Morto il generale Maurizio Stefanizzi, per 50 anni al servizio dello stato
La morte del generale Maurizio Stefanizzi
È morto il generale Maurizio Stefanizzi, figura di riferimento dell’Arma dei Carabinieri e ufficiale con una carriera durata quasi cinquant’anni.
La sua morte colpisce il mondo dell’Arma e quanti ne avevano conosciuto il profilo umano e professionale, costruito in decenni di servizio tra incarichi operativi, comandi territoriali e ruoli di alta responsabilità.
Le origini a Bisignano e la tradizione di famiglia nell’Arma
Maurizio Stefanizzi era nato nel 1960 a Bisignano, in provincia di Cosenza. Nel paese calabrese ai piedi della Sila, la sua era già una famiglia profondamente legata ai Carabinieri: il padre Salvatore aveva prestato servizio proprio alla stazione di Bisignano, mentre il nonno era stato carabiniere durante la Prima guerra mondiale.
Una tradizione familiare che Stefanizzi aveva più volte ricordato con parole semplici e dirette: «Mio padre era carabiniere e anche mio nonno, che aveva combattuto nella Grande guerra». Un’eredità vissuta non come un peso, ma come un riferimento chiaro, una scelta di vita maturata fin da giovane.
Dalla Nunziatella all’Accademia di Modena
Il suo percorso formativo era iniziato alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, frequentata tra il 1976 e il 1979. Successivamente aveva proseguito con il 161° corso dell’Accademia Militare di Modena, avviando una carriera destinata a svilupparsi senza interruzioni per decenni.
Stefanizzi si era arruolato il 26 settembre 1976, una data che nel tempo sarebbe diventata il simbolo di un primato personale e professionale di rilievo nazionale.
Le lauree e i master di un percorso accademico parallelo
Accanto alla carriera militare, Maurizio Stefanizzi aveva costruito anche un solido percorso universitario e postuniversitario. Aveva conseguito la laurea in Giurisprudenza all’Università di Milano, la laurea in Scienze Politiche all’Università di Siena e la laurea in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna all’Università di Roma Tor Vergata.
A questi titoli si aggiungevano due master: uno in Scienze Strategiche e uno in Studi Internazionali Strategico-Militari. Un curriculum che restituiva il profilo di un ufficiale impegnato in modo costante anche sul piano della formazione e dell’aggiornamento.
Il primato dei 49 anni in divisa
Nel giugno 2025, in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria di Trieste, Stefanizzi aveva sintetizzato con efficacia il senso della sua lunghissima carriera: «Sono il carabiniere più vecchio d’Italia, non il più anziano anagraficamente — mi sono arruolato il 26 settembre 1976, ho 49 anni di servizio, anche più del Comandante Generale dell’Arma».
Un primato che raccontava quasi mezzo secolo in divisa e attraversava alcune delle stagioni più delicate della storia repubblicana: dagli anni del terrorismo a Tangentopoli, fino alle grandi operazioni antimafia e ai cambiamenti che hanno trasformato il Paese.
La carriera nei comandi italiani
Il percorso professionale di Maurizio Stefanizzi si è sviluppato in numerosi incarichi distribuiti in tutta Italia. Nel suo curriculum figurano il Nucleo Radiomobile di Palermo, la Compagnia di Milano Porta Monforte, il Nucleo Operativo di Roma Celio, il Gruppo di Monreale, i Comandi Provinciali di Milano e Messina e la Legione Campania di Napoli.
Un itinerario professionale ampio, costruito tra esperienze operative e ruoli di comando, che ha contribuito a delineare una figura riconosciuta non solo per la preparazione, ma anche per la capacità di relazione.
Il comando della Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze
Nel settembre 2021 era arrivata la nomina a comandante della Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri di Firenze, uno degli incarichi più delicati dell’Arma, legato alla formazione dei sottufficiali destinati al servizio sul territorio.
Stefanizzi aveva mantenuto questo incarico fino al marzo 2023, guidando una struttura centrale nella costruzione professionale e valoriale delle nuove generazioni di militari.
Al vertice del Comando Interregionale “Vittorio Veneto” di Padova
Dal marzo 2023 era stato chiamato a guidare il Comando Interregionale Carabinieri “Vittorio Veneto” di Padova, con competenza su Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige,
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