercito, è stata schierata una Brigata di formazione composta da compagnie in uniforme storica e da aliquote di reggimenti ad elevata connotazione specialistica.

Si tratta di reparti in grado di operare in contesti ad altissima intensità e multidominio, scenari nei quali tecnologia e addestramento si fondono in un legame indissolubile. La cerimonia è stata scandita dalle note della Banda dell’Esercito, che ha accompagnato i diversi momenti istituzionali della mattinata.

Crosetto: “Portare qui la Festa dell’Esercito è un segno di rispetto”

Nel suo discorso, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha voluto rendere omaggio non solo all’anniversario, ma alle donne e agli uomini dell’Esercito impegnati in Italia e all’estero e a quanti non ci sono più.

Il ministro ha dichiarato: “Care donne e uomini dell’Esercito Italiano, oggi non sono qui soltanto per celebrare un anniversario, ma per rendere onore a voi presenti, a chi è impegnato in Italia e all’estero e a chi, purtroppo, non c’è più. Sono qui per rendere omaggio al vostro giuramento”.

Crosetto ha poi richiamato il 6 aprile 2009, data del terremoto che colpì L’Aquila e il suo territorio, spiegando il valore della scelta della città come sede della celebrazione: “Portare qui la Festa dell’Esercito è un segno di rispetto verso una comunità che ha saputo trasformare il dolore in rinascita, rialzarsi e ricostruire”.

Il ministro ha sottolineato che quella comunità, nel proprio percorso di ricostruzione, non è mai stata sola, perché ha avuto accanto fin da subito l’Esercito, le Forze Armate e lo Stato. Ha quindi insistito sul significato più autentico del servizio in uniforme, affermando che nelle difficoltà ciascuno cerca una mano a cui aggrapparsi e che quella mano, molto spesso, è quella dei servitori delle Istituzioni: donne e uomini che indossano un’uniforme che non significa prevaricazione, ma servizio; non distanza, ma responsabilità; non potere, ma dedizione.

Crosetto ha poi pronunciato uno dei passaggi più intensi dell’intervento, rimarcando che se è naturale essere pronti a sacrificarsi per i propri figli e per la propria famiglia, esiste una parte del Paese che ha giurato di fare qualcosa di ancora più grande: sacrificarsi per i figli degli altri, per le famiglie degli altri, per tutti noi. Un concetto con cui ha identificato in modo diretto il senso più profondo dell’Esercito Italiano e delle Forze Armate.

Portolano: il coraggio dei soldati e l’eredità da non disperdere

Il generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa, ha sottolineato il coraggio e il sacrificio dei soldati che hanno scritto pagine decisive nella storia d’Italia per la libertà e la democrazia, consegnando al Paese un’eredità che, ha osservato, non ci si può permettere di vanificare.

Nel suo intervento ha ricordato che, in 165 anni di storia, l’Esercito ha sempre svolto un ruolo attivo nelle vicende del Paese: ha combattuto la terza guerra di Indipendenza, le guerre mondiali e la guerra di Liberazione, ma ha anche costruito ponti, soccorso popolazioni e operato per la pace e la stabilità internazionale nei teatri operativi più difficili del mondo, restando sempre tra la gente, sul terreno.

Portolano ha aggiunto che è sulla terra che ogni conflitto trova il suo esito. Gli ambienti in cui operano le forze terrestri, siano essi urbani, montani, artici, desertici, tropicali o sotterranei, richiedono una grande adattabilità, la coesione delle unità e soprattutto una capacità di giudizio che nessun sistema tecnologico potrà mai sostituire integralmente.

Il generale ha quindi evidenziato che droni, satelliti, reti cibernetiche e intelligenza artificiale stanno trasformando il modo di operare e accelerando i processi decisionali, ma non hanno cambiato una verità antica e semplice: la componente umana resta decisiva. Da qui il richiamo alla necessità di investire nella formazione e nell’addestramento della componente umana, indicati come scelta fondamentale.

Portolano ha infine sottolineato che addestrare con continuità e realismo i militari è la forma più autentica di rispetto verso chi ha scelto di rischiare la propria vita per la Patria, non per promuovere la conflittualità, ma per essere pronto a rispondere, se necessario, a ogni esigenza: dalla difesa dell’Italia e degli italiani alla stabilità internazionale, dal concorso in caso di calamità al supporto all’ordine pubblico.

Masiello: “La pace ha un costo” e l’addestramento come priorità

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, ha dichiarato: “Qui la cultura si è trasformata in una forza concreta, capace di custodire la memoria e di rappresentare la base dell’identità collettiva”.

Nel suo discorso ha evidenziato il doppio binario su cui si muove oggi la Forza Armata: da una parte la tradizione, che preserva e tramanda il passato; dall’altra l’innovazione, che interpreta il presente e dà forma al futuro.

Masiello ha poi affrontato in modo diretto il nodo della deterrenza, affermando che “la pace ha un costo e richiede anche un Esercito e Forze Armate in grado di garantire una deterrenza concreta”. Per questo, ha spiegato, servono formazione al passo con i tempi, innovazione tangibile e standard operativi elevati.

