Poliziotto morto appeso a testa in giù. Il video choc del rapper

«Il confine tra la violenza e la libera espressione artistica, è stato ampiamente superato nel video del rapper cosiddetto ‘Fuma’. Non è ammissibile che tale obbrobrio sia visibile in rete».

E’ il commento di Fabio Conestà, Segretario Generale del Mosap (Movimento Sindacale Autonomo di Polizia), relativamente al singolo “Audi” del rapper “Fuma”, che narra lo scontro tra il cantante e un poliziotto e l’annientamento di quest’ultimo, con conseguente esposizione del cadavere appeso a testa in giù.

«Nel video appare anche un bimbo piccolo. Il messaggio che passa – dice Conestà – è sbagliatissimo. Non si può gioire davanti al cadavere di un poliziotto, perché tante famiglie hanno pianto davanti al corpo senza vita di tanti uomini e donne in divisa che hanno dato la vita per servire il Paese. Valuteremo cosa fare con i nostri legali, nel frattempo – conclude – rivolgo un personale appello al capo della Polizia Gabrielli e al Ministro Lamorgese: non lasciate che i colleghi debbano ingoiare anche questo rospo nel silenzio di chi dovrebbe tutelarli tra le istituzioni».

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