UN RIORDINO CHE HA GIÀ BISOGNO DI UN RIORDINO

(di Domenico Bilello delegato COCER EI, interforze) – Il riordino dei ruoli è all’esame delle commissioni del Parlamento. Il provvedimento della Difesa nasce ha in se un unicum che rappresenta una singolarità assoluta. Parlo della “sanatoria” per i militari che nel 1995 con l’entrata in vigore di quel provvedimento persero le possibilità di poter provare le proprie capacità culturali e professionali con il concorso per il servizio permanente previsto dalla ex legge 958/86.

Diverse erano le varie casistiche di chi allora si è ritrovato nel transitorio del vecchio riordino delle carriere. A suo tempo vi erano i sergenti di complemento che avevano già fatto il concorso e non lo avevano vinto; vi erano i sergenti di complemento che non avevano fatto ancora il concorso; vi erano i volontari che dovevano essere valutati per la prima o seconda volta per sergente di complemento e poi poter partecipare al concorso e poi vi erano i volontari che non erano stati valutati due volte e non erano idonei ad essere promossi sergenti di complemento. Queste erano le casistiche e su queste persone oggi SMD vuole fare una sanatoria ora per allora (20 anni fa), ovvero con l’Esercito di leva e non professionale.

S.M.D., durante i lavori prima del referendum aveva proposto una soluzione una possibilità, ovvero chi era stato arruolato con la 958 di allora a qualsiasi tipo anche chi non era idoneo allora a rivestire il grado di sergente di complemento poteva avere una possibilità un po’ speciale, rispettando la situazione di ora per evitare scavalcamenti e mal di pancia in generale. Prima del referendum alcuni hanno gridato contro il riordino dicendo peste e corna e stranamente subito dopo SMD esce fuori la soluzione: tutti gli arruolati 958 possono partecipare al concorso straordinario per Maresciallo, e per essere sicuri che tutti lo possono fare hanno scritto nero su bianco che il titolo di studio dev’essere la licenza media (non serve più il diploma, non serve più prendersi la laurea e fare un corso di 3 anni, basta un corso di 3 mesi…).

In questo modo, a dir poco scandaloso, non ha importanza se 20 anni prima non avevi vinto il concorso per sergenti in spe, non ha importanza che non eri idoneo a rivestire il grado di sergente di complemento oggi potrai diventare maresciallo alla stregua dei Marescialli laureati che hanno fatto l’accademia a Viterbo. E per essere sicuri, di creare soddisfazione nel popolo elettore, tutte queste casistiche oltre a far rimanere senza parole gli eroici che in questi anni hanno fatto il concorso interno per maresciallo, lo hanno aperto anche agli attuali graduati che in un sol colpo scavalcheranno tutti i loro ex colleghi che il questi 20 anni, hanno vinto il concorso per Sottufficiale del ruolo sergenti lo hanno vinto, si sono fatti un anno di corso e sono stati trasferiti in giro per l’Italia a fare anche i Comandanti appunto dei loro ex colleghi graduati, che nel frattempo hanno beneficiato di svecchiamenti ovvero trasferimenti vicino casa (anche più di uno…).

Ma non solo, anzi, con questa assurda norma oggi i sergenti maggiori o capi sono costretti a scegliere (anche se non hanno voglia di rimettersi in gioco) se fare il concorso per marescialli e rischiare di essere trasferiti oppure di essere dopo massimo tre mesi comandanti dai loro dipendenti a cui hanno magari fatto le note caratteristiche. Questo prevede questo riordino. Assurdo ma vero! Speriamo che il Parlamento capisca e trovi una soluzione, immaginate i problemi di vita lavorativa…. Sig. Ministro, scommetto che nessuno l’ha informata in merito.