TERREMOTO, UN ESERCITO DI ANGELI IN CAMPO: 1.200 TRA SOLDATI, CARABINIERI, VIGILI DEL FUOCO, BASCHI VERDI DELLA FINANZA E PREVENZIONE CRIMINE POLIZIA DI STATO

Oggi arrivano altri 100 soldati. Per le zone colpite dal sisma il dispositivo del ministero della Difesa, guidato da Roberta Pinotti, è in piena mobilitazione da giorni. In campo ci sono già 1.237 militari tra Esercito, Marina, Aeronautica e Arma dei carabinieri. I mezzi spediti sono 334. Si controlla il territorio, le scuole innanzitutto come sottolinea il commissario Vasco Errani. Si fanno verifiche sulla viabilità, interventi di ripristino o di nuovi percorsi in caso di interruzioni. E’ la dettagliata descrizione che riporta Marco Lodovico per il Sole24ore e che vi riproponiamo integralmente.

Ma soprattutto, da mercoledì scorso, c’è l’assistenza alla popolazione. L’aspetto più umanitario, immediato e necessario. Tra Visso, Cingoli e Pioraco sono ormai operative a pieno regime tre cucine da campo dell’Esercito italiano: servono oltre 2mila pasti caldi al giorno a colazione, pranzo e cena. E nei centri rimasti isolati i soldati portano i pasti a domicilio. Non si arresta, intanto, lo sciame sismico: ieri mattina alle 8.56 c’è stata un’altra forte scossa di magnitudo 4.8, con epicentro nella provincia di Macerata. Dal 30 ottobre sono stati quasi mille gli eventi sismici.

«Ci rialzeremo, noi siamo l’Italia» scrive su Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi, ieri a Preci. «Ricostruiremo tutto, tutti insieme. Ci vorrà tempo e tenacia, ma lo faremo». E precisa: «Non ci sarà nessuna deportazione». Chi vuole, dunque, è già o andrà ad alloggiare negli alberghi sulla costa marchigiana. Con il decreto legge in arrivo in questi giorni, poi, scatterà la procedura per distribuire entro Natale i container. Intanto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, anticipa oggi il rientro dal dal viaggio in Israele e andrà nelle zone del terremoto.

La Difesa ha inviato nei giorni scorsi 128 uomini dell’Esercito e dell’Aeronautica nei comuni di Foligno, Rieti, Cittareale, Camerino e Norcia. Con mezzi speciali più una torre di controllo mobile per lo spazio aereo. Allo Stato maggiore Esercito, guidato dal generale Danilo Errico, sono pronti anche i medici psicologi per il sostegno alle popolazioni; dieci autobus per i trasporti di persone e due autocisterne. Sembra insomma di rivedere le immagini di 40 anni fa quando già poche ore dopo il devastante terremoto in Friuli Venezia Giulia l’intervento indimenticabile dei soldati fu massiccio e quasi spontaneo.

A Visso ci sono tende riscaldate dell’Esercito in funzione di refettorio. Nella caserma dei Granatieri di Sardegna a Spoleto sono stati resi disponibili 60 posti letto; al comune di Ascoli sono state distribuite 500 coperte. Il lavoro del Genio militare sta valutando la possibilità di aggirare la frana sulla strada provinciale 209. Lo smottamento ha portato il fiume Nera a invadere la strada e ora i militari stanno studiando il progetto di aprire un sentiero di montagna per collegare Visso a Preci. Ci vorranno i mezzi speciali.

Gli interventi riguardano anche l’assistenza per gli allevatori. Ad Amatrice, nelle frazioni di San Lorenzo e Flaviano, i militari hanno realizzato un bypass della lunghezza 600 metri che permette agli allevatori della zona, rimasti isolati, di raggiungere le principali vie di comunicazione. Mentre a Visso, nel cimitero danneggiato dalle scosse, i soldati hanno installato una rete metallica elettrica: serve a tenere lontani gli animali che potrebbero avvicinarsi. 

L’Esercito si avvale anche di un drone Raven: vola giorno e notte sulle zone colpite dal sisma e così aggiorna la situazione per la sala operativa di coordinamento delle operazioni, al comando del generale Sergio Santamaria. Su Ussita ci sono altri tre droni. Sul territorio anche militari inviati per svolgere controllo del territorio e presidiare le zone contro i tentativi di sciacallaggio: rischio molto più alto di agosto visto che si è ampliata e non di poco la «zona rossa» dei centri urbani coinvolti dal sisma. Ne ha parlato anche il premier Renzi dopo il Consiglio dei ministri di lunedì. A oggi ci sono già circa 1.200 tra soldati – vengono dall’operazione «Strade sicure» – un battaglione dell’Arma dei carabinieri, i baschi verdi della Guardia di Finanza, i reparti mobili e prevenzione crimine Polizia di Stato. 

Va detto che i numeri degli impieghi di personale in atto potrebbero salire. È noto sia al dicastero della Difesa sia a quello dell’Interno, diretto da Angelino Alfano. Il profilo dell’assistenza svolto dai militari sarà regolato dalle indicazioni della Protezione civile. Quello della sicurezza è deciso dal Viminale e in particolare dal dipartimento di Ps al comando del prefetto Franco Gabrielli. Al momento nelle aree terremotate ci sono anche 1.300 vigili del fuoco. È probabile, tuttavia, che il dipartimento Soccorso pubblico guidato da Bruno Frattasi rimoduli il dispositivo impiegato visto che ora, superate le necessità massicce di soccorso, prevalgono le esigenze di verifiche e controlli.

Il bilancio della Protezione civile, guidata da Fabrizio Curcio, è di oltre 22mila persone assistite. Sono quasi 15.400 quelle nell’ambito del proprio comune: di queste, circa 14mila in palazzetti, centri polivalenti e strutture allestite ad hoc, oltre 1.400 invece in strutture alberghiere o agriturismi sul territorio. Sono inoltre circa 6.700 le persone accolte presso le strutture alberghiere: 6mila di queste sono alloggiate lungo la costa adriatica mentre poco meno di 700 sono ospitate nelle strutture ricettive individuate in Umbria. Infine, circa duecento persone fra Lazio, Marche e Umbria sono assistite in tenda.

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