“Si sfogano usandoci come pupazzetti”. La rabbia dei poliziotti

L’ottobre caldo è cominciato con le manifestazioni degli studenti, che prima ancora che si insediasse il governo Meloni hanno iniziato a protestare.Gli uomini della polizia di Stato non hanno reagito alle provocazioni ma, sui social, il sindacato Italia Celere nella persona del suo segretario nazionale, Andrea Cecchini, si è lasciato andare a un lungo sfogo nei confronti di chi minimizza le vessazioni subite dai poliziotti durante le manifestazioni.Quelle uova, ma anche “quei petardi che fanno tremare l’asfalto e quei cori da stadio contro i ‘pupazzetti blu‘ sono la dimostrazione che noi possiamo e dobbiamo fare da sfogo sociale, che siamo diventati ormai un cuscinetto su cui riversare il malessere di un Paese”, continua ancora il segretario nazionale che alza anche l’attenzione su possibili escalation di violenza nelle piazze nei prossimi mesi. Il tutto in un contesto in cui le divise non possono reagire. “Ora è certezza che chiunque possa venire in strada a manifestare e sfogarsi su noi uomini in divisa usandoci davvero come pupazzetti blu, tanto il primo passo che facciamo siamo torturatori e violenti, ormai così ci considera la gente e sa bene che nessuno ci difenderà mai, almeno finora è stato così”, dice con amarezza Cecchini.

Ora che al governo si è insediata la maggioranza di centrodestra, che ha sempre mostrato una maggiore sensibilità degli uomini in divisa. Ed è quello in cui confidano i poliziotti per ottenere maggiori tutele: “Confidiamo nel governo appena insediatosi, come facciamo ogni volta, nella speranza che scelga la sicurezza come priorità nella propria agenda. I tempi si preannunciano particolari e difficili e noi siamo disarmati, se vogliamo tornare a dare sicurezza al Paese il governo ascolti chi di sicurezza vive e non chi di sicurezza ne parla e basta”.

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