Spaccio e corruzione: 11 carabinieri sospesi dopo le rivelazioni del pentito

E’ un vaso di Pandora inquietante quello aperto a Latina dalle dichiarazioni dell’ex confidente delle forze dell’ordine Maurizio Zuppardo, oggi pentito di giustizia: 11 carabinieri indagati sono il frutto di un racconto dettagliato le cui conseguenze per i militari, almeno sul piano professionale, si sono tradotte per ora nella sospensione dagli incarichi operativi.

Sarà il tribunale del riesame di Roma a stabilire l’eventuale arresto dopo il diniego del gip del tribunale di Latina avvenuto nel marzo scorso. Decisione che ha visto la procura di Latina opporsi, a fronte di una indagine delicata e complessa, ma a quanto pare ricca di elementi che potrebbero confermare il quadro descritto dal confidente Zuppardo, che riceveva droga in cambio delle soffiate offerte ai carabinieri per concludere operazioni contro il crimine. E non solo: decine i capi di imputazione a carico dei militari indagati per corruzione, concussione, falso e spaccio. Un brutto film nel quale i protagonisti sono tre ufficiali dell’Arma e i loro sottoposti, che avrebbero lucrato sugli stupefacenti «regalati» a Zuppardo chiedendo in cambio i proventi dello spaccio.

Attività consumatesi all’interno della caserma del comando provinciale di Latina, dove a Zuppardo veniva consegnata parte delle droga sequestrata: in occasione di un maxi sequestro di stupefacente, al confidente andò un chilo di erba come premio. E’ il pentito, come si legge nelle carte della Dda, a dettagliare il panorama in cui alcuni dei carabinieri, grazie a questa attività collaterale, possono permettersi l’acquisto di auto costose che, con il solo stipendio dello Stato, non potrebbero mai avere. C’è attesa per le risposta del Riesame per una inchiesta che il procuratore De Falco ritiene importante anche se ha messo in discussione i delicati equilibri tra inquirenti e forze dell’ordine in un territorio difficile come quello della provincia di Latina.

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