SPARÒ A UN FOLLE IN FUGA, CARABINIERE A PROCESSO PER TENTATO OMICIDIO

Un posto di blocco dei carabinieri, il conducente di un Suv che ignora l’alt e fugge. Un colpo di pistola sparato da dietro, che infrange il finestrino posteriore della vettura, entra nella parte posteriore del collo dell’automobilista ed esce frontalmente. Una pallottola che, solo per un caso davvero fortuito, non ha ucciso il fuggiasco, quella esplosa il 1° settembre 2017 dalla pistola di un appuntato dei carabinieri 34enne, ora imputato di tentato omicidio, e non più di lesioni gravissime, come era stato inizialmente ipotizzato dalla procura di Monza, nell’ambito dell’inchiesta sugli spari al posto di controllo in via Roma, pieno centro a Macherio, Comune alle porte di Monza.

Quella mattina era appena cominciato il weekend dedicato al Gran Premio di Formula 1 tra eccezionali misure di sicurezza, visto che era alta la piscosi attentati dopo i fatti di Barcellona, ad agosto.
In questo caso il terrorismo non c’entrava nulla, però, con l’uomo in fuga: un 47enne brianzolo con problemi psichici, che non voleva sottoporsi ad un trattamento sanitario obbligatorio disposto nei suoi confronti per un aggravamento del suo stato di salute.

Dell’uomo non si avevano più notizie dal giorno prima e i famigliari, preoccupati per lui, avevano avvertito le forze dell’ordine. Dopo che il Suv marca Dacia aveva eluso il posto di blocco, un primo carabiniere sparò alle gomme, centrando però un cerchione, mentre l’altro militare, un appuntato di 34 anni, tirò ad altezza uomo, colpendo appena sotto la testa. Il ferito, per una fortunatissima coincidenza, non ebbe gravi conseguenze dal colpo, che avrebbe facilmente potuto essergli fatale o causargli lesioni permanenti.

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