In questa prospettiva, servire la Patria significa assumersi responsabilità profonde, soprattutto nei momenti più difficili, continuando a evolversi per assicurare sicurezza e contribuire alla pace. Il generale ha precisato che ogni miglioramento e ogni capacità acquisita hanno un unico scopo: tutelare la vita dei soldati.

Da qui il richiamo al valore dell’addestramento, definito “il cuore pulsante della Forza Armata”: un’attività che richiede resistenza fisica e mentale, sacrificio e dedizione, e che viene indicata come la migliore assicurazione sulla vita. Per questo motivo, ha aggiunto, le risorse destinate all’addestramento non possono mai venire meno.

Solo attraverso l’addestramento, ha spiegato Masiello, si protegge la vita dei soldati, si rafforzano le fondamenta della sicurezza nazionale e si consolida una deterrenza credibile. Il generale ha anche ribadito che il soldato è e resterà il principale sistema sul campo di battaglia.

Nel passaggio finale del suo intervento ha ricordato che non esistono scuse: gli standard fisici, morali e spirituali che vengono definiti rappresentano la firma dell’Istituzione e valgono per tutti, senza eccezioni. È così, ha aggiunto, che si costruisce un’Istituzione fondata su integrità, lealtà e coerenza, in cui ciascuno è parte viva di una famiglia che cresce e si rafforza insieme. La sua conclusione ha richiamato il nucleo dell’identità militare: sono i valori, il giuramento e il senso del dovere verso la Patria a fondare l’identità dell’Esercito.

La consegna delle onorificenze a reparti e personale distintosi per atti di valore

Dinanzi alla Bandiera di Guerra dell’Esercito e alle unità schierate, il ministro della Difesa ha consegnato alcune onorificenze a reparti e al personale distintosi per particolari atti di valore nel corso di operazioni svolte in Italia e all’estero.

Un momento che ha dato rilievo concreto al servizio prestato da uomini e donne della Forza Armata in diversi contesti operativi, riconoscendo il valore espresso sul campo.

Il sorvolo degli assetti aeromobili su piazza Duomo

A rappresentare la notevole capacità delle varie componenti militari e l’elevatissima specializzazione dei reparti della Forza Armata ha contribuito anche il sorvolo di assetti aeromobili su piazza Duomo durante la cerimonia militare.

Un passaggio che ha reso visibile, anche agli occhi dei cittadini presenti, il livello di integrazione tra diverse capacità operative e la dimensione tecnologica dell’Esercito contemporaneo.

Il “Villaggio Esercito” all’Aquila dal primo maggio

All’Aquila, a partire dallo scorso primo maggio, è stato inoltre allestito il “Villaggio Esercito”. L’iniziativa è stata pensata per rappresentare la notevole capacità delle varie componenti militari e l’elevata specializzazione dei reparti della Forza Armata.

Lungo corso Vittorio Emanuele e in piazza San Bernardino, i cittadini hanno potuto cimentarsi in diverse attività e conoscere da vicino l’evoluzione tecnologica, l’addestramento, le capacità e i valori del mondo militare.

L’Aquila tra memoria, ricostruzione e valore simbolico della cerimonia

La scelta dell’Aquila per celebrare il 165° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano assume un significato che va oltre l’aspetto formale della ricorrenza. La città viene richiamata come simbolo di rinascita, in un intreccio tra memoria collettiva, ricostruzione e presenza delle istituzioni.

Nel cuore di piazza Duomo, tra il ricordo dei caduti, il riferimento al terremoto del 2009, il riconoscimento al personale distintosi per atti di valore, il richiamo all’addestramento, alla deterrenza e all’innovazione, la cerimonia ha restituito l’immagine di un’Esercito che rivendica insieme storia, prossimità, specializzazione operativa e funzione nazionale.

🎥 Segui InfoDifesa anche su YouTube!

Approfondimenti, notizie, interviste esclusive e analisi sul mondo della difesa, delle forze armate e della sicurezza: iscriviti al canale ufficiale di InfoDifesa per non perdere nessun aggiornamento.

🔔 ISCRIVITI ORA

Unisciti alla community di InfoDifesa: oltre 30.000 utenti già ci seguono!

📲 Unisciti al canale WhatsApp di Infodifesa!

Vuoi ricevere aggiornamenti, notizie esclusive e approfondimenti direttamente sul tuo smartphone? Iscriviti ora al nostro canale ufficiale WhatsApp!

✅ Iscriviti su WhatsApp

Senza spam. Solo ciò che ti interessa davvero.

Laura Bianchi – Esperta in relazioni sindacali militari e di polizia
Esperta in relazioni sindacali delle Forze Armate e di Polizia

Laura Bianchi

Laura Bianchi è una consulente e analista indipendente specializzata in relazioni sindacali, rappresentanza e tutela del personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia. Si occupa di contrattazione, diritti del personale, evoluzione normativa e dinamiche istituzionali. Su InfoDifesa.it cura approfondimenti basati su fonti ufficiali, documenti sindacali e analisi del contesto giuridico e operativo.