SI ROMPE CAVO DI ORMEGGIO SULLA FREGATA BERGAMINI: MARESCIALLO IN GRAVI CONDIZIONI

Questa mattina presso la Stazione Navale Mar Grande della marina Militare a Taranto, durante la manovra di ormeggio della fregata Bergamini, è occorso un incidente che ha coinvolto un sottufficiale di bordo, in seguito alla rottura accidentale di un cavo d’ormeggio.

Il sottufficiale, si tratta di un primo maresciallo di origini campane di 54 anni, è rimasto ferito ma cosciente ed è stato prontamente soccorso dal personale medico di bordo e successivamente è stato trasportato presso l’ospedale civile Ss. Annunziata di Taranto dove è in corso un intervento chirurgico. Drammatica la primissima ricostruzione della dinamica dell’incidente.

La vittima, stando a quanto è filtrato, è stata colpita dal cavo che gli ha tranciato la gamba destra, provocandogli diverse fratture. L’arto è stato recuperato ed ora i medici stanno valutando se procedere con l’intervento di ricostruzione. Il militare è in prognosi riservata. Sono in corso accertamenti sulle cause dell’incidente.

“Mentre la Ministra della Difesa si spende in selfie, interviste e nella distribuzione di panettoni, la sicurezza nei luoghi di lavoro militari è ancora troppo spesso lontana dai minimi standard richiesti dalle norme in vigore e in balia degli umori di coloro che, per legge, dovrebbero attuare rigorosi e costanti controlli. È quanto sottolinea il Sindacato dei Militari in una nota di Luca Marco Comellini.

“Sono mesi che chiediamo un incontro con la Ministra per spiegarle personalmente quali sono, secondo la nostra organizzazione sindacale – Sindacato dei Militari -, le priorità e le “politiche per il personale” la cui attuazione non può più essere rimandata, a cominciare dalla più volte millantata esistenza di un testo di legge per disciplinare l’attività sindacale dei militari che, alla luce dei recenti fatti di cronaca, e non solo, riteniamo – conclude Comellini – essere fondamentale per garantire quelle indispensabili tutele della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro che l’amministrazione militare sembra essere totalmente incapace di apprestare conformemente alle norme in vigore.