Sparatoria a Caserta: si finge militare e armato minaccia una strage al bar, conflitto a fuoco con la polizia

Tutti nel quartiere pensavano che il militare che ha provocato la sparatoria in un bar del centro di Caserta fosse un reduce di guerra perché non parlava d’altro che delle sue missioni all’estero. In realtà Gianfranco Lamonica non è mai stato un militare se non per la leva, nel 1998. Disoccupato nulla facente, vive con l’anziana madre a Puccianiello e in casa aveva cinque armi ad aria compressa, un miniarsenale di fucili per il softair.

Ha prima minacciato i passanti con una pistola e poi si è barricato in un bar dicendo di voler fare una strage. Momenti di alta tensione in centro, nel rione Tescione, dove intorno alle 13 si è verificata la sparatoria. L’uomo ha esploso diversi colpi di arma da fuoco, tanto che la polizia è stata costretta a rispondere al fuoco.

L’uomo è stato centrato alla testa da uno dei colpi esplosi dalla polizia. L’episodio è accaduto nella caffetteria Chimera, in via vescovo Natale, a pochi passi da una parrocchia.

Gianfranco Lamonica, 45 anni, con problemi psichici, ha puntato la pistola costringendo la polizia  a fare fuoco per fermarlo ed evitare il peggio. Quattro colpi esplosi dagli agenti. L’arma era una Beretta usata per il softair.

Lamonica, residente nel quartiere Puccianiello, girava spesso in tuta mimetica, ma mai prima aveva mostrato la  pistola. Parlava spesso, troppo spesso, di una presunta missione in Afghanistan, e poi di essere stato riformato. Le sue foto da soldato compaioni anche sul suo profilo social. Quando è entrato nel bar ha prima puntato l’arma contro la gabbia del pappagallo poi contro la cassiera, che ha avuto un malore. Infine, la sparatoria.