Carabinieri

Carabinieri, scontro sulla proroga del Vice Comandante: UNARMA “Due anni di mandato? Un premio alla casta, uno schiaffo alla base”

Nel rumore di fondo che accompagna ogni riforma sulla sicurezza, c’è un passaggio che rischia di scivolare sotto traccia solo per chi non conosce il peso degli equilibri interni all’Arma: la proroga a due anni del mandato del Vice Comandante Generale dei Carabinieri. Una norma apparentemente tecnica, ma in realtà capace di incidere su carriere, meritocrazia, assetti di vertice e rapporti tra istituzioni e politica. È da questo nodo, evidenziato nell’approfondimento di Infodifesa, che nasce questa intervista: per capire se dietro il richiamo alla “continuità operativa” si nasconda una scelta realmente funzionale oppure l’ennesima operazione di conservazione del potere ai piani alti.

Abbiamo chiesto ad Antonio Nicolosi, segretario di UNARMA, di entrare nel merito di una scelta che sta alimentando forti perplessità dentro e fuori l’Arma.

Segretario Nicolosi, perché UNARMA è così contraria all’estensione a due anni del mandato del Vice Comandante Generale?

“Perché è un provvedimento che scardina la meritocrazia. Storicamente, l’incarico di Vice Comandante è sempre stato un ‘premio alla carriera’ per i Generali di Corpo d’Armata più anziani, un riconoscimento al merito e al sacrificio di una vita in divisa. Raddoppiare la durata significa dimezzare le possibilità per gli altri. Se una poltrona resta occupata per 720 giorni invece di 360, decine di Generali di Divisione e di Corpo d’Armata meritevoli verranno tagliati fuori per limiti di età. È un ‘tappo’ che umilia le aspettative di chi ha servito lo Stato con onore.”

Domanda: La politica giustifica questa scelta con la necessità di garantire “continuità operativa” ai vertici. Non è una motivazione valida?

“È una barzelletta che non fa ridere. Per decenni l’Arma ha funzionato egregiamente con una rotazione annuale. Cos’è successo d’un tratto? Siamo diventati così scarsi da non avere ricambi all’altezza? O forse qualcuno pensa di essere indispensabile? La verità è che se un Vice Comandante può ricoprire un incarico così complesso per il doppio del tempo, le cose sono due: o siamo davanti a un ‘fenomeno’ soprannaturale, oppure quell’incarico è diventato talmente poco gravoso da poter essere gestito in scioltezza per anni. La realtà è un’altra: la continuità serve solo a blindare gli accordi tra certi vertici e certi palazzi della politica.”

Qual è il messaggio di UNARMA al Governo su questo punto del DDL Sicurezza?

“Il messaggio è chiaro: Prima i Carabinieri, poi le poltrone. È vergognoso trovare il tempo per modificare il Codice dell’Ordinamento Militare per un solo uomo, mentre migliaia di colleghi aspettano un rinnovo contrattuale che non copre nemmeno l’inflazione. Se la politica ha i soldi e il tempo per blindare i Generali, deve trovare anche le risorse per le dotazioni, le caserme fatiscenti e i diritti della base. L’Arma non è un ufficio di diretta collaborazione della politica, è un’Istituzione dei cittadini.

Cosa farà UNARMA se il provvedimento dovesse passare definitivamente?

“Continueremo a denunciare questo corto circuito istituzionale. Non accetteremo mai che il merito venga calpestato per squallide logiche di spartizione politica. Se vogliono la guerra dei numeri, gliela daremo: metteremo nero su bianco quanto costa allo Stato un anno supplementare di questa ‘continuità’ di vertice, tra indennità e prebende, rispetto ai pochi spiccioli che mancano ogni mese nelle tasche dei nostri Carabinieri.
Vogliono la nostra approvazione? Allora abbiano il coraggio di essere coerenti: si tolgano i circa 3.000 euro di incremento sulla pensione che sarebbero legati a questo incarico. Si ponga fine a questo automatismo arcaico che trasforma una carica di comando in un vitalizio d’oro. Se è vero che restano un anno in più solo per spirito di servizio e ‘continuità operativa’, allora lo facciano rinunciando ai benefici economici che ne derivano.
Finché la politica corre per gonfiare le pensioni apicali ma procede a passo di lumaca per il rinnovo contrattuale della base, UNARMA resterà sulle barricate. La dignità dei Carabinieri non si baratta con le poltrone di chi è già abbondantemente privilegiato.

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Laura Bianchi – Esperta in relazioni sindacali militari e di polizia
Esperta in relazioni sindacali delle Forze Armate e di Polizia

Laura Bianchi

Laura Bianchi è una consulente e analista indipendente specializzata in relazioni sindacali, rappresentanza e tutela del personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia. Si occupa di contrattazione, diritti del personale, evoluzione normativa e dinamiche istituzionali. Su InfoDifesa.it cura approfondimenti basati su fonti ufficiali, documenti sindacali e analisi del contesto giuridico e operativo.