Stazione Termini: due inchieste per stabilire se il poliziotto che ha sparato ha agito correttamente

Cosa è successo nella serata di sabato 19 giugno in via Marsala, proprio al fianco della Stazione Termini? Ma soprattutto: l’agente di polizia che è intervenuto premendo il grilletto e ferendo il pregiudicato di nazionalità ghanese Ahmed Brahim, ha agito correttamente? A capirlo ci penserà l’indagine aperta dalla procura di Roma e, con tutta probabilità, anche un’inchiesta interna del Viminale. Gli agenti sono in superiorità numerica e, come da prassi, dovrà essere stabilito se l’uomo rappresentasse davvero un pericolo per i poliziotti e se l’azione dell’agente è stata proporzionata.

CHI È L’UOMO ARMATO DI COLTELLO FERITO DALLA POLIZIA

In procura sono arrivati anche i video in cui si vede l’intervento, dal momento in cui l’uomo ha estratto il coltello al colpo di pistola sino al fermo. Secondo quanto emerso da fonti della Questura “l’uomo si era già reso responsabile di alcuni episodi che ne avevano connotato la pericolosità sociale. In passato aveva danneggiato alcune statue sacre presenti in alcune Chiese di Roma, manifestando poi ai poliziotti atteggiamenti di odio nei confronti della religione cristiana. Inoltre, ad aprile 2020, era stato sorpreso più volte in piazza San Pietro e denunciato per resistenza e minaccia a pubblico ufficiale nonché per offesa a una confessione religiosa e nel giugno di quest’anno è stato nuovamente denunciato per danneggiamento e lesioni in quanto resosi responsabile di lancio di bottiglie contro il centro islamico di Via San Vito a Roma; circostanza in cui è rimasto ferito anche l’Imam”, spiegano da San Vitale.

Sulla posizione del 44enne, irregolare sul territorio italiano, sono emerse anche difficoltà legate all’attribuzione della nazionalità dovute alla mancata conclusione delle procedure di riconoscimento presso le Autorità Consolari del Gambia, Costa d’Avorio, Nigeria e Ghana avviate nel 2017 che hanno reso non eseguibili le procedure di espulsione a suo carico. Al vaglio della Magistratura, oltre all’informativa della PolFer, ci sono anche le immagini riprese e diffuse sui social.

“Fermare un esagitato non è una cosa facile, il collega è stato anche molto professionale e ci auguriamo non subisca conseguenze per aver fatto il suo dovere – è stato il commento di Fabio Conestà, segretario generale del Movimento Sindacale Autonomo di Polizia (Mosap) – Intanto, ci preme ancora una volta invocare il taser. Quell’uomo armato di coltello avrebbe potuto uccidere”.

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