INTERVISTA AL MINISTRO DELLA DIFESA: MISSIONI, SINDACATI,URANIO E BUCHE DI ROMA

Il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, in una intervista a “Settegiorni” per Rai Parlamento, si è soffermata sul ruolo e i compiti del Genio militare, tempo fa tirato in ballo per le buche di Roma, e ha chiarito: “Fa parte delle missioni della difesa anche quella di concorrere insieme ad altre componenti dello Stato alla soluzione di problemi, ma quando ci siano condizioni di straordinaria necessità ed emergenza”.

Quindi, Trenta ha aggiunto: “Quello che è stato presentato come un emendamento per Roma prima di tutto prevede qualcosa che può avvenire in tutta Italia e non solo a Roma e, soprattutto, non è circostanziato alla buca ma a una questione di viabilità. Se, ad esempio, c’è una strada con un particolare livello di mortalità, dove non è facile fare una gara e diventa necessario agire velocemente, allora è previsto che il Genio possa intervenire”.

A breve sarà trattato il decreto missioni, ed il ministro ha sottolineato: “Se noi siamo in una casa ricca e benestante ed intorno a noi ci sono famiglie povere e che litigano e sono in situazione di grande crisi, la nostra famiglia sarà costretta a chiudere i muri e mettere le telecamere, e non vivere, quindi, una vita serena. Noi come Paese abbiamo la responsabilità di stabilizzare le aree che sono intorno a Noi per far vivere serenamente i nostri cittadini.

Sui sindacati il ministro, sorridendo, ha sottolineato “Ne sono fiera, è qualcosa che noi abbiamo dovuto fare perché richiesto da una sentenza della corte costituzionale e perché ci crediamo molto e deve essere fatta con grande attenzione, in Parlamento c’è una legge e molto brevemente arriveremo ad una definizione. Si chiameranno associazione a finalità sindacale, saranno fatte salve, comunque, le caratteristiche proprie della vita militare non vorrei, infatti, che si fosse spaventati da tutto questo.”

Infine sull’uranio impoverito, la Trenta sottolinea:“Formalmente il tavolo sull’uranio impoverito e’ gia’ partito: stiamo definendo le modalita’ operative e i membri, ma abbiamo gia’ fatto due incontri. Partiamo da un punto che erano gli esiti della commissione Scanu e da li’ andiamo avanti”.

“Credo sia importante – ha sottolineato il ministro – che ogni persona che ha lavorato nelle forze armate e si possa essere ammalata, abbia subito dei danni nella propria vita in conseguenza di una attivita’ svolta per lo Stato, debba trovare supporto nello Stato. Questo e’ il punto di partenza”- conclude il ministro Elisabetta Trenta